Gesù nella sinagoga apre il rotolo di Isaia, apre la parola dei profeti e le dà voce, la spezza e la distribuisce, esattamente come in altri casi ha fatto con il pane.
Perché la Parola è pane, e nutre, e rinfresca, e rimette in piedi.
Gesù legge il rotolo che gli è stato consegnato, che non è semplicemente qualcosa di importante, non è solo una parola scritta, non è solo memoria e promessa.
Gesù legge, è in sinagoga come ogni sabato, e a dircelo è Luca che, no, non è un testimone oculare degli eventi. Non ha vissuto né visto. Lui ascolta, studia, raccoglie memorie, autorevoli, certo, ma memorie, esperienze che altri hanno vissuto. Ma lui che, come noi, vive di quella fede tramandata, raccontata, lui dà senso e profondità agli eventi e, a sua volta, racconta.
Lo fa per me, per te, per ogni amico di Dio, per ogni teofilo appunto.
Lo fa perché da quel giorno a Nazaret noi possiamo accogliere la parola di Dio per ciò che realmente è, possiamo comprenderne quale grande potenza la attraversa, potenza che continua a essere realtà, e di cui forse ci siamo un po’ dimenticati.
Nella nostra esperienza di fede siamo abituati a celebrare l’Eucaristia, perché giustamente sappiamo essere il corpo e il sangue di Gesù. Ma quanto spazio diamo alla Parola? A quella con la P maiuscola. A quella che ha tratto dal nulla la creazione, l’ha posta in essere e continua a darle vita. Forse questa III domenica del Tempo Ordinario, chiuso il sipario dei grandi eventi, ci porta lì ai piedi della Parola, chiedendoci tempo e spazio.
È straordinario quello che accade davanti alla Legge quando Esdra la porta davanti al popolo, apre il libro e lo legge.
Provate a leggere la prima lettura e a immaginarvi in quella folla, a sentirvi parte di quel popolo ritornato dall’esilio che sta ricostruendo sé stesso, la sua relazione con Dio, la sua città, il suo tempio.
Provate e provare la gioia della libertà dopo la schiavitù.
Provate lasciarvi attraversare dalla gratitudine per quel Dio che aveva riportato il suo popolo a casa, e ora poteva essere nuovamente lodato, pregato, adorato.
È intenso, quello che possiamo leggere nel libro di Neemia. Eppure, nonostante la sua forza, è ancora lontano dall’annuncio a Nazaret: «Oggi», dice Gesù, «questa Scrittura che avete ascoltato si è compiuta». Ed è proprio questa la grande rivoluzione che può ancora stravolgere la nostra vita: la Parola accade, è viva. Accade nella storia e, pronunciata, si fa evento. La Parola quando può raggiungerci ci tocca e ci trasforma, perché è potenza che attraversa anima e materia.
Ha creato, e continua a farlo.
Ha sollevato, e continua a farlo.
Ha fatto fiorire i deserti, e continua a farlo.
Che questa Parola viva, liberante, che è Gesù Cristo, ci trovi pronti a esserne casa, discepoli, ministri, testimoni.
- Pubblicità -
Per gentile concessione di Sr. Mariangela, dal suo sito cantalavita.com
