Gesù libera un uomo da un demonio… e viene accusato di essere lui stesso il capo dei demoni. È la logica del male: capovolgere la verità, confondere la luce con le tenebre, far passare per malvagio ciò che è buono e viene da Dio.
È questo il peccato contro lo Spirito Santo: rifiutare l’opera di Dio attribuendola al maligno, chiudersi volontariamente alla verità che ci visita.
La prima strategia del demonio non è lo spettacolo dell’esorcismo, ma qualcosa di più subdolo: la divisione. Dove c’è sospetto, mormorazione, giudizio affrettato, gelo nei rapporti… lì il maligno ha già messo il piede nella porta.
Gesù invece compie il contrario: ricompone, unisce, restituisce all’uomo la sua unità interiore e la comunione con gli altri.
Il cristiano non può lasciarsi rubare questa identità: noi siamo chiamati a unire, non a dividere; a leggere il bene ovunque germoglia; a lasciarci purificare lo sguardo per riconoscere l’opera dello Spirito anche dove non ce l’aspettiamo.
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Nelle nostre parole, nei nostri giudizi, nei nostri gruppi, siamo strumenti di unità o di divisione? Accresciamo la comunione… o alimentiamo il sospetto?
È qui che si gioca oggi il vero discernimento spirituale.
Quante volte pecco contro lo Spirito di Dio all’opera nella mia vita o nella vita degli altri ?
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
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