VIA CRUCIS per giovani – Inginocchiati davanti alla Croce

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La Via Crucis dei giovani

Con le riflessioni di p. Simone Panzeri scj

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PREGHIERA INIZIALE

Fratelli e sorelle, all’inizio della nostra preghiera sulla via della Croce, chiediamo al Signore Gesù perdono per le nostre cadute, perché il suo sacrifico sia per noi fonte di salvezza.

Signore, che non sei venuto a condannare, ma a perdonare, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

Cristo, che hai voluto essere innalzato da terra per attirarci a te, abbi pietà di noi.

Cristo, pietà.

Signore, che perdoni molto, a chi molto ama, abbi pietà di noi.

Signore, pietà

I° STAZIONE

Gesù viene condannato a morte

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”. Ed egli, per la terza volta, disse loro: “Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Dunque lo punirò e poi lo rilascerò”. Ma essi insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato, allora, decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in carcere per rivolta e omicidio e che essi richiedevano e consegnò Gesù al loro volere» (Lc 23,20-25).

La croce è CORAGGIO

Gesù ci ha sempre messo la faccia, si è sempre compromesso per amare un povero, perdonare un peccatore, accusare l’ipocrisia dei superbi. Lui che è Dio si sporca le mani con chi ha bisogno di essere salvato, sanato, amato. L’amore non esiste a metà: o si ama o si ama! Per amare occorre coraggio. Sì, perché l’amore esiste solo nei gesti di condivisione, di perdono, di dono. Gesù, insegnaci a non nasconderci di fronte alle esigenze dell’amore, soprattutto quando ci viene chiesto un piccolo grande gesto di carità. Aiutaci ad essere dei giovani che si consumano, non nella superficialità dei buoni sentimenti, ma nella profondità dell’amore che si fa’ carne nel dono di noi stessi.

Preghiamo: Signore Gesù, illuminaci con la tua luce, facci sentire la gioia di essere salvati e rendici capaci di aiutare i nostri fratelli che soffrono a causa delle ingiustizie. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

II° STAZIONE

Gesù è caricato della croce

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Dopo averlo schernito, spogliarono Gesù della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.» (Mc 15,20)

La croce è PESANTE

Amare costa sacrificio! Quanto ci fa paura la parola “sacrificio”?! Ci fa pensare al fatto che dobbiamo fare fatica, impegnarci, rimboccarci le maniche, farci carico delle situazioni, dei problemi da risolvere… Ma se ci pensiamo bene è proprio la fatica del sacrificio che ci fa capire che stiamo donando davvero noi stessi. Se amare è donare se stessi, ciò vuol dire che occorre che togliamo qualcosa da noi per donarlo agli altri, a Dio, e questo strappo del togliere per donare, rende vero e vivo il nostro amore. Signore, aiutaci a portare il peso d’amore delle nostre scelte, perché in esse siamo davvero coinvolti nel donare con gioia!

Preghiamo: Signore Gesù, volgi il tuo sguardo su di noi, perché non ci manchi mai l’entusiasmo della fede, la fiducia nella tua misericordia, il coraggio della testimonianza, anche quando questa costa sacrificio. Amen.

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

III° STAZIONE

Gesù cade sotto la croce

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio ed umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui!» (Is 53,4-5).

La croce è PERSEVERANZA

Perseveranza: voce del verbo “speranza”! Quanto ci infiammano il cuore i grandi desideri, le grandi scelte di vita. Quando siamo giovani desideriamo ardentemente andare incontro ai nostri sogni. E poi, alla prima difficoltà, tutto crolla. Gesù sale il Calvario, lo sale cadendo tre volte, ma mai volgendosi indietro, va dritto fino al coronamento del suo dono d’amore per noi. In questa caduta, Gesù, ci dona la speranza, ossia la virtù di chi punta dritto alla mèta e non si dà per vinto nelle sue cadute, certo del fatto che Dio è lì con lui per rialzarlo.

