Gesù si è costruito un’altra famiglia, quella, spirituale che ritiene più importante di quella biologica. Tanto che lascia la, casa paterna di Nazareth e diventa itinerante. Sarà poi sua madre a, seguirli, la sua prima discepola.
Ciò che lega a Gesù è l’ascolto della sua Parola. Chi ascolta Gesù, lo accoglie e chi mette in pratica la sua Parola diventa suo intimo, suo familiare. Non c’è appartenenza a Gesù senza ascolto e pratica della sua Parola. Le devozioni non ci rendono intimi di Gesù, anzi… Spesso ci allontanano dal vero Amore.
Ascoltare non basta. Bisogna capire come ascoltiamo… Cosa facciamo dopo aver ascoltato. Come ascolto la Parola? Mi prendo de tempo, in silenzio e solitudine? Cosa faccio per incarnarla nella mia vita? La lascio operare in me? Prendo decisioni in merito? Un ascolto frettoloso, disattento…
Non serve a nulla. Se voglio gustare l’intimità con Gesù devo fare della Parola il mio pane quotidiano e tutto cambierà nella mia vita. Io sarò madre di Gesù, e lo genererò in altri perché la Parola è seme di fecondità. Oggi decido di farmi fecondare dalla Parola ogni giorno. È l’abbraccio di Gesù che mi rende a lui intimo.
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
