Gli scribi rimproverano Gesù perché i suoi discepoli non rispettano le tradizioni tramandate. Ma Gesù non entra nel gioco delle apparenze: Lui va dritto al cuore.
“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.”
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È come se dicesse: non è ciò che fate per abitudine che vi salva, ma ciò che amate davvero.
La vera Tradizione — quella con la “T” maiuscola — non è la somma di riti, consuetudini, usanze e regole create da noi per sentirci a posto. La vera Tradizione è la consegna viva del Vangelo, nudo e crudo, senza maquillage, senza sconti, senza addolcimenti. È l’amore concreto, quotidiano, che prende carne nei gesti, non l’osservanza esteriore che non cambia il cuore.
E noi oggi? Quante volte viviamo di precetti, protocolli, ritualismi, tradizioni che rassicurano ma non convertono. Quante volte rischiamo di essere cristiani di superficie, più attenti alla forma che alla vita.
Gesù ci provoca:
“Lasciate andare ciò che è solo abitudine e tornate all’essenziale: l’amore che salva.”
Il mondo non ha bisogno di cristiani impeccabili, ma di cristiani autentici, capaci di consegnare il Vangelo vivo, non un museo di pratiche svuotate. La Tradizione è Cristo che passa, non noi che ci irrigidiamo.
La domanda allora diventa bruciante:
Io sto custodendo il Vangelo… o le mie abitudini religiose?
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Sto annunciando Cristo vivo… o ripetendo formule che non trasformano nessuno?
Solo quando il cuore si lascia toccare, la Tradizione si fa vita, la fede si fa carne, e il Vangelo diventa credibile.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
