Anche chi vive avvolto nella propria stupidità o cattiveria, e cerca di difendere a ogni costo il proprio potere fantoccio, può sentire il desiderio di conoscere Dio. Magari per sfidarlo con il proprio potere meschino. Ma intanto, si può provare, come Erode a cercare di incontrare il Signore. Che poi questo incontro possa portare frutti di conversione, è un altro paio di maniche.
Intanto il vangelo ci dice che Dio si fa spazio in tutti, anche in chi è lontano da Lui.
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Certamente Erode voleva vedere Gesù per toglierlo di mezzo, come aveva fatto con il Battista, ma intanto voleva vederlo. E non sappiamo, se ciò fosse accaduto, se Erode si sarebbe convertito.
Il fatto è che Dio ci turba sempre. Turba le nostre coscienze a volte tenebrose e unte. E il turbamento ci mette in discussione, fa scattare una molla che ci inizia a fare barcollare dal nostro trono.
È salutare dunque questo turbamento. Di fronte all’agire di Dio, tutti ci interroghiamo. Poi ci sono coloro che addormentano la coscienza e lasciano cadere la provocazione, e altri invece che l’accolgono. E così possiamo trovare tra i santi dei grandi peccatori.
Questo turbamento della coscienza l’ho mai provato di fronte all’agire di Dio?
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
