Gesù tuona ancora contro l’ipocrisia e tutte le sue sfumature. Il legalismo è una di queste. Stare scrupolosamente attenti alla Legge, alle norme, ai doveri e non accorgersi dei bisogni del cuore e della giustizia sociale. L’ambizione di essere i primi nella scena di questo mondo, quando sappiamo di non meritarlo, e pavoneggiarci davanti agli altri per ciò che non siamo ma vogliamo fare credere di essere. E ancora indicare agli altri dei doveri che noi non assumiamo. Comportamento meschino e irresponsabile.
I dottori della Legge, farisei si sentono offesi dal discorso di Gesù. Ma tanto è. Gesù etichetta anche loro e soprattutto loro. Non addolcisce la pillola.
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Questo è un aspetto relazionale che si chiama parressia cioè coraggio di parlare e di dire la verità costi quel che costi. Evidentemente è il contrario dell’ipocrisia.
I legalisti e i primi della classe sono ipocriti così come i maestrini degli altri perché non misurano se stessi. Non hanno interiorità. Non si guardano dentro per ciò che sono altrimenti si spaventerebbero a morte per il marciume che c’è dentro.
Oggi provo a calmarmi nei panni di questi interlocutori di Gesù. Ascolto il mio cuore e metto in moto la ragione. Chissà che lo Spirito di Dio non mi faccia Luce piena e getti la maschera una volta per tutte.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
