L’evangelista Matteo lega la parabola della pecora smarrita all’invito a non disprezzare i piccoli. Perché Dio ha a cuore ogni vita, e ogni suo frammento. Agli occhi del Padre non esistono masse, non esistono scarti, non esistono “danni collaterali”.
Esiste solo la Persona: il Figlio, la Figlia, la singola vita umana nel suo valore infinito. Anche la più piccola, la più nascosta e apparentemente insignificante conserva uno spazio immenso nel cuore di Dio che l’ha voluta, la sostiene e la continua a cercare con affetto perché non vada perduta, anche fosse l’unica smarrita, esclusa, discriminata, o semplicemente insicura, che rischia di inciampare e non rialzarsi.
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Ma Dio non tollera esclusioni: sta dalla parte di quella più vulnerabile. E non vede l’ora di gioire al suo desiderato incontro, a tu per tu, faccia a faccia. L’importante è che ci sia. Si attribuisce a Stalin il detto per cui «una morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica». Se è così, allora davvero Dio «sa contare solo fino ad uno», come diceva André Frossard.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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