Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 10 maggio 2026

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Il Vangelo di oggi ci mette davanti a una verità scomoda:

possiamo essere battezzati, praticanti, impegnati… eppure vivere come orfani.

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Gesù, invece, promette:

“Non vi lascerò orfani.”

Eppure quante volte ci sentiamo abbandonati, sradicati, non riconosciuti, non amati davvero?

La cosa più scandalosa è che possiamo sentirci orfani anche dentro la Chiesa, anche dentro una comunità, anche facendo del bene.

Perché?

Perché l’orfananza spirituale non nasce dall’assenza fisica, ma dall’assenza interiore:

quando non lasciamo allo Spirito lo spazio per abitare in noi.

Viviamo allora come “orfani adulti”:

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  • pieni di attività ma poveri di fiducia;
  • pieni di parole ma affamati di ascolto;
  • pieni di ruoli ma senza identità;
  • circondati da gente ma soli dentro.

Gesù lo dice chiaramente: il mondo non può ricevere lo Spirito perché guarda fuori, non dentro.

Ma il discepolo autentico sa riconoscere una cosa:

Lo Spirito rimane presso di noi e sarà in noi.

Ecco la provocazione:

un cristiano non abitato è un cristiano orfano.

Un cristiano che non si lascia amare è un figlio che vive come se non avesse un Padre.

Una comunità senza Spirito diventa un rifugio di solitudini.

Ma quando lo Spirito abita, allora sì:

l’amore unisce,

la fede scalda,

la speranza rinasce,

e la solitudine evapora.

Non siamo destinati a essere orfani spirituali che mendicano affetto, stima, considerazione.

Siamo destinati a essere figli amati, abitati da una presenza che non se ne va mai.

Provocazione finale

Forse la domanda di oggi non è:

“Amo abbastanza Dio?”

ma:

“Mi lascio amare abbastanza da Lui, da non vivere più come un’orfana o un orfano?”

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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