La felicità è vivere in armonia con tutti. Far scorrere la pace, la comunione, la serenità. Purtroppo è una utopia. Perché sappiamo benissimo che la realtà è diversa da questa aspirazione. È difficile avere buoni rapporti con tutti. Per vari motivi. Può dipendere da noi, come dagli altri. Da incomprensioni, mancanza di rispetto, educazione. Oppure invidia, cattiveria, stupidità, vanagloria, orgoglio.
E allora come fa un cristiano a gestire i rapporti con gli altri? Non litigando mai? Rispondendo al male con il male?
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Gesù ci dà un orientamento. Innanzitutto il dialogo con chi c’è l’ha con noi e ci fa uno sgarbo, poi l’intervento di altre persone che possano fare da pacieri ( un ruolo molto apprezzato e vissuto nell’antichità) poi far intervenire la società civile o ecclesiale.
Se tutti questi tentativi falliscono…il rapporto con l’altro si rompe per forza di cose.
E allora che cosa è importante? Che facciamo di tutto per incollare i pezzi di un rapporto che si è rotto. Perché la Comunione è il valore supremo e bisogna chiederla al Signore.
Dov’è regna la comunione anche dopo momenti di rottura lì è presente Dio.
La Comunione è segno di amore, fratellanza vera. È una forza potente da invocare. È un accordo preso davanti a Dio.
Oggi rivedo i miei rapporti con gli altri. Quanto mi impegno nella Comunione, nell’unità delle diversità?
Sapendo che così rendo presente Dio e il suo amore. E questo al di là dei risultati.
Sr Palmarita Guida
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A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
