Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 21 maggio 2026

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La preghiera Sacerdotale di Gesù non è solo una preghiera: è il testamento del suo cuore. Poco prima della Passione, Gesù apre completamente la sua intimità con il Padre e rivela ciò che desidera ardentemente per noi.

“Ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere”
Il “Nome” nel linguaggio biblico significa la persona stessa, il suo cuore.
Gesù rivela il vero volto del Padre: non un giudice, ma Colui che ama per primo.
E aggiunge:
“…perché l’amore con il quale mi hai amato sia in loro e io in loro.”
È la promessa che ci trasforma: lo stesso amore che circola nella Trinità può abitare in noi.
Quanto sperimento l’unità col Padre, il Figlio è lo Spirito? Quanto la sperimento in me? Quanto la sperimento con gli altri? È nella differenza che si percepisce l’amore.

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“Non prego solo per questi…” — Gesù prega anche per te.
Quando Gesù dice: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola”, sta guardando attraverso i secoli, fino ad arrivare a te oggi.
C’è un momento nel Vangelo in cui tu sei esplicitamente presente: è questo.
Il Figlio prega il Padre pensando al tuo volto, al tuo cuore, alla tua vocazione.

Il sogno di Gesù: l’unità
Gesù ripete più volte: “perché siano una sola cosa”.
L’unità non è uniformità, ma comunione di cuori che vivono nello stesso amore.
Gesù ci invita a entrare nella circolazione d’amore che esiste tra Lui e il Padre:
“come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi”.
L’unità è missionaria:
“perché il mondo creda”.
Quando siamo uniti, quando ci amiamo, quando viviamo nella carità, il mondo riconosce la presenza di Dio.

“La gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro”
La gloria di cui parla Gesù non è successo, ma la presenza dell’Amore nelle relazioni.
È la gloria dell’umiltà, del servizio, della donazione. È la gloria vissuta da Cristo sulla croce: amore fino alla fine.
Gesù ti dice:
“Quella stessa gloria, quella capacità di amare, la do anche a te”.
Per chi accoglie persone ferite questo è fondamentale: la gloria di Dio si manifesta quando qualcuno torna a sentirsi amato.

“Perché siano perfetti nell’unità”
La perfezione cristiana non è una prestazione, ma una relazione.
La santità consiste nel permettere a Gesù di vivere in noi:
“Io in loro e tu in me”.
È Dio che costruisce l’unità, non i nostri sforzi. Noi possiamo solo creare spazi di ascolto, perdono, accoglienza… e Lui fa il resto.

“Padre, voglio che siano con me dove sono io”
Questo è uno dei versetti più teneri del Vangelo.
Gesù non solo ci tollera: ci vuole con sé, desidera che contempliamo la sua gloria, cioè il suo amore eterno.
È la vocazione di ogni cristiano:
stare con Gesù, guardarlo, vivere alla sua presenza.
Da questo nasce ogni missione.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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