Preghiamo: Siamo stati creati per fare cose grandi. Tutti noi abbiamo la nostra missione. Signore Gesù, aiutaci a non scoraggiarci di fronte alle grandi prove della vita perché, con stupore, possiamo avere sempre gli occhi pieni della tua gioia. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

IV° STAZIONE

Gesù incontra sua madre

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l’anima”. Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore» (Lc 2,34- 35).

La croce è FIDUCIA

Quanto ci piacerebbe capire tutto e subito. Ci sentiremmo così “i padroni” della nostra vita, ma cadremmo pure nella superbia dei presuntuosi che si perdono i dettagli più preziosi, perché pensano “di sapere già tutto”. Il cammino della fiducia è ritmato invece dal “conservare nel cuore” ciò che ancora non capiamo, fiduciosi del fatto che camminando si faccia sempre più chiara la strada. Comprendere la volontà di Dio è una questione di fede, di sentire col cuore come e dove egli ci ama e ci chiama a stare. Per fare tutto questo occorre, come ci insegna Maria, non smarrire il gusto dei piccoli passi, dell’ascolto attento del nostro cuore e del cuore di Dio. Affidiamoci con fiducia al Padre che semina in ogni nostro minuto di vita la grandezza di un amore da realizzare.

Preghiamo: O Maria dal cuore giovane, insegnami il tuo “sì”! Guidami sulla via di Dio, segnata dalle orme dei tuoi passi: la via del coraggio e dell’umiltà, la via del dono senza riserve, la via della fedeltà che non appassisce, la via della purezza colma d’amore. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine.

Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

V° STAZIONE

Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo» (Mc 15,21).

La croce è CONDIVISIONE

Gesù è aiutato da uno sconosciuto che passava di lì per caso. Il Signore che molte volte nei vangeli si è chinato per aiutare chi era malato, infermo, perduto, Lui che si è sempre speso per alleviare le sofferenze dei più poveri e soli, è Lui stesso, ora, aiutato nel portare il peso della Croce. L’Onnipotente è aiutato da una sua creatura che, con Lui, condivide una croce non sua. E’ il miracolo della condivisione, che accade quando qualcuno si fa’ vicino a me e, gratuitamente, mette in comune la sua vita con la mia e da questo incontro si genera comunione. Così, il Cireneo, fa’ comunione con Dio. Signore insegnaci tu, che non hai avuto paura a condividere la tua croce col Cireneo, la giusta umiltà per condividere le nostre croci con gli altri.

Preghiamo: Apri i miei occhi, Signore! Perché io veda il bisognoso e non resti senza il mio aiuto. Perché io veda il povero e la mia mano non resti chiusa. Perché io veda il malato e non lo lasci senza una visita. Perché io veda lo straniero e in me trovi accoglienza. Perché io veda chi subisce ingiustizia e sappia prenderne le difese. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

VI° STAZIONE

La Veronica asciuga il volto di Gesù

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Il mio cuore ripete il tuo invito: “Cercate il mio volto!”. Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza» (Sal 27,8-9).

La croce è RICONOSCERE

Cercare il volto di Dio non è un’impresa semplice, soprattutto perché crediamo sempre di trovarlo lì dove noi lo vorremmo vedere. Invece il volto di Dio, chissà perché, lo troviamo sempre nelle cose che ci piacciono di meno, nelle vie crucis della nostra vita quotidiana. Lo troviamo lì dove la vita si fa più aspra e amara. Troviamo un Dio pronto a condividere con noi le prove più dure e ad incoraggiarci nell’affrontare ogni ostacolo. Riconoscere il volto sfigurato di Dio, lì dove la nostra vita è sfigurata, è toccare con mano che il Signore non ci abbandona mai, è capire che dove è più dura la scelta da fare, lì è più grande il Suo amore.

