La Grande Quaresima – La Santa e Grande Settimana

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Nella tradizione bizantina, la Grande Quaresima del Tempo Pasquale, comprende quattro settimane di Preparazione, settimane proprie della Quaresima, e la Santa e Grande Settimana della Passione. Nel primo periodo il credente è richiamato a vivere l’umiltà,(Fariseo e Pubblicano) il ritorno alla Casa del Padre, che tutti accoglie (Figliol Prodigo), la carità universale (Carnevale), il perdono scambievole e la povertà nell’umiltà (Latticini). Il periodo propriamente detto della Quaresima insiste invece sul recupero della icona perfetta del Battesimo per la vita del credente, vivendo in umiltà per una autorigenerazione in vista della Passione e della Resurrezione del Signore.

Per i Cristiani divisi, questo è un momento proficuo, per interrogarsi sul rapporto reciproco e comune col Signore. E’ il momento di chiedere perdono per le nostre manchevolezze degli uni verso gli altri.

TROPARIO:

Ecco, lo Sposo viene * nel mezzo della notte, * beato il servo * che egli troverà desto; * indegno invece * colui che troverà addormentato. * Vedi, dunque, anima mia * non farti vincere dal sonno, * e non essere alla morte condannata * e dal regno fuori esclusa. * Ma scuotiti esclamando: * Santo, Santo, Santo sei o Dio, per intercessione degli Incorporei, * salva noi. (Mattutino del Lunedì, Martedì e Mercoledì Santi)

Mentre i gloriosi discepoli * nella lavanda della cena, si illuminavano, * ecco che Giuda l’empio * malato di avarizia, si ottenebrava * e a giudici iniqui * Te, il giusto giudice, consegnava. * Vedi come l’amante del denar, * proprio per questo finisce impiccato. * Fuggi l’anima insaziabile * che tanto contro il Maestro ha osato. * O Tu, buono con tutti, * Signore, gloria a Te. (Mattutino del Giovedì Santo)

LETTURE:

  • Salmo 5, 2, 21, 34, 108, 50, 53, 139, 90, 68, 69, 85
  • Esodo 1,1-20; 2,5-10; 6,11-23; 19,10-19; 33,11-23;
  • Giobbe 1,1-22; 2,1-10; 38,1-21; 42,1-5;
  • Gal. 6,14-18; Rom. 5,6-10; Eb. 2,11-18; Eb. 10,19-31
  • Mt. 27, 1-56; Mc. 15, 16-41; Lc. 23,32-49; Gv. 19, 23-37
  • PREGHIERE:

“E’ venuto oggi il Salvatore nella città di Gerusalemme * per adempiere la Scrittura; * e tutti, con palme tra le mani, * stendevano le tuniche sotto i suoi piedi, * riconoscendo in lui il nostro Dio, * al quale senza sosta i Cherubini acclamano: * Osanna nel più alto dei cieli! * Benedetto sei tu, * che sei pieno di sentimenti di pietà, * abbi pietà di noi.” (Stichirà del Vespero delle Palme)

“Venendo il Signore * alla sua volontaria passione, * agli apostoli diceva per via: *Ecco, saliamo a Gerusalemme * e sarà consegnato il Figlio dell’uomo, *come di lui sta scritto. * Su dunque anche noi, * con menti purificate, *saliamo con lui, * e lasciamoci crocifiggere * e moriamo per lui * ai piaceri della vita, * per vivere con lui * e udirlo esclamare: *Non più alla Gerusalemme terrestre*, per patire, *ma salgo presso il Padre mio * e Padre vostro, * e Dio mio e Dio vostro, *e con me vi innalzerò * alla superna Gerusalemme, * nel regno dei cieli.” (Inni del Santo Lunedì)

“Il tuo talamo adorno, * vedo o mio Salvatore, * e non ho una veste, *per potervi entrar. * Fammi splendere, * la veste dell’anima, * o Datore di Luce, e salva me!” (Exapostillarion)

