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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 13 Settembre 2025

Commento al brano del Vangelo di: Lc 6,43-49

Data:

I detti evangelici di oggi, dal tenore sapienziale, possono sembrare un po’ scollegati tra loro; in effetti è così, perché circolavano probabilmente isolati. Ma forse vi è una relazione che sembra emergere da come li ha assemblati Luca, che crea un collegamento.

Dall’albero, i frutti. Dal cuore, le parole. Dalle fondamenta, la resistenza. Da qualcosa di intimo, interiore e nascosto emerge qualcos’altro di pubblico, esteriore e visibile. La causa di ciò che si manifesta è spesso occulta, ma non per questo meno reale o importante. Tutt’altro. Il Vangelo di oggi ci invita ad averne cura.

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Lo si può fare in molti modi. Partendo dall’ultimo detto, da azioni coerenti con quanto si predica. Non necessariamente visibili, anzi, purché vissute con una coerenza tale da assicurare solidità alla nostra vita. Non è poi da trascurare l’intenzione che fa emergere atti e parole. E qui entra in gioco il discernimento. Sta a noi ascoltarci per distinguere ciò che ci nutre da ciò che ci fa marcire.

E lo possiamo fare imparando a intuire cosa sceglierebbe Gesù, lui che è il fondamento della nostra vita cristiana. Sta a noi decidere cosa assecondare. Sta a noi fare un po’ di sana pulizia nel profondo. Saremo teneri frutti, e porteremo frutti di tenerezza, nella misura in cui attingeremo teneramente all’albero della vita.

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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