INCONTRO CON I PARROCI DI ROMA
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Basilica di San Giovanni in Laterano
Giovedรฌ, 15 febbraio 2018
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Si riporta la trascrizione delle risposte date dal Santo Padre. Il Vicariato di Roma curerร successivamente una redazione piรน organica.
Papa Francesco
Buongiorno.
Cercherรฒ di dire qualcosa sulle domande che voi mi avete fatto, le domande fatte dal gruppo.
Mons. Angelo De Donatisย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย
Alcuni sacerdoti avevano preparato delle domande che io ho portato a Papa Francesco e adesso ce le illustra, secondo le diverse etร di sacerdoti: quindi, quelli giovani, quelli piรน grandi e fino allโetร degli anziani.
Papa Francesco
Il gruppo dei piรน giovani: โTante vocazioni nascono bene ma poi si raffreddano, si abituano, si spengono. Come si passa dallโinnamoramento allโamore, nella vita sacerdotale? Vale a dire, come possiamo aspettarci che tutta lโumanitร di un prete venga coinvolta intorno a questo centro che รจ lโamore nuovo per il Signore? Come anche i desideri, le aspirazioni, i limiti vengono coinvolti? Come vivere nella libertร una vita sacerdotale che ci รจ chiesto di assumere con amore, ma nel concreto si dipana in mille rubriche e doveri? A volte ci si sente dentro a un grande treno che procede a prescindere da noi. Come sentirsi eletti da Dio e realizzati come uomini fuori da una carriera e alieni da confronti? In questa nostra cittร , spesso ci sentiamo non incisivi: possiamo noi essere unโumanitร significativa, vale a dire possiamo noi compiere scelte di vita che indichino una strada evangelica su come vivere la realtร urbana disumanizzante del nostro tempo? Puรฒ oggi il prete diventare un segno umano piccolo ma luminoso che inviti il suo gregge alla libertร ? Quanto le fatiche dei giovani sacerdoti sono dettate dalla poca forza, dalla poca profezia, dalla poca trasparenza, o quanto invece pesa uno stile di Chiesa non ancora rinnovato? La vita comune, lo stile sobrio, la preghiera meno cultuale e lโabbandono delle strutture, quanto non arrivano alla vita concreta del prete perchรฉ non si รจ rinnovato, o quanto al contrario la vita ordinaria che รจ chiesta al prete, non risponde a un rinnovamento del suo cuore?โ.
Questa รจ la domanda. Tante domande in una domanda! Ma mi รจ piaciuto che ce ne siano tante, perchรฉ cโรจ qualcosa di comune in queste domande: cโรจ lโabbondanza di circostanze. Se questo รจ cosรฌ e questo รจ cosรฌ e cosรฌ e cosรฌโฆ: domande di circostanze. Lโaccento รจ sulle circostanze. โQuando succede questo, se le cose sono cosรฌ e sono cosรฌ e vanno cosรฌ, come si puรฒ fare con queste circostanze che sono limitazioni, che non ci lasciano andare avanti?โ. Davanti a queste circostanze non cโรจ uscita. Se io faccio una domanda โ come in questo caso โ sulle circostanze o con tante circostanze, da questa strada non cโรจ uscita. Eโ una trappola, quando le circostanze diventano cosรฌ forti. Eโ una trappola perchรฉ non ti lascia crescere, รจ un guardare troppo le circostanze. Invece รจ centrale il modo giusto di vivere gli impegni sacerdotali, e cercare lo stile che aiuti a offrire in pace e fervore. Lasciamo da parte le circostanze โ ce ne sono tante โ, ma guardiamo come andare avanti. Ho detto la parola โstileโ: cercare il proprio stile sacerdotale, la propria personalitร sacerdotale, che non รจ un clichรฉ. Tutti noi sappiamo come devโessere un sacerdote, le virtรน che deve avere, la strada che deve avereโฆ Ma lo stile, la carta dโidentitร tuaโฆ Sรฌ, dice โsacerdoteโ, ma la tua, con la tua impronta personale, con le motivazioni che ti spingono a vivere in pace e fervore. Da una parte, tante circostanze in questo mondo che รจ cosรฌ, cosรฌ e cosรฌโฆ; dallโaltra, il tuo stile. Ognuno di noi ha il proprio stile sacerdotale. Sรฌ, il sacerdozio รจ un modo di vivere, รจ una vocazione, unโimitazione di Gesรน Cristo in un certo modo; ma il tuo sacerdozio รจ unico, nel senso che non รจ uguale allโaltro. Io direi, di fronte a queste domande: cerca il tuo stile. Non guardare tanto le circostanze che chiudono le uscite. Cerca il tuo stile: il tuo stile di prete e personale.
