“Lascia la tua offerta all’altare e va’ prima a riconciliarti.”
Che parola scomoda. Gesù oggi non parla di liturgia, parla di cuore. Il vero culto non inizia sull’altare, ma tra le relazioni ferite. Non basta non uccidere fisicamente: Gesù smaschera i modi più sottili – e più frequenti – con cui “uccidiamo” gli altri ogni giorno.
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Uccidiamo con un silenzio che punisce.
Con un pettegolezzo che sporca.
Con un giudizio sussurrato.
Con un messaggio non risposto.
Con una porta chiusa.
Con l’indifferenza, che è l’omicidio più elegante.
Eppure, Gesù osa dire qualcosa di ancora più scandaloso:
“Un cristiano è uno che non ha nemici.”
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Certo, gli altri possono considerarti un nemico. Possono ferirti, ingiuriarti, calunniarti. Ma tu, nel tuo cuore, non hai nessun volto da identificare come ‘nemico’. Solo fratelli, anche quando non si comportano da fratelli.
Il cristiano non cerca chi ha torto, cerca chi manca all’abbraccio.
Non cerca un colpevole, cerca una riconciliazione.
Non chiede chi deve fare il primo passo, perché il primo passo lo fa sempre lui.
E allora Gesù rovescia la nostra religiosità:
Puoi fare offerte, pregare, partecipare a celebrazioni… ma se tieni in piedi un muro nel cuore, quella preghiera non sale.
Il luogo più sacro non è l’altare, è il rapporto che devi guarire.
E il miracolo più grande non è un’apparizione, ma una riconciliazione impossibile che diventa possibile.
Oggi il Vangelo ci sfida così:
Chi devo andare a cercare prima di tornare all’altare? Chi devo smettere di “uccidere” nel mio cuore? A quale volto devo restituire il nome di fratello?
Perché incontrare Dio è impossibile se eviti di incontrare tuo fratello.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
