Non si può vedere il nuovo che nasce nella nostra vita con uno sguardo vecchio, come non si possono risolvere problemi emergenti con una mente “vecchia”. Se siamo abituati a vedere le cose sempre in negativo, di colore scuro, non riusciamo a vedere niente di bello che ci possa toccare perché tutto sarà filtrato dal colore scuro dei nostri occhiali da vista.
Lo stesso procedimento avviene nella nostra dimensione di fede, che poggia su quella umana. Se il Dio in cui crediamo lo abbiamo incasellato in un nostro modo di vedere, di sentire, di conoscerlo, non riusciremo mai a vedere il Dio amore che Gesù ha incarnato e non vedremo mai l’amore dappertutto nella nostra vita. Avremo sfiducia di tutti, di noi stessi; avremo con Dio una relazione servile e non d’amore, piena di doveri e richieste di meriti.
La novità portata da Gesù è sconvolgente nella sua portata, perché si tratta di un cambio radicale di prospettive: dal dovere al volere, dal merito alla gratuità, dall’egoismo all’amore.
Oggi rintraccio il mio pezzo di stoffa vecchia. Sarà un pensiero ricorrente che mi tiene ingabbiato o una situazione dalla quale non riesco ad uscire… Un’abitudine che mi ha reso schiavo. E, da buon sarto, lo scucio perché non accada che mi strappi dalla Vita vera e perda la novità dell’amore che Gesù è venuto ad insegnarmi.
È quell’amore che mi renderà “nuovo” e creativo. Ho bisogno di creatività per rimanere radicato nella Vita che non muore. È quella creatività che mi fa rinascere ogni giorno. Ho bisogno di rinascere. Tutto qui.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