E questo stile si muove in unโatmosfera. Vorrei dire questo: non รจ un clichรฉ continuare a dire che non potremo vivere il ministero con gioia senza vivere momenti di preghiera personale, faccia a faccia col Signore, parlando, conversando con Lui di quello che sto vivendo. Questo non รจ un clichรฉ. [Vivere] il ministero con gioia, con momenti di preghiera personale, faccia a faccia col Signore, parlare con il Signore, conversando con Lui di quello che sto vivendo. Le circostanze, il tuo proprio stile, il Signore. Parlo col Signore di questo? Tutte queste domande? O parlo con me stesso, con la mia impossibilitร davanti a tante circostanze che chiudono la porta e mi tirano giรน? โAh, non si puรฒ, รจ un disastroโฆ, non si puรฒ essere preti in questo mondo secolarizzatoโฆโ. E incominciano le lamentele. I limiti. La domanda dice: โCome anche i desideri e le aspirazioni, i limiti vengono coinvolti?โ. Questa รจ una bella domanda: come i limiti vengono coinvolti nella tua vocazione sacerdotale, nel tuo stile. Individuare i limiti: quelli generali โ per il fatto che sono qui โ e anche i tuoi, personali. Dialogare con i limiti, nel senso di cosa posso fare io con questo limite, come portare questo limite addosso. Discernere tra i limiti. E la domanda ci puรฒ spaventare perchรฉ ci sono tanti limiti, tante circostanze che ci tirano giรน e โnon posso essere sacerdoteโ, no! La risposta รจ: cโรจ una strada, รจ il tuo stile sacerdotale, il dialogo con i tuoi limiti, il discernimento con i limiti, anche con queste circostanze. Non avere paura di questo. Discernere anche i propri peccati, perchรฉ i peccati vengono perdonati, รจ vero, il sacramento della Confessione รจ per questo; ma non finisce tutto lรฌ. Il tuo peccato nasce da una radice, da un peccato capitale, da un atteggiamento, e questo รจ un limite, che si deve discernere. Eโ unโaltra strada, diversa dal chiedere il perdono per il peccato. โNo, sรฌ, ho questo problema, mi sono confessato, รจ finitaโ. No, non finisce lรฌ. Il perdono รจ lรฌ, ma poi tu devi dialogare con quella tendenza che ti ha portato a un peccato di superbia, di vanitร , di gelosia, di chiacchiere, non soโฆ Cosa mi porta a quello? Dialogare con il limite che ho dentro, e discernere. E il dialogo, con questi limiti, sempre โ per essere ecclesiale โ si deve fare davanti a un testimone, a qualcuno che mi aiuti a discernere. E lรฌ รจ tanto importante il confronto: questo che succede a me confrontarlo con un altro. Il bisogno del confronto. Non tanto dei peccati, direi che qui bisogna fare una distinzione: i peccati sono per confessarli e chiedere perdono, e la cosa finisce lรฌ; poi, con il Signore, vado avanti. Ma i limiti, le tendenze, i problemi che mi portano a questo, le malattie spirituali che ho, questo sรฌ, io non potrei mai vincere questo o risolvere i problemi che mi portano [al peccato] senza il confronto. Il confronto. E lรฌ [si tratta di] cercare un uomo saggio. Un uomo saggio. Eโ la figura ecclesiale del padre spirituale, che incomincia dai monaci del deserto: quello che ti guida, ti aiuta, anche dialoga con te, ti aiuta nel discernimento. Se hai peccato, questo รจ un limite, รจ vero: cerca uno misericordioso; e se รจ sordo, meglio. Chiedi perdono e vai avanti. Ma la cosa non finisce lรฌ. Che cosa ti ha portato al peccato? Qual รจ la tendenza, qual รจ il problema? Cerca uno saggio per il confronto, per dialogare con