Papa Francesco – Udienza Generale del 17 giugno 2015 in mp3 e video – La Famiglia – 19. Lutto

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La Famiglia – 19. Lutto

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

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Nel percorso di catechesi sulla famiglia, oggi prendiamo direttamente ispirazione dallโ€™episodio narrato dallโ€™evangelista Luca, che abbiamo appena ascoltato (cfr Lc 7,11-15). Eโ€™ una scena molto commovente, che ci mostra la compassione di Gesรน per chi soffre โ€“ in questo caso una vedova che ha perso lโ€™unico figlio โ€“ e ci mostra anche la potenza di Gesรน sulla morte.

https://youtu.be/W8KnznvgCPA

[ads2] La morte รจ unโ€™esperienza che riguarda tutte le famiglie, senza eccezione alcuna. Fa parte della vita; eppure, quando tocca gli affetti familiari, la morte non riesce mai ad apparirci naturale. Per i genitori, sopravvivere ai propri figli รจ qualcosa di particolarmente straziante, che contraddice la natura elementare dei rapporti che danno senso alla famiglia stessa. La perdita di un figlio o di una figlia รจ come se fermasse il tempo: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. La morte, che porta via il figlio piccolo o giovane, รจ uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici dโ€™amore gioiosamente consegnati alla vita che abbiamo fatto nascere. Tante volte vengono a Messa a Santa Marta genitori con la foto di un figlio, di una figlia, bambino, ragazzo, ragazza, e mi dicono: โ€œSe ne รจ andato, se ne รจ andataโ€. E lo sguardo รจ tanto addolorato. La morte tocca e quando รจ un figlio tocca profondamente. Tutta la famiglia rimane come paralizzata, ammutolita. E qualcosa di simile patisce anche il bambino che rimane solo, per la perdita di un genitore, o di entrambi. Quella domanda: โ€œMa dovโ€™รจ il papร ? Dovโ€™รจ la mamma?โ€ โ€“ Ma รจ in cieloโ€ โ€“ โ€œMa perchรฉ non lo vedo?โ€. Questa domanda copre unโ€™angoscia nel cuore del bambino che rimane solo. Il vuoto dellโ€™abbandono che si apre dentro di lui รจ tanto piรน angosciante per il fatto che non ha neppure lโ€™esperienza sufficiente per โ€œdare un nomeโ€ a quello che รจ accaduto. โ€œQuando torna il papร ? Quando torna la mamma?โ€. Cosa rispondere quando il bambino soffre? Cosรฌ รจ la morte in famiglia.

In questi casi la morte รจ come un buco nero che si apre nella vita delle famiglie e a cui non sappiamo dare alcuna spiegazione. E a volte si giunge persino a dare la colpa a Dio. Ma quanta gente – io li capisco – si arrabbia con Dio, bestemmia: โ€œPerchรฉ mi hai tolto il figlio, la figlia? Ma Dio non cโ€™รจ, Dio non esiste! Perchรฉ ha fatto questo?โ€. Tante volte abbiamo sentito questo. Ma questa rabbia รจ un poโ€™ quello che viene dal cuore del dolore grande; la perdita di un figlio o di una figlia, del papร  o della mamma, รจ un grande dolore. Questo accade continuamente nelle famiglie. In questi casi, ho detto, la morte รจ quasi come un buco. Ma la morte fisica ha dei โ€œcompliciโ€ che sono anche peggiori di lei, e che si chiamano odio, invidia, superbia, avarizia; insomma, il peccato del mondo che lavora per la morte e la rende ancora piรน dolorosa e ingiusta. Gli affetti familiari appaiono come le vittime predestinate e inermi di queste potenze ausiliarie della morte, che accompagnano la storia dellโ€™uomo. Pensiamo allโ€™assurda โ€œnormalitร โ€ con la quale, in certi momenti e in certi luoghi, gli eventi che aggiungono orrore alla morte sono provocati dallโ€™odio e dallโ€™indifferenza di altri esseri umani. Il Signore ci liberi dallโ€™abituarci a questo!

Nel popolo di Dio, con la grazia della sua compassione donata in Gesรน, tante famiglie dimostrano con i fatti che la morte non ha lโ€™ultima parola: questo รจ un vero atto di fede. Tutte le volte che la famiglia nel lutto โ€“ anche terribile โ€“ trova la forza di custodire la fede e lโ€™amore che ci uniscono a coloro che amiamo, essa impedisce giร  ora, alla morte, di prendersi tutto. Il buio della morte va affrontato con un piรน intenso lavoro di amore. โ€œDio mio, rischiara le mie tenebre!โ€, รจ lโ€™invocazione della liturgia della sera. Nella luce della Risurrezione del Signore, che non abbandona nessuno di coloro che il Padre gli ha affidato, noi possiamo togliere alla morte il suo โ€œpungiglioneโ€, come diceva lโ€™apostolo Paolo (1 Cor 15,55); possiamo impedirle di avvelenarci la vita, di rendere vani i nostri affetti, di farci cadere nel vuoto piรน buio.

In questa fede, possiamo consolarci lโ€™un lโ€™altro, sapendo che il Signore ha vinto la morte una volta per tutte. I nostri cari non sono scomparsi nel buio del nulla: la speranza ci assicura che essi sono nelle mani buone e forti di Dio. Lโ€™amore รจ piรน forte della morte. Per questo la strada รจ far crescere lโ€™amore, renderlo piรน solido, e lโ€™amore ci custodirร  fino al giorno in cui ogni lacrima sarร  asciugata, quando ยซnon ci sarร  piรน la morte, nรฉ lutto, nรฉ lamento, nรฉ affannoยป (Ap 21,4). Se ci lasciamo sostenere da questa fede, lโ€™esperienza del lutto puรฒ generare una piรน forte solidarietร  dei legami famigliari, una nuova apertura al dolore delle altre famiglie, una nuova fraternitร  con le famiglie che nascono e rinascono nella speranza. Nascere e rinascere nella speranza, questo ci dร  la fede. Ma io vorrei sottolineare lโ€™ultima frase del Vangelo che oggi abbiamo sentito (cfr Lc 7,11-15). Dopo che Gesรน riporta alla vita questo giovane, figlio della mamma che era vedova, dice il Vangelo: โ€œGesรน lo restituรฌ a sua madreโ€. E questa รจ la nostra speranza! Tutti i nostri cari che se ne sono andati, il Signore ce li restituirร  e noi ci incontreremo insieme a loro. Questa speranza non delude! Ricordiamo bene questo gesto di Gesรน: โ€œE Gesรน lo restituรฌ a sua madreโ€, cosรฌ farร  il Signore con tutti i nostri cari nella famiglia!

Questa fede ci protegge dalla visione nichilista della morte, come pure dalle false consolazioni del mondo, cosรฌ che la veritร  cristiana ยซnon rischi di mischiarsi con mitologie di vario genereยป, cedendo ai riti della superstizione, antica o modernaยป (Benedetto XVI, Angelus del 2 novembre 2008). Oggi รจ necessario che i Pastori e tutti i cristiani esprimano in modo piรน concreto il senso della fede nei confronti dellโ€™esperienza famigliare del lutto. Non si deve negare il diritto al pianto – dobbiamo piangere nel lutto -, anche Gesรน ยซscoppiรฒ in piantoยป e fu ยซprofondamente turbatoยป per il grave lutto di una famiglia che amava (Gv 11,33-37). Possiamo piuttosto attingere dalla testimonianza semplice e forte di tante famiglie che hanno saputo cogliere, nel durissimo passaggio della morte, anche il sicuro passaggio del Signore, crocifisso e risorto, con la sua irrevocabile promessa di risurrezione dei morti. Il lavoro dellโ€™amore di Dio รจ piรน forte del lavoro della morte. Eโ€™ di quellโ€™amore, รจ proprio di quellโ€™amore, che dobbiamo farci โ€œcompliciโ€ operosi, con la nostra fede! E ricordiamo quel gesto di Gesรน: โ€œE Gesรน lo restituรฌ a sua madreโ€, cosรฌ farร  con tutti i nostri cari e con noi quando ci incontreremo, quando la morte sarร  definitivamente sconfitta in noi. Essa รจ sconfitta dalla croce di Gesรน. Gesรน ci restituirร  in famiglia a tutti!

Saluti:

[…]

APPELLI

Domani, come sapete, sarร  pubblicata lโ€™Enciclica sulla cura della โ€œcasa comuneโ€ che รจ il creato. Questa nostra โ€œcasaโ€ si sta rovinando e ciรฒ danneggia tutti, specialmente i piรน poveri. Il mio รจ dunque un appello alla responsabilitร , in base al compito che Dio ha dato allโ€™essere umano nella creazione: โ€œcoltivare e custodireโ€ il โ€œgiardinoโ€ in cui lo ha posto (cfr Gen 2,15). Invito tutti ad accogliere con animo aperto questo Documento, che si pone nella linea della dottrina sociale della Chiesa.

Sabato prossimo ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Preghiamo per tanti fratelli e sorelle che cercano rifugio lontano dalla loro terra, che cercano una casa dove poter vivere senza timore, perchรฉ siano sempre rispettati nella loro dignitร . Incoraggio lโ€™opera di quanti portano loro un aiuto e auspico che la comunitร  internazionale agisca in maniera concorde ed efficace per prevenire le cause delle migrazioni forzate. E vi invito tutti a chiedere perdono per le persone e le istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca una famiglia, che cerca di essere custodita.

* * *

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. In particolare, saluto i sacerdoti novelli della Diocesi di Brescia, le Suore Francescane Angeline con lโ€™Associazione Amici di Madre Chiara e i cresimati di Ozieri con le loro famiglie. Vi invito tutti a perseverare nei rispettivi impegni, diffondendo attorno a voi la serenitร  e la consolazione cristiana, specialmente alle famiglie provate dal dolore e dal lutto. Sia la preghiera la vostra forza e il vostro quotidiano sostegno.

Un pensiero speciale porgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. รˆ ancora viva in noi lโ€™eco della Solennitร  del Sacratissimo Cuore di Gesรน. Cari giovani, trovate in quel Cuore il nutrimento della vostra vita spirituale e la fonte della vostra speranza; ย cari ammalati, offrite la vostra sofferenza al Signore, perchรฉ continui ad estendere il suo amore nel cuore degli uomini; e voi, cari sposi novelli, nel cammino che avete intrapreso accostatevi allโ€™Eucarestia, perchรฉ nutriti di Cristo siate famiglie cristiane toccate dallโ€™amore del Cuore di Gesรน.

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Fonte: Radio Vaticana via FeedRss

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