Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 1 aprile 2026

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Giuda,

fratello nostro nell’ombra e nel tormento,

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ti scriviamo oggi non per condannarti, ma per comprendere. Tu che sei stato scelto, chiamato per nome, accolto nella cerchia più intima del Maestro. Tu che hai camminato con Lui, che hai ascoltato la sua voce, che hai visto i suoi miracoli e gustato la sua amicizia. Eppure il tuo cuore, come il nostro, è rimasto fragile, inquieto, diviso.

Ci chiediamo, Giuda: cosa hai visto in Gesù che non ti ha convinto? Perché quelle mani che spezzavano il pane per te non ti hanno disarmato? Cercavi un Messia forte, politico, vittorioso… e ti sei trovato dinanzi a un Dio mite, che lava i piedi, che non alza la voce, che non conquista con la forza ma con l’amore. Hai cercato un regno di potere, e ti sei trovato davanti un Regno che nasce dal perdono. È forse lì che il tuo cuore si è spezzato?

E poi quel denaro… quei trenta denari che pesano nei secoli come un giudizio. Ma noi, Giuda, non possiamo giudicarti. Perché anche noi vendiamo il Signore a basso prezzo: per un orgoglio ferito, per un vantaggio immediato, per paura, per stanchezza, per rabbia. Anche noi tradiamo quando vogliamo tutto e subito, quando non accettiamo i tempi di Dio, quando scegliamo scorciatoie invece della verità.

Ti immaginiamo nella notte del tuo tradimento, quando hai capito che avevi sbagliato tutto. Quel rimorso che ti ha avvolto come una tenebra, quel senso di colpa che ti ha schiacciato. E qui, Giuda, nasce la domanda più grande: perché non sei tornato dal Maestro? Perché non hai fatto un solo passo verso di Lui? Pietro ha pianto e si è lasciato perdonare… tu no. Ti sei arreso alla disperazione, non alla misericordia.

Forse è questa la tua lezione più profonda per noi: non esiste un peccato troppo grande, ma solo una misericordia non accolta. Non esiste un tradimento definitivo, se il cuore resta aperto. Non esiste una notte che possa soffocare la luce, se lasciamo che Dio la accenda.

Giuda, fratello ferito,

oggi ti guardiamo senza disprezzo, perché in te riconosciamo una parte della nostra storia. Ti chiediamo di accompagnarci nel cammino quaresimale. Insegnaci a riconoscere le nostre illusioni, la nostra durezza, le nostre fughe. Aiutaci a non ripetere il tuo errore più grande: quello di non credere all’amore più forte del peccato.

E mentre contempliamo il tuo volto perduto nella notte, lasciaci ascoltare ancora una volta la voce del Maestro che avrebbe detto anche a te:

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“Giuda, amico… non temere. Io sono venuto proprio per te.”

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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