i limiti, con le proprie debolezze, per dialogare e cercare di risolvere il cammino. Io vi dico con veritร : il sacerdote รจ celibe e in questo senso si puรฒ dire che รจ un uomo solo; sรฌ, fino a un certo punto lo si potrebbe dire. Ma non puรฒ vivere solo, senza un compagno di cammino, una guida spirituale, un uomo che lo aiuti al confronto, al discernimento, al dialogo. Non รจ sufficiente confessare i peccati: questo รจ importante, perchรฉ lรฌ โ e io sempre lโho sentito, รจ una delle cose piรน belle del Signore โ cโรจ lโumiltร del peccatore e la misericordia di Dio che si incontrano e si abbracciano; รจ un momento bellissimo della Chiesa, quello, il perdono dei peccati. Ma non รจ sufficiente. Tu sei responsabile anche di una comunitร , tu devi andare avanti, e per questo hai bisogno di una guida. Io vi dico di non avere paura; anche ai giovani: incominciare da giovani, con questo. Cercare. Ci sono uomini saggi, uomini di discernimento che aiutano tanto, e accompagnano tanto.
Dunque, riassumendo: in questa domanda cโรจ troppo accento sulle circostanze, e questo puรฒ diventare un alibi. Perchรฉ se tu guardi soltanto alle circostanze, non cโรจ uscita. Tu devi cercare il tuo proprio stile, il modo giusto di vivere la tua vocazione sacerdotale; e per questo non รจ una cosa antica, non รจ un clichรฉ continuare a dire che non potremo vivere il ministero con gioia senza vivere momenti di preghiera personale, faccia a faccia col Signore, parlando, conversando con Lui di quello che stiamo vivendo. Queste cose devono essere portate nella preghiera, con il Signore. Senza il dialogo con il Signore tu non puoi andare avanti. Dialogare con i limiti, discernere i limiti; e per questo aiutarci con il confronto col padre spirituale, con un uomo saggio che ci aiuti nel discernimento. E i giovani li aiuta tanto โ e lo fanno! โ anche โ รจ un plus, questo, e anche i grandi lo fanno โ piccoli gruppi di sacerdoti che si accompagnano: la fraternitร sacerdotale. Si incontrano, parlano, e questo รจ importante, perchรฉ la solitudine non fa bene, non fa bene.
Questo รจ quello che mi viene in mente sulla prima domanda. Ma vorrei sottolineare questo: state attenti di non imbrogliarvi con i limiti. โOh, non si puรฒ, guarda questo, questo, il mondo รจ una calamitร , questo, quellโaltro, la televisione, questo, quellโaltroโฆโ: sono limiti culturali o personali, ma questa non รจ la strada. La strada รจ lโaltra che ho detto. E sempre al centro il Signore Gesรน, la preghiera.
Passiamo alla seconda domanda: โPer un prete, lโetร che va dai 40 ai 50 anni circa รจ decisiva. Cadono spesso i perfezionismi moralistici, si รจ coscienti esperienzialmente di essere peccatori โ e questo รจ molto buono, di quellโetร . Tanti ideali apostolici si ridimensionano, lโappoggio della famiglia di origine si affievolisce, i genitori si ammalano, sovente anche la salute inizia a dare qualche problema. Sarebbe un tempo propizio per scegliere il Signore, ma spesso non abbiamo gli strumenti per riorientare la crisi di mezza etร โ cosรฌ si chiama questa โ verso una elezione gioiosa e definitiva. Il super-lavoro โ alle volte รจ suicida โ il superlavoro dispersivo ci ha disabituati a prenderci cura di noi stessi proprio nel momento in cui ce ne sarebbe piรน bisogno. Padre, puรฒ darci qualche indicazione in merito? Come prepararsi a questa tappa della vita? Quali sono gli aiuti indispensabili?โ.
