Siamo tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in noi. Parola dell’apostolo Paolo, che oggi la seconda lettura fa risuonare proprio nella festa della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano.
Siamo tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in noi. È uno straordinario punto di partenza, una fondamentale convinzione che dobbiamo: A. tenere in mente e B. Coltivare. Crederci o non crederci fa la differenza. Cambia il nostro modo di vivere come persone, ma cambia anche il nostro essere Chiesa.
Siamo tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in noi. Quante volte al giorno ce lo diciamo?
E attenzione, Paolo lo dice al plurale: siamo. Non uno tra noi. Non alcuni tra noi. Non i migliori tra noi. No. Noi siamo. Noi credenti. Noi che ogni giorno proviamo a fidarci di Dio pur cadendo, pur peccando, pur prendendo le distanze dalle sue logiche, pur rattristando il suo cuore, pur spegnendo il suo Spirito.
Siamo tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in noi, e questo Spirito in noi può essere fecondo come quel torrente che sgorga dal Tempio e di cui Ezechiele ci fa vedere gli effetti. Lo Spirito che vive in noi, e che ci rende tempio di Dio, fa di noi un corpo vivente che può portare vita.
E noi, rimettendo ogni giorno la nostra fiducia nelle mani di Dio, possiamo essere germoglio della sua vita; confidando nella sua presenza e nella sua opera instancabile, anche se silenziosa, possiamo brillare della sua luce.
Possiamo. Ma nulla è automatico, perché dalla nostra abbiamo anche la facoltà e la libertà di spegnere lo Spirito, di rallentare o bloccare la vita, di allontanarci da Dio, o peggio, di allontanarci dalle sue logiche di salvezza e risurrezione.
Come fare per evitare questa distanza?
Come fare per brillare della sua luce?
Come fare per non arginare lo Spirito?
Il Vangelo come sempre è la via. Possiamo chiederci ogni giorno che cosa abbiamo fatto del tempio del Signore. E naturalmente non sto parlando della chiesa che frequentiamo. Possiamo chiederci che cosa abbiamo fatto di quel corpo, di quella intelligenza, di quelle facoltà interiori, di quello Spirito che Dio ha posto in noi…
Le parole di Gesù oggi arrivano dirette anche per noi.
Non fate del vostro corpo un mercato.
Non fate della vostra vita un mercato.
Non fate dei vostri desideri un mercato.
Non fate della vostra intelligenza, delle vostre idee, della vostra capacità di pensiero un mercato.
Non permette a nessuno di violare in qualunque modo, anche con l’adulazione, con la promessa di consenso, con la manipolazione, quanto di più sacro è in voi.
Contenete vita, generate vita!
Ma ognuno può generare solo la vita che custodisce.
Diversamente disperde.
Il nostro corpo, così come l’intelligenza, i desideri, la vita nella sua pienezza sono ciò che lo Spirito attraversa per far vivere il mondo.
Ma non siamo chiamati a esserne strumenti inermi e passivi, ma consapevoli e partecipativi. Possiamo dare del nostro.
Esattamente come Gesù, anche il nostro corpo è casa del Padre, anche il nostro corpo può toccare e portare vita, anche il nostro corpo è tempio destinato alla risurrezione.
Siamo tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in noi.
Per gentile concessione di Sr. Mariangela, dal suo sito cantalavita.com
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