Preghiamo: Signore Gesù, avvolgici con quel panno che porta impresso il tuo volto. Aiutaci a riconoscerti nelle persone della nostra vita e, allo stesso tempo, fa’ che chiunque incontriamo sul nostro cammino possa scorgere il tuo volto nei nostri occhi. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

VII° STAZIONE

Gesù cade per la seconda volta

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

“Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e sputi”. (ls. 50,6)

La croce è UMILTA’

Gesù “si lascia” umiliare. E’ il mistero di questo Dio che si consegna agli uomini totalmente. Dal momento della sua nascita fino alla morte in croce, la storia del Signore Gesù, è la storia del Dio fatto uomo che, continuamente, si è consegnato a noi uomini. Si è consegnato a Maria e a Giuseppe che lo hanno curato e fatto crescere; ai poveri che lo hanno cercato per essere da Lui sanati, guariti e salvati; ai peccatori che gli hanno chiesto la gioia del perdono… Il Signore si lascia prendere dalla nostra vita per donarci il suo amore. La via dell’umiltà è questa: Dio si consegna a ciascuno di noi e noi abbiamo la responsabilità di accogliere il Suo amore o di rifiutarlo: è questa la vulnerabilità di Dio che si incammina verso il Calvario.

Preghiamo: Signore Gesù, insegnaci ad accoglierti nel nostro cuore con animo libero e disinteressato. Aiutaci a diventare uomini e donne umili, che sanno abbandonarsi fra le tue braccia, come un bimbo si lascia andare fra le braccia di sua madre. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

VIII° STAZIONE

Gesù consola le donne di Gerusalemme

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, piangete su voi stesse e sui vostri figli… Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”» (Lc 23,27-28.31).

La croce è CONSOLAZIONE

Anche sulla via che lo conduce alla morte, Gesù, l’Emmanuele, il Dio-con-noi, non rimane chiuso in se stesso, pronto a piangersi addosso per l’ingiustizia subita. E’ Lui, il Dio maltrattato e abbandonato, che dona consolazione a chi incontra sul suo cammino! Noi piccoli uomini, quando viviamo il dolore, qualunque sia la sua origine, ci ripieghiamo su noi stessi, diventando incapaci di vedere chi, intorno a noi, è già pronto a consolarci e ad amarci. Il dolore ci paralizza, ci offusca il cuore, ci chiude nella contemplazione del male subito. La consolazione, invece, è questione di uno sguardo che, nel dolore, va in cerca di chi ci ama e ci dona la vera speranza. La consolazione è sentire il passaggio di Gesù accanto a noi, è sentirlo vicino oltre il dolore.

Preghiamo: Signore Gesù, ferma la mano di chi percuote le donne! Visita il loro pianto quando si trovano sole ed apri il nostro cuore alla piena condivisione di ogni loro dolore, perché possano riconoscere nel nostro aiuto la mano tesa di un Dio che le ama di un amore infinito. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine.

Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

IX° STAZIONE

Gesù cade per la terza volta

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, il pericolo, la spada? … Ma in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati.» (Rm, 8,35.34).

La croce è ATTENZIONE ALL’ALTRO

C’è un dolore simile al mio? Quante volte, quando nella vita subiamo del male ci diciamo: nessuno ha un dolore come il mio! La logica del dolore, ancora una volta, ci fa’ restare immobili a contemplare il male subito e ci impedisce di guardare all’Altro, a quell’Altro che è Dio e che mi chiede di credere alla speranza. Essere vigilanti vuol dire, allora, essere uomini e donne adoratori della speranza! Uomini e donne che, col loro amore, faranno scorrere in chiunque incontrano la linfa gioiosa della vita donata e spesa per il bene.

Preghiamo: Signore Gesù, ti preghiamo per tutti gli uomini, donne e bambini, che hanno lasciato la loro terra in cerca di un futuro migliore. Fa’ che, arrivati a destinazione, trovino persone pronte a prendersi cura di loro e insegna anche a noi a promuovere un mondo dove nessuno sia costretto a lasciare la propria casa e dove tutti possano vivere in libertà, dignità e pace. Amen.

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

X° STAZIONE

Gesù è spogliato delle vesti

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«I soldati, poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero i suoi vestiti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: “non stracciamola, ma tiriamola a sorte a chi tocca”. Così si compiva la Scrittura: Si sono spartiti tra loro i miei vestiti e sulla mia tunica hanno tirato la sorte. Ed i soldati fecero così!»(Gv 19,23-24).

