C’è sempre un momento nella vita, almeno per qualcuno, che si ha chiara la missione che si vuole svolgere, il compito, il sogno di realizzazione della propria vita e magari parteciparlo agli altri.
Gesù, anche Lui lo ha capito e a Nazareth lo dice: è cresciuto e vuole rendere partecipi i suoi compaesani che lo conoscono fin da bambino, chi Egli sia e cosa vuole fare.
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Ma proprio chi lo conosce non la prende bene. Lo biasima e lo caccia via dal territorio.
Eppure ciò che dice Gesù è straordinariamente bello! Non parla di distruzione, guerra, odio…parla di liberazione, misericordia, bontà, amore.
Perché Egli è l’Unto del Signore, il consacrato da Dio, Colui che è inviato da Dio alla liberazione spirituale del suo popolo. E qui i nazaretano non ci stanno. Come fa Costui a dichiararsi l’inviato di Dio? Un profeta? Lo conosciamo bene…ma chi vuole prendere in giro?
Spesso anche noi oggi ci comportiamo così verso i profeti che ci camminano accanto. Non solo, ma non capiamo neanche la nostra missione cristiana che è quella di liberare i prigionieri di sé stessi e della mondanità. A portare al mondo la bella notizia di un Dio che è amore e ci ama così come siamo e vuole il nostro bene, sempre.
Siamo noi oggi i profeti di Gesù. Anche se chi ci conosce non ci accoglie o ci deride, ci critica…noi siamo i profeti di Dio in un mondo di tenebra. Ci crediamo sino in fondo?
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