Eh, le dรฉmon de midi! Il demone di mezzogiornoโฆ Noi in Argentina lo chiamiamo โel cuarentazoโ. A quaranta, tra quaranta e cinquanta, ti viene questoโฆ Eโ una realtร . Alcuni ho sentito che lo chiamano โadesso o mai piรนโ. Si ripensa a tutto e [si dice] โo adesso o mai piรนโ. Ci sono due scritti che io conosco โ ce ne sono tanti belli, dei Padri del deserto, nella Filocalia troverete tante cose su questo โ: cโรจ un libro moderno, piรน vicino a noi, anche in dialogo con la psicologia, di quel monaco psicologo austriaco, Anselm Grรผn, La crisi della metร della vita, questo puรฒ aiutare. Eโ un dialogo psicologico-spirituale su questo momento. E cโรจ un altro scritto che, questo sรฌ, io vorrei che tutti leggessero: La seconda chiamata, del padre Renรฉ Voillaume. Sarebbe bello offrirlo questo, in qualche modo, ai sacerdoti. Fa una bella esegesi della vocazione di Pietro, lโultima, a Tiberiade: il Pietro della seconda chiamata. Come il Signore ci ha chiamati la prima volta, ci chiama continuamente, ma fortemente la prima volta; poi ci accompagna chiamandoci tutti i giorni, ma a un certo punto della vita, questo si fa una seconda chiamata forte. Eโ un momento di molte tentazioni; รจ un momento nel quale ci vuole una necessaria trasformazione. Non si puรฒ continuare senza questa necessaria trasformazione, perchรฉ se tu continui cosรฌ, senza maturare, fare un passo avanti in questa crisi, finirai male. Finirai nella doppia vita, forse, o lasciando tutto. Ci vuole questa necessaria trasformazione. Non ci sono piรน quei primi sentimenti: โsono lontani, non li sento come quelli che avevo da ragazzo, di seguire il Signore, lโentusiasmoโฆโ; questi sono andati, ci sono altri sentimenti. Ci sono anche altre motivazioni, non quelle. E succede โ perchรฉ questo รจ un problema umano โ succede come nel matrimonio: non ci sono piรน innamoramento, entrare in amore, nella emozione giovanileโฆ Le cose si sono calmate, vanno in un altro modo. Ma rimane, quella sรฌ, una cosa che dobbiamo cercare dentro: il gusto dellโappartenenza. Questo rimane. Il piacere di essere insieme a un corpo, di condividere, di camminare, di lottare insieme: questo, nel matrimonio e anche per noi. Lโappartenenza. Comโรจ la mia appartenenza alla diocesi, al presbiterio?โฆ Questo rimane. E dobbiamo farci forti in quel momento per fare il passo avanti. Come per i coniugi: hanno perso tutto quello che era piรน giovanile, ma il gusto dellโappartenenza coniugale, questo rimane. E lรฌ, cosa si fa? Cercare aiuto, subito. Se tu non hai un uomo prudente, un uomo di discernimento, un saggio che ti accompagni, cercalo, perchรฉ รจ pericoloso andare avanti da soli, in questa etร . Tanti sono finiti male. Cerca aiuto subito. Poi, con il Signore: dire la veritร , che sei un poโ deluso perchรฉ quellโentusiasmo se nโรจ andatoโฆ Ma cโรจ la preghiera di donazione: darsi al Signore, un modo di pregare diverso, la donazione. Eโ un momento aspro, un momento aspro, ma รจ un momento liberatorio: quello che รจ passato, รจ passato; adesso cโรจ unโaltra etร , un altro momento della mia vita sacerdotale. E con la mia guida spirituale devo andare avanti. Il tempo che rimane, di vita, รจ per viverlo meglio, per una migliore donazione di sรฉ stessi. Eโ il tempo dei figli โ a me piace dire cosรฌ โ, di vedere crescere i figli. Il tempo di aiutare la parrocchia, la Chiesa, a crescere, รจ tempo di crescita, dei figli. Eโ tempo