La croce è METTERSI A NUDO

Gesù durante l’ultima cena si è spogliato delle sue vesti per cingersi i fianchi con un asciugamano e lavare i piedi ai suoi discepoli. Anche ora lo vediamo, di nuovo, spogliato delle sue vesti e rivestito della Croce. Mettersi a nudo significa mostrare il proprio cuore, compromettersi, non nascondersi, rivelare la propria identità, quella più intima e vera. Quante volte, Signore, ci rivestiamo con le stoffe dell’apparenza, indossiamo una maschera per convincerci di essere ciò che in realtà non siamo. Chi siamo noi? Siamo il prodigio più bello che Tu hai creato. Una meraviglia che ha preso forma nelle Tue mani.

Preghiamo: Signore, insegnaci a volerci bene e a non buttarci via, accompagna il nostro cammino, perché ogni giorno possiamo accorgerci di quanto ci hai creati a Tua immagine e somiglianza. Amen.

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

XI° STAZIONE

Gesù viene inchiodato sulla croce

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Erano le nove del mattino, quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: “Il re dei Giudei!”. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra ed uno alla sua sinistra. E si compì la Scrittura che dice: “E’ stato messo tra i malfattori!”» (Mc 15,24-28).

La croce è PERDONO

Anche lì, attaccato alla croce nel dolore dei chiodi, dopo la fatica della salita al Calvario, Dio non ha parole di condanna per nessuno, ma solo il perdono. Ecco lo scandalo della croce: Dio che non condanna chi lo sta uccidendo senza motivo. Dio che continua ad amare! Noi, al contrario, spesso gettiamo giudizi a destra e a sinistra e invece di spendere la nostra vita col gusto dell’amore, la inaridiamo con le critiche più aspre, offerte su tutto e tutti. Sapessimo vedere intorno a noi i germi di bene da far crescere, invece che sempre e solo la zizzania da estirpare!

Preghiamo: Signore, aiutaci a riscoprire il vero senso della parola “unità”, perché stando insieme nel Tuo amore, tutti possano riconoscerci come cristiani, e chiunque ci incontra possa dire “Guarda come si amano l’un l’altro”. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

XII° STAZIONE

Gesù muore sulla croce

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Costui chiama Elia”. E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: “Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!”. E Gesù, emesso un alto grido, spirò.» (Mt 27, 45-50,54)

La croce è AFFIDAMENTO

La vita del Signore Gesù giunge a compimento. Ecco, ora il dono di sé è giunto al culmine col dono della vita. Il Figlio di Dio consegna tutto al Padre. E ora noi, in ogni nostro passo che facciamo, in ogni nostro respiro, in ogni nostro gesto… potremmo sentirci abbandonati se il Signore non avesse condiviso con noi questi momenti di croce e di morte. Noi ora non siamo più soli. Ogni nostro dolore diventa una porta aperta in cui vivere l’affidamento al Padre e in cui poter ascoltare la voce del cuore che dice: “Non temere, Io sono con te, fino alla fine del mondo.”

Preghiamo: Signore Gesù, ti affidiamo tutte quelle persone che hanno perso un proprio caro. Fa’ che, guardando le Tue braccia stese sulla croce trovino consolazione nel Tuo abbraccio. Aiutale a sentire nel loro cuore, che tutto l’amore che hanno sperimentato insieme alla persona cara, resterà per sempre un seme di speranza che sta già portando frutto lungo il cammino della vita. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine.

Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

XIII° STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato» (Mt 27,57-58).

La croce è CURA

Chi ama ha cura dell’amato. Il corpo di Gesù, il Maestro, il Signore che ha tanto dato amore, non è abbandonato. Ancora oggi il suo corpo è raccolto e curato nei tanti atti di carità autentica verso chi è inchiodato alla croce della povertà, del bisogno, della sofferenza, dell’incomprensione. Intorno a noi ci sono tanti fratelli che hanno bisogno di essere raggiunti da gesti di carità. Signore, insegnaci ad essere strumenti del Tuo amore in ogni luogo della nostra vita: strumento di vicinanza nella nostra famiglia, strumento di ascolto per i nostri amici, strumento di entusiasmo nel nostro lavoro, a scuola, all’università, strumento di gioia nella nostra parrocchia.

