Si materializza l’accusa contro Gesù da parte dei giudei: tu bestemmi perché sei un uomo e ti fai Dio. Lo diremmo anche noi oggi a chiunque si proclamasse Dio apertamente. O lo prenderemmo per uno psicotico. Ma nel caso di Gesù non si tratta né dell’una né dell’altra cosa.
Gesù è la carne di Dio. E da quel momento dell’incarnazione tutto è cambiato nel mondo. Che lo si voglia accettare o no.
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La diatriba con i giudei continua e continuerà sino alla cattura, passione e morte di Gesù.
Gesù cerca di fare comprendere loro che se si oppongono con la ragione a credere in un Dio incarnato in Lui, che almeno credano alle opere buone che Egli fa in nome di Dio. Ma niente da fare. Neanche i segni prodigiosi di amore di Gesù li convincono.
Gesù compie le opere di Dio sempre. Allora come ora. Le compie nella nostra vita. E sono una prova dell’essere uno con il Padre. Se questo concetto supera la nostra comprensione mentale…guardiamo a ciò che Dio compie nella nostra vita. Chi lo fa, sperimenta Dio in sé. Diventa uno con Dio, come Gesù lo è col Padre.
E chi fa esperienza della bontà di Dio, diventa buono con gli altri.
Apriamo gli occhi per vedere in noi e intorno a noi le opere buone che Dio compie. A volte in modo nascosto, segreto. Rendiamo grazie e facciamo altrettanto. Alla fine della vita saremo giudicati proprio su quelle.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
