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Sr. Mariangela Tassielli – Commento al Vangelo di domenica 26 ottobre 2025 per bambini/ragazzi

«La preghiera del povero attraversa le nubi, né si quieta finché non sia arrivata; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità». È così che in questa XXX domenica del Tempo Ordinario si chiude la Prima lettura, ed è una gran meraviglia.
Se con la nostra immaginazione provassimo a personificare la preghiera, essa avrebbe questo volto, questo cuore, questa determinazione. Ripeto: è una gran meraviglia.

Al cospetto di Dio non arriviamo con i nostri successi, con l’efficacia dei nostri progetti: non arriva il giusto perfetto, l’integerrimo puro, il praticamente quasi perfetto, il credente sempre dalla parte giusta. A quanto pare è la preghiera del povero ad avere le chiavi del Regno e del cuore di Dio. Del povero… chiunque esso sia e qualsiasi sia la sua povertà.

In Dio non c’è preferenza… o forse è più corretto dire che in Dio trova casa il povero, il debole, colui che subisce angherie ed emarginazione. In Dio trova casa ognuno di noi, sempre.
Il punto è: ma noi Chiesa, noi che ci sentiamo testimoni del suo Vangelo, noi che ci raduniamo nel suo nome siamo quella casa che Dio vorrebbe far trovare a tutte le sue figlie, a tutti i suoi figli?

In Dio non c’è preferenza di persona. A quello dovremmo aspirare anche noi.
Dio non è parziale, non trascura la supplica di chi non ha più voce, di chi ha perso ogni diritto, di coloro che non vengono più riconosciuti come persone.
Per tutti loro Dio si fa casa, e la loro preghiera è accolta.
Di questo dovremmo diventare capaci: capaci di essere una casa.

Sapete, quando penso alla nostra fede in lui, quando penso alla bellezza del Vangelo, quando nel cuore e nella testa lascio spazio alle parole e ai gesti del Signore Gesù, non posso non lasciarmi riempire dalla bellezza che in lui si respira, dalla pienezza di quella vita che lui ha seminato. E mi dico: no, non possiamo perdere tempo a dividere il mondo tra buoni e cattivi, addirittura tra chi crede nel modo giusto e chi crede nel modo sbagliato.

Dovremmo investire ogni istante della nostra vita a raccontare quanto è bello Dio, quanta è vera la vita che in lui possiamo ricevere e regalarci, quanto valga la pena lasciarsi andare a lui.

Il Vangelo oggi è chiaro: chi spreca tempo a gongolarsi in quell’intima presunzione (magari anche inconsapevole) di essere giusto, e disprezza gli altri, ricordi il pubblicano: pur incapace anche solo di alzare gli occhi, ha trovato un posto speciale nel cuore di Dio.
Così è per noi.

Per gentile concessione di Sr. Mariangela, dal suo sito cantalavita.com

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