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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 27 Aprile 2025

Gesù sapeva benissimo che il tarlo nella vita dei suoi discepoli sarebbe stato l’incredulità. Tommaso ci rappresenta tutti. Per questo appare a Tommaso e lo invita a credere nella sua persona vivente mettendo le mani sulle ferite della sua passione e morte. 

Credere che qualcuno che sia morto e ritorni in vita è difficile per tutti. Ma è proprio questo il nostro credo. Non è quello che Dio esiste. Questo lo credono tutti, anche gli indifferenti al fatto religioso, oppure altre fedi cristiane o non.

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Credere significa appartenere al Dio vivente. Cioè a Colui che è con noi, in noi, per noi. Un Dio che ha attraversato la morte sconfiggendola, per vivere per sempre con noi e darci la possibilità di vivere per sempre in Lui. 

A questo modo di credere, senza vedere fisicamente Gesù è legata la felicità della fede autentica. Quella che non ha bisogno di prove. Quella fede adulta che ci fa vivere da risorti. Il dono di questa fede è la Pace nel cuore, cioè la Presenza del Risorto. La Pace è una Persona, non una cosa, un sentimento, un’emozione. 

È la prima parola pronunciata più volte da Gesù. Una pace da donare agli altri con il perdono, l’affetto, l’accoglienza. Pace fino dello Spirito del Risorto. Chi fa l’incontro vivificante con Lui, riceve la sua pace. È un dono individuale che diventa collettivo nella misura in cui lo sappiamo donare agli altri. La Pace nel mondo è una costruzione di intenti e progetti.

La domenica della Divina misericordia che oggi festeggiamo è un effluvio di Pace su ciascuno di noi. La Pace è il dono di misericordia che Dio ci fa. Quantifichiamo questa Pace oggi e capiremo se siamo come Tommaso o no.

Sr Palmarita Guida

A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade