[Per bambini] – Commento alle letture di domenica 1 Marzo 2026

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La luce che illumina il cammino: seconda domenica di Quaresima

Cari catechisti e genitori,

la seconda domenica di Quaresima ci offre ogni anno un momento prezioso di sosta e di luce nel cammino verso la Pasqua. Le letture di questa domenica (1 marzo 2026) ci parlano tutte di chiamata, fiducia e rivelazione: tre dimensioni fondamentali dell’esperienza di fede che vogliamo trasmettere ai nostri ragazzi.

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Abramo che parte senza sapere dove va, Paolo che ricorda a Timoteo la gratuità della chiamata di Dio, e Gesù che si trasfigura davanti ai discepoli sono tre tappe di un unico percorso: imparare a riconoscere la voce di Dio e a fidarsi di Lui, anche quando la strada sembra incerta o difficile.

Per i ragazzi dai 10 ai 13 anni, questi testi possono sembrare lontani o astratti. Eppure parlano esattamente della loro vita: del coraggio di affrontare il cambiamento (come Abramo), della consapevolezza di essere amati senza doverlo “meritare” (come scrive Paolo), e del bisogno di vedere qualcosa di bello e luminoso per trovare la forza di continuare quando tutto si fa faticoso (come i discepoli sul Tabor).

In questa fase della loro crescita, i ragazzi stanno imparando a fare scelte, a chiedersi chi sono e dove stanno andando. Le letture di oggi ci ricordano che non sono soli in questo cammino: c’è Qualcuno che li chiama per nome, che cammina accanto a loro, che li rialza quando cadono dicendo “Non temete”.

Il nostro compito come educatori è aiutarli a riconoscere questa presenza, a dare un nome a questa voce che li accompagna. Non con tante parole, ma con la testimonianza concreta di una fede che sa affrontare le salite della vita, fidandosi che dopo ogni Tabor c’è una Pasqua che ci attende.

Buon cammino di Quaresima insieme ai vostri ragazzi!

Prima Lettura – La chiamata di Abramo (Genesi 12,1-4a)

Immaginate di dover lasciare la vostra casa, i vostri amici, tutto quello che conoscete, per andare in un posto che non sapete nemmeno dov’è. Difficile, vero?

Questo è esattamente quello che Dio ha chiesto ad Abramo. Gli ha detto: “Lascia tutto e vai dove ti dirò io”. Abramo non sapeva dove stava andando, ma si è fidato di Dio. È come quando i vostri genitori vi chiedono di fidarvi di loro anche se non capite tutto subito.

Dio ha fatto ad Abramo una promessa grandissima: “Farò di te una grande nazione e ti benedirò”. Questa promessa non riguardava solo Abramo, ma anche noi oggi! Attraverso Abramo, Dio ha iniziato un piano meraviglioso per salvare tutta l’umanità.

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La cosa più importante? Abramo ha detto “sì” e si è messo in cammino. Non ha avuto paura, non ha cercato scuse. Ha semplicemente creduto che Dio sapeva cosa era meglio per lui.

Seconda Lettura – La chiamata di Dio per noi (2 Timoteo 1,8b-10)

San Paolo scrive al suo amico Timoteo (che era giovane come voi!) e gli dice una cosa importante: Dio ci ha salvati non perché siamo stati bravi, ma perché ci ama tantissimo.

Pensateci: non dobbiamo “meritarci” l’amore di Dio. È un regalo che ci ha fatto da sempre, ancora prima che nascessimo! È come quando i vostri genitori vi hanno amato ancora prima di vedervi.

Paolo dice anche che Gesù “ha vinto la morte”. Cosa significa? Che grazie a Gesù non dobbiamo più avere paura della morte, perché lui ci ha aperto la strada verso la vita eterna. È come se Gesù avesse acceso una luce potentissima in un tunnel buio, mostrandoci la via.

Il messaggio per noi? Anche quando le cose sono difficili (Paolo parla di “soffrire per il Vangelo”), non siamo soli. Dio ci ha chiamati a fare cose grandi, e ci dà la forza per farle.

Vangelo – La Trasfigurazione (Matteo 17,1-9)

Questa è una delle scene più spettacolari di tutto il Vangelo! Gesù porta i suoi tre amici più vicini – Pietro, Giacomo e Giovanni – su una montagna alta. E lì succede qualcosa di incredibile.

Gesù si trasforma davanti ai loro occhi: il suo volto brilla come il sole e i suoi vestiti diventano bianchissimi, luminosissimi. È come se per un momento i discepoli potessero vedere chi è veramente Gesù: non solo un uomo, ma il Figlio di Dio!

Poi appaiono Mosè (che rappresenta la Legge) ed Elia (che rappresenta i Profeti), a parlare con Gesù. È come se tutta la storia di Israele si incontrasse lì, su quel monte.

Pietro, entusiasta come sempre, dice: “Signore, è bello essere qui! Facciamo tre tende!” Voleva rimanere lì per sempre. Ma poi arriva la voce di Dio Padre dalla nube: “Questo è mio Figlio, ascoltatelo!”.

I discepoli hanno tanta paura e cadono a terra. Ma Gesù fa quello che fa sempre: si avvicina, li tocca con dolcezza e dice: “Alzatevi e non temete”.

Questa esperienza doveva dare forza ai discepoli per affrontare i giorni difficili che sarebbero venuti. È come se Dio avesse voluto dire loro: “Fidatevi di Gesù, anche quando non capite tutto. Lui sa dove vi sta portando”.

Un semplice infografica

In bianco e nero per essere colorata, subito sotto.

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