Il Vangelo di oggi non inizia con un miracolo, ma con uno scandalo.
Una gravidanza sospetta. Un uomo giusto ferito. Un sogno che scompiglia i piani.
- Pubblicità -
Giuseppe non parla. Pensa di farsi da parte.
È l’uomo che non capisce Dio, ma non lo accusa.
È giusto non perché sa tutto, ma perché ama senza possedere.
Dio entra nella storia non chiedendo permesso, ma chiedendo fiducia.
E lo fa nel modo più destabilizzante possibile:
non spiegando tutto, ma chiedendo di restare.
“Non temere di prendere con te Maria.”
La paura non è il peccato.
- Pubblicità -
Il peccato è lasciarsi guidare dalla paura invece che dall’amore.
Giuseppe obbedisce senza garanzie,
accoglie un figlio che non è suo,
assume una paternità che non controlla,
diventa custode di un mistero che lo supera.
E qui la provocazione:
quante volte noi vogliamo seguire Dio solo se ci rassicura,
solo se rientra nei nostri schemi,
solo se non sporca la nostra reputazione?
Gesù nasce così:
da un sì silenzioso,
da una giustizia che rinuncia ad avere ragione,
da un uomo che sceglie la fedeltà al mistero invece della difesa di sé.
Emmanuele: Dio con noi.
Ma solo se accettiamo che Dio sia con noi come Lui vuole,
non come lo avevamo immaginato.
Forse oggi il Vangelo ci chiede questo:
smettere di capire tutto
per iniziare finalmente ad accogliere.
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