che io incominci a diminuire. Il tempo della feconditร , la vera feconditร , non la feconditร finta. Eโ tempo della potatura: loro crescono, io aiuto e io rimango indietro. Aiutando a crescere, ma sono loro. E ci sono delle tentazioni brutte in questo tempo. Tentazioni che prima uno mai avrebbe pensato di avere. Non cโรจ da vergognarsi, sono tentazioni: il problema รจ del tentatore, non รจ nostro. Non cโรจ da vergognarsi. Ma bisogna smascherarle subito. Ed รจ anche il tempo delle ragazzate: quando il prete incomincia a fare delle ragazzate. Sono il germoglio della doppia vita. Bisogna prenderle subito e anche con senso dellโumorismo: โGuarda, io che avevo creduto di avere dato la mia vita totalmente al Signore, ma guarda, che brutta figura faccio!โ. Ho detto che รจ il tempo della feconditร . Qual รจ la figura che mi viene in mente? Ragazzate, doppia vitaโฆ ma, quella che mi viene in mente di piรน, prendendola dalla famiglia, per descrivere il sacerdote che non riesce a superare questo, a maturare in questo tempo, รจ la figura dello โzio zitelloโ. Sono bravi, gli zii zitelli, perchรฉ โ lo ricordo โ ne avevo due, ci insegnavano le parolacce, ci davano le sigarette di nascosto, sempreโฆ ma non erano padri! Non erano padri. Eโ il tempo della feconditร : con il sacrificio, collโamore, รจ un bel tempo, questo. Eโ un tempoโฆ รจ il secondo atto della vita. Il primo atto รจ lโatto della giovinezza, ma questo ti porta alla fine. Non perdere questa opportunitร di maturare in questo tempo di potatura, di prove, di tentazioni diverseโฆ Il tempo della feconditร . Puรฒ darsi anche che vengano in questo tempo โ perchรฉ il diavolo รจ astuto โ alcune tentazioni della prima gioventรน, ma isolate vengono. Non spaventarsi. โMa guarda, a questa etร , Padreโฆโ โ โEh sรฌ, figlio. Vai avanti!โ. Ci fanno vergognare, ma รจ proprio di questo tempo, ringraziamo il Signore che ci fa vergognare un poโ. Ma non rimanere lรฌ! No, quella รจ una circostanza, il filo va dallโaltra parte: la potatura, la feconditร e il tempo di custodire il buon vino, perchรฉ invecchi bene. E direi anche che รจ il tempo del primo addio, il tempo dove il sacerdote si accorge che un giorno dirร addio definitivamente. E questo รจ il tempo del primo addio. In questo tempo si devono dire tanti โaddioโ: โCiao, non ti vedrรฒ piรนโ. Questo non succederร mai piรน, questa situazione, questo modo di sentire le cose non li avrรฒ piรน. Addio a questa parte della vita, per incominciarne unโaltra. E cosรฌ impariamo a congedarci. Mi viene in mente, e ย questo fa ridere, perchรฉ ho fatto un Motu proprio in questi giorni che incomincia con queste parole: โImparare a congedarsiโ. Eโ per quelli che a 75 anni devono dare le dimissioni. Ma รจ tempo per imparare a congedarsi, perchรฉ un giorno dovremo farlo. Eโ una scienza, una saggezza che si deve imparare con il tempo, che non si improvvisa.
Questo รจ quello che io direi, cosรฌ, un poโ disordinatamente, su questa seconda domanda del โdemonio di mezzogiornoโ. Ma cercate di leggere Padre Voillaume, La seconda chiamata; anche lโaltro di Grรผn รจ buono, ma Voillaume รจ un classico. Eโ curioso: Voillaume รจ un autore spirituale che รจ diventato classico ancora in vita, uno dei pochi che giร era classico, รจ morto anzianissimo, ma era classico quando era ancora in vita.
[Prende la successiva domanda, dei sacerdoti anziani]
Eโ quella del Vicario, questa. Io sono oltre!
