Resta con noi salendo al cielo. Può sembrare paradossale che nella solennità dell’Ascensione ci venga detto che Gesù è con noi «tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Eppure questo è il paradosso della Pasqua, nella quale viviamo il Battesimo: si vive morendo, si sale scendendo e si resta partendo.
Così entrando in Dio possiamo uscire nel mondo e uscendo nel mondo possiamo entrare ancora più in Dio. Perché cielo e terra sono legati dall’unico amore di Cristo: in Lui non c’è più sacro né profano, ma tutto è Dio, perché tutto è Uomo.
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Possa dunque il nostro Battesimo essere non di certo un’imposizione presuntuosa, bensì il docile lasciarci agire dalla vita trinitaria che trinitizza le vite di tutti coloro che ospitano a braccia aperte, senza pregiudizi, l’inatteso che si avvicina a noi.
Commento a cura di:

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
