La fede è certezza delle cose che non si vedono. Il centurione romano è certo che Gesù con un solo ordine avrebbe potuto scacciare la malattia dal suo servo per questo non si presenta a chiedere la guarigione di persona.
È un militare abituato al comando e a obbedire. Non si ritiene degno di avvicinare il Profeta… Così lui lo conosceva pur essendo un pagano. Un certo senso di pudore lo avvolgeva. Ma ha contato sulla sua fede in Lui e il miracolo è avvenuto a distanza.
Gesù non ha detto neanche una parola per guarire il servo… Lo ha guarito con il cuore, con la sua ammirazione per il soldato romano e grazie alla sua fede che Gesù riconosce più grande di quella dei suoi compaesani.
Questa pagina del Vangelo è così importante che la Chiesa ci fa ripetere le parole del centurione quando alla celebrazione eucaristica ci accostiamo a ricevere Gesù. Non sono degno di Te… Ma dì una Parola ed io sarò guarito. Quale Parola dice Gesù se non Ti amo? É il suo amore che ci guarisce.
La sua potenza d’amore. Quando ci crederò come il centurione sarò guarito io e le persone che amo, perché sarà la mia guarigione a guarire altri all’amore vero. Il Signore da indegni ci ha resi degni nel Figlio suo al quale ormai possiamo chiedere il miracolo della nostra guarigione e di quella degli altri. Ed Egli resterà ammirato dalla fiducia che abbiamo in Lui ed agirà.
Credere… È semplice!
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