[Legge la terza domanda] โSanto Padre, noi sacerdoti con 35, 40, e piรน anni di ministero, abbiamo iniziato il nostro servizio alla Chiesa in un tempo molto diverso da quello attuale. Siamo passati attraverso fasi di cambiamenti rapidi, e talvolta violenti. La giovinezza e lโetร adulta si sono succedute velocemente, senza darci il tempo di capire e adeguarci. Giunti alla piena maturitร โ nel tempo proprio della piena maturitร โ e anzi avendone superato la soglia, non di rado sentiamo la fatica e lโinadeguatezza. Infatti, anche quando cโรจ lโenergia e siamo guidati da un sincero desiderio di servire, non sempre possiamo attingere allโesperienza per corrispondere alle nuove domande e alle esigenze del ministeroโ. Chi ha scritto questo รจ molto curioso, perchรฉ continua: โCi piacerebbe sapere come Lei ha vissuto il passaggio alla stagione matura del suo ministero sacerdotale, tanto piรน che per Lei ha coinciso con svolte importanti e impreviste. Infatti, รจ stato chiamato al ministero episcopale a 56 anni, e 20 anni dopo, nel 2013, ha vissuto una nuova radicale svolta con lโelezione a Vescovo di Roma. Quali dunque i punti fermi della vita spirituale, per vivere in modo integralmente pacificato questa stagione cosรฌ complessa, che per noi dovrebbe essere quella dei frutti maturi?โ.
Tanti di noi siamo in questa etร . Diciamo la veritร : รจ lโultima tappa della vita. La crisi del mezzogiorno รจ passata e viene questa. E in questa etร si puรฒ non trovare il linguaggio proprio del mondo di oggi. Io non so usare i network e queste coseโฆ no,ย neppure il telefonino, non ne ho. Non so. Quel linguaggio non so usarlo. Internet e queste cose, io non so usarle. Quando devo inviare un e-mail lo scrivo a mano e il segretario lo passa. Si puรฒ non avere lโabilitร di usare le nuove tecniche; si puรฒ non trovare la metodologia pastorale che oggi ci vuole. Questo รจ vero, รจ unโesperienza. Oggi la realtร va tanto avanti, che io non riesco a farlo. Perรฒ la cosa piรน importante a questa etร รจ quello che si puรฒ fare: quello di cui oggi ha bisogno la gente. E questa etร โ quella di prima era quella della potatura; forse la prima di tutte era quella della speranza, di avere tutta la vita davanti โ e questa invece รจ lโetร del sorriso. Offrire uno sguardo amabile. E questo si puรฒ fare. Questo si puรฒ fare. Che bello, quando i confessori ricevono il penitente con questo sguardo, amabile. E subito il cuore del penitente si apre, perchรฉ non vede una minaccia. Eโ lo sguardo che accoglie la persona, lo sguardo amabile. Questo riguardo al confessore. Ma tanto bene si puรฒ fare con il sacramento della Riconciliazione a questa etร . Tanto bene. Credo che alcuni negli anni scorsi mi hanno dato quel libro del confessore: Non stancarsi di perdonare. Il sacramento della Riconciliazione a questa etร รจ uno dei ministeri piรน belli che si possono fare. Si puรฒ essere disponibile. Una nuova disponibilitร : โSรฌ, come no… Puoi fare quella cosa? Sรฌ, dai..โ. ร lโetร del sacerdozio del molteplice uso. Si puรฒ avere vicinanza, la compassione di un padre. I padri anziani, che conoscono la vita, sono vicini alle miserie umane, vicini ai dolori. Non parlano troppo, ma forse, con lo sguardo, con una carezza, con il sorriso, con una parola, fanno tanto bene. Si puรฒ ascoltare tanto, tanta gente che ha bisogno di parlare della propria vita, di direโฆ Ascoltare. Il tempo di fare i ministero dellโascolto. La pastorale dellโorecchio. E oggi la gente ha bisogno di essere ascoltata. Poi, il frutto non si quale sia, ma: โHo trovato un uomo che mi ha capitoโ. Forse il sacerdote non se ne accorge che lo ha capito, ma ha accolto quella persona in modo tale cheโฆ Eโ il tempo di offrire un perdono senza condizioni. I nonni sanno perdonare, hanno una saggezza. Quel confessore di quel libro โ era un frate cappuccino โ, a volte gli veniva lo scrupolo di aver perdonato troppo. ร venuto da me a 80 anni โ adesso ne ha 92 e ha la coda di gente e non finisce โ e mi ha detto: โMa sai, ho questo problema, non soโฆ Dimmi tu, come vescovo, cosa devo fareโ – โE cosa fai quando ti viene lo scrupolo?โ, ho detto io. Io lo conoscevo, sapevo che era furboโฆ E lui mi ha detto: โMah, vado in cappella e guardo il tabernacolo, e dico al Signore: Signore, scusami, oggi ho perdonato troppo. Ma bada bene: sei stato Tu a darmi il cattivo esempioโ. E questa รจ saggezza: il perdono senza condizioni.