Preghiamo: Signore Gesù, ti affidiamo tutti i missionari che, fino ai confini del mondo, si impegnano ad essere testimoni del Vangelo. Fa’ che non manchi mai loro il sostegno della Chiesa e che siano sempre accompagnati dal Tuo Santo Spirito e dalla Tua protezione. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

XIV° STAZIONE

Gesù è posto nel sepolcro

Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

«Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino vi era un sepolcro nuovo, in cui nessuno era stato ancora deposto. Là deposero Gesù» (Gv 19,41-42).

La croce è AMORE

Sulla storia di Gesù sembra essere posta la parola fine, ma è davvero così? I discepoli, che speravano che il Signore fosse il Salvatore, ora sono chiusi dal dolore e, come nell’Orto degli Ulivi, si addormentano nella tristezza e nell’angoscia. Ma Gesù, chiuso nel sepolcro, ci chiede di ricordarci che la nostra vita, così come la vita dei suoi discepoli, non è fatta per la tomba del sepolcro, ma per la luce della vita eterna. Gesù ci dice che non tutto è perduto, ci dice che l’inatteso sta per bussare alla porta del sepolcro. Credere a Dio significa credere che la via crucis, la via dolorosa che tante volte incrocia il nostro cammino, non è la fine di tutto, essa non conduce alla morte, ma apre a un inatteso che va oltre ogni limite. Papa Francesco ci esorta a non essere dei giovani addormentati, a non far sì che ci venga rubata la speranza. E’ proprio così: siamo venuti al mondo non per dormire, siamo qui per lasciare un’impronta. Un’impronta di speranza. Un’impronta d’amore.

Preghiamo: Signore Gesù, Ti preghiamo per i giovani. Perché con coraggio prendano in mano la loro vita e mirino alle cose più belle. Accompagnati da guide sagge e generose, aiutali a rispondere alla chiamata che Tu rivolgi a ciascuno di loro, per realizzare il proprio progetto di vita: una vita spesa nell’Amore. Amen

Rip. Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus. Resurrectionem tuam laudamus Domine.

PREGHIERA FINALE di Papa Francesco

Signore Gesù, aiutaci a vedere nella Tua Croce tutte le croci del mondo: la croce delle persone affamate di pane e di amore; la croce delle persone sole e abbandonate perfino dai propri figli e parenti; la croce delle persone assetate di giustizia e di pace; la croce delle persone che non hanno il conforto della fede; la croce degli anziani che si trascinano sotto il peso degli anni e della solitudine; la croce dei migranti che trovano le porte chiuse a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici; la croce dei piccoli, feriti nella loro innocenza e nella loro purezza; la croce dell’umanità che vaga nel buio dell’incertezza e nell’oscurità della cultura del momentaneo; la croce delle famiglie spezzate dal tradimento, dalle seduzioni del maligno o dall’omicida leggerezza e dall’egoismo; la croce dei consacrati che cercano instancabilmente di portare la Tua luce nel mondo e si sentono rifiutati, derisi e umiliati; la croce dei consacrati che, strada facendo, hanno dimenticato il loro primo amore; la croce dei tuoi figli che, credendo in Te e cercando di vivere secondo la Tua parola, si trovano emarginati e scartati perfino dai loro famigliari e dai loro coetanei; la croce delle nostre debolezze, delle nostre ipocrisie, dei nostri tradimenti, dei nostri peccati e delle nostre numerose promesse infrante; la croce della Tua Chiesa che, fedele al Tuo Vangelo, fatica a portare il Tuo amore perfino tra gli stessi battezzati; la croce della Chiesa, la Tua sposa, che si sente assalita continuamente dall’interno e dall’esterno; la croce della nostra casa comune che appassisce seriamente sotto i nostri occhi egoistici e accecati dall’avidità e dal potere. Signore Gesù, ravviva in noi la speranza della risurrezione e della Tua definitiva vittoria contro ogni male e ogni morte. Amen! 

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