Maria è Regina perché – come il Figlio, con il Figlio – ha scelto di essere serva. È il paradosso del cristiano, ma anche di ogni percorso spirituale: ci si riempie di grazia quanto più scegliamo liberamente di svuotarci delle nostre pretese. Maria ha imparato – ma forse pure insegnato a Gesù – che vi è un’autentica regalità nel servire. Ma questo non significa diventare accondiscendenti. Maria non è mica uno zerbino. Maria è consapevole della propria dignità e libertà.
Le amiche e gli amici musulmani ci ricordano che dirsi “servi di Dio” (abd Allah) è il nome più liberante del quale possiamo vantarci: significa non dipendere da nessun altro – da nessun padrone o idolo su questa terra – ma solamente dal più Grande, che nessuno può immaginare maggiore. Solo Dio può sostenerci sino alla fine. Ed è dunque fondamentalmente Lui a servire noi, che accogliamo la sua infinita Grazia: quella che permette, a nostra volta, di concepire e generare Dio pure tra noi.
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Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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