“Signore, * la donna caduta * in molti peccati, * percependo la tua divinità, * si assume l’ufficio di Mirofora, * lamentandosi porta a Te * il balsamo prima della tua sepoltura: * Ahimé – dicendo: * per me c’è una notte * tenebrosa, senza luna, * furore di incontinenza, * amore di peccato! * Accetta le fonti delle mie lacrime, * tu che fai passare nelle nubi * l’acqua del mare; * piega me * ai gemiti del cuore, * tu che hai piegato i cieli * con il tuo ineffabile annientamento. * Bacerò i tuoi piedi immacolati, * li asciugherò di nuovo, * con i riccioli del mio capo, * di cui in Paradiso * Eva la sera * con le orecchie sentendo il passo, * per timore si nascose. * La moltitudine dei miei peccati * e gli abissi dei tuoi giudizi, * chi li scruterà, * tu che salvi le anime, Salvatore mio? * Non disprezzare questa tua schiava, * tu che possiedi smisurata la misericordia.” (Aposticha del Mercoledì)

“Su dunque, fedeli, lavoriamo *di buon animo per il Sovrano, * distribuisce infatti ai servi la ricchezza, * e ciascuno in proporzione, * moltiplichiamo molto * il talento della grazia. * Uno coltiva la sapienza * con opere buone; *l’altro celebri * la liturgia con ogni splendore;* il fedele faccia partecipe * della parola chi non è iniziato* e altri distribuisca ai bisognosi * la propria ricchezza. * Così infatti il deposito* moltiplicheremo molto* e come economi fedeli della grazia* saremo degni della gioia del Sovrano; * di essa facci degni,* Cristo Dio, quale amico degli uomini.” (Aposticha del Giovedì)

“Giuda, che cosa mai ti ha spinto a tradire il Salvatore? Ti ha forse egli escluso dal coro degli apostoli? Ti ha privato del carisma delle guarigioni? Ti ha cacciato dalla mensa quando mangiavi con loro? Ha forse lavato i piedi agli altri e sdegnato i tuoi? Oh, di quali beni sei divenuto immemore! Il tuo animo ingrato è additato al vituperio, mentre viene proclamata la sua incomparabile magnanimità e la grande misericordia”. (Kathisma del Grande Venerdì)

“Oggi è appeso al legno * colui che ha appeso la terra sulle acqua; * è cinto di una corona di spine * il Re degli Angeli; * di una finta porpora è avvolto * colui che avvolge il cielo di nubi; * uno schiaffo riceve * colui che nel Giordano ha liberato Adamo; * è inchiodato con chiodi * lo Sposo della Chiesa; * da una lancia è trafitto * il Figlio della Vergine; * Adoriamo, o Cristo, * i patimenti tuoi; * Mostra a noi * anche la tua gloriosa Resurrezione.” (Antifona della Passione)

“Mi hanno spogliato delle mie vesti, * mi hanno rivestito di una clamide scarlatta; hanno posto sul mio capo una corona di spine * e nella mia mano destra hanno messo una canna

* perché io li spezzi come il vaso del vasaio.” (Inni della Passione)

“Trasmutava per il timore tutto il creato, * vedendo te, o Cristo, appeso alla croce; * il sole si oscurava, * e si scuotevano le fondamenta della terra, * l’universo soffriva insieme a colui che l’universo aveva creato. * O tu che volontariamente per noi hai sofferto, * Signore, gloria a te. “ (Stichi del Vespero del Grande Venerdì)

“Il nobile Giuseppe, calato dal legno il tuo corpo immacolato, lo avvolse in una sindone pura con aromi e curandolo, lo depose in un sepolcro nuovo.” (Tropario del Santo Sabato)

“Oggi l’ade gemendo grida: * Meglio per me se non avessi accolto il Figlio di Maria! * Perché, venendo contro di me, * ha distrutto il mio potere, ha spezzato le porte di bronzo, * è ha risuscitato, poiché è Dio, * le anime che prima possedevo. * Gloria, Signore alla tua croce, * e alla tua resurrezione.” (Stichirà Idiomela del Vespero del Santo Sabato)

Intenzioni di preghiera e meditazione proposta dal Monastero Santa Barbara.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Ogni proposta mensile presenterà la festa che ricorre, il suo Tropario, le relative Letture dall’Antico e Nuovo Testamento, alcuni testi tratti dalla innologia della festa.[/box]

[box type=”note” align=”” class=”” width=””]TROPARIO: Nella liturgia bizantina, breve preghiera ritmica composta di pochissime frasi. È l’elemento costitutivo dell’innografia greca cristiana. Se ne hanno diverse forme, variamente classificabili a seconda del contenuto, o per il posto che occupano nell’Ufficio: la principale è l’apolytìkion, che si recita alla fine dell’officiatura e riassume l’oggetto del mistero o le virtù di un santo.[/box]