La domanda che Gesù pone ai legalisti di tutti i tempi è: è lecito scavalcare la legge, qualsiasi legge, se questa non è a favore del bene dell’uomo, della sua stessa vita? I legalisti, cioè gli adoratori della Legge, sono quella categoria di persone che indignano Gesù. Perché hanno il cuore indurito e, a causa di questo indurimento, non vedono il vero bene.
La loro rigidità mentale e di cuore li rende antipatici, asociali. Perché sono quelli che guardano gli altri solo per giudicarli, non per comprenderli, per conoscerli davvero. Non sanno amare. E la loro intolleranza verso qualsiasi eccezione alla Legge li rende odiosi. Anche perché non si vogliono mettere in discussione, mai. Sono ottusi. Gesù tenta di farli smuovere dal loro seggio di tribunale, ma non ci riesce. Essi tacciono. Preferiscono non affrontare la Verità di sé stessi. Non si espongono ma tramano alle spalle, pronti a colpire e a togliere di mezzo chi non si comporta come loro. Come faranno con Gesù.
Invece quella mano tesa!!!! Quella mano guarita dalla sua paralisi ci parla di un amore che va oltre le leggi, un amore misericordioso, che cerca il bene dell’altro, la sua realizzazione e felicità. Al tempo di Gesù vi era la credenza che ogni malattia o imperfezione fisica fosse la conseguenza dei propri peccati o di quelli della famiglia. Quindi era un giusto castigo. Te la dovevi tenere.
Gesù va oltre questa “legge” umana o disumana e non fa la predica o la morale all’uomo con la mano paralizzata, ma lo invita a mettersi in mostra davanti a tutti perché ognuno, guardandolo, potesse vedere in lui una persona degna di amore e non un peccatore da evitare. Quella mano tesa e guarita è il segno di un amore oltre misura che guarda in prospettiva e non al passato. A Gesù non interessa il nostro passato, i nostri errori… Interessa chi possiamo diventare, interessa la nostra felicità.
Ma quella stessa mano tesa fa scattare la rabbia, il disappunto in chi non è capace di amare, nei legalisti, negli ipocriti. Questi meritano lo sguardo di indignazione da parte di Gesù; l’uomo paralizzato invece ha guadagnato uno sguardo di misericordia.
Oggi il vangelo ci propone due personaggi: l’uomo paralizzato alla mano e i legalisti dal cuore indurito. Il primo ci fa pensare alle nostre paralisi, al nostro non agire per il vangelo, ai nostri blocchi emotivi, spirituali, psichici… E a rispondere all’invito di Gesù: risorgi! Riprendi in mano la tua vita. Ritorna a mettere la tua felicità al centro dei tuoi desideri e interessi.
I secondi, i legalisti, ci possono interrogare sulla paralisi del nostro cuore. Il problema è lì. E lasciarsi interrogare dall’amore di Gesù. La nostra liberazione e guarigione sarà nella risposta che gli daremo. Tacere ancora una volta non ci salverà.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