Cosa puรฒ fare anche? Dare testimonianza di generositร e di gioia. La testimonianza che vediamo nei vecchi: la testimonianza di โbuon vinoโ, generoso, e gioioso. E puรฒ regalare un buon umore, senso dellโumorismo. Un buon regalo, di uno che sa relativizzare le cose in Dio. Ma con quella saggezza di Dio.
La figura che mi viene รจ il padre della parabola (cfr Lc 15), che relativizza tutto: il figlio incomincia con il discorso e lui abbraccia, non lascia parlare, perdona. Ma il figlio sa che lรฌ cโรจ una forza molto grande. ร il tempo dei figli grandi e dei nipotini. Il prete ha dei nipotini. Non dei nipoti, no, perchรฉ cโรจ quel detto che dice โa coloro a cui Dio non dร dei figli, il diavolo dร dei nipotiโ. No, nipotini. Eโ bello vedere i sacerdoti anziani giocare con i bambini: si capiscono, si capiscono. E qui arrivo a un tema che ritengo molto importante. A me dร tanta forza quel passo di Gioele, capitolo 3, versetto 1: โI vecchi sogneranno e i giovani profetizzerannoโ. Eโ il tempo di questa gioia nel rapporto con i giovani. E questo รจ uno dei problemi piรน seri che noi abbiamo adesso. Ancora siamo in tempo, perchรฉ si tratta di dare radici ai giovani. Eโ curioso: i giovani si capiscono meglio con i vecchi che con i genitori, perchรฉ cโรจ [nei giovani] una inconscia ricerca di identitร , di radici e gli anziani la danno, i nonni. Ma questo della generositร , del โbuon vinoโ li aiuta tanto; e il dialogo con i nipotini, con i giovani. E qual รจ la tentazione piรน grande di questa etร ? Ripristinare qualche tentazione della gioventรน. Non so se in Italia esiste questa espressione, ma in Spagna, in castigliano esiste, e in Argentina lo stesso: รจ il momento del โvecchio verdeโ [โviejo verdeโ], cioรจ lโanziano non maturo, che torna alle tentazioni della gioventรน. Eโ brutto, รจ la sconfitta di una vita: finire โvecchio verdeโ, non maturoโฆ E fanno delle figuracceโฆ Si sentono gli eterni fidanzatiโฆ delle figuracceโฆ I โvecchi verdiโ, non dico i sacerdoti. Ma il sacerdote puรฒ cadere in questa tentazione di ripristinare delle tentazioni della gioventรน. Eโ una cosa brutta, finire cosรฌ.
Ritorno sul dialogo tra vecchi e giovani: รจ un incontro di generazioni. Il passo evangelico della presentazione di Gesรน al tempio รจ chiaro, รจ molto forte e ci dร tanta luce. I giovani hanno bisogno di radici, oggi che questo mondo tanto virtuale, di una cultura virtuale senza sostanza, strappa loro le radici o non li fa crescere, gliele fa perdere. E questa รจ unโurgenza del tempo, a cui i sacerdoti anziani possono rispondere: aiutare i giovani a trovare le radici, a ritrovare le radici. E lโinflusso รจ mutuo, perchรฉ quando qualche gruppo giovanile โ ho in mente qualche esperienza โ va a suonare la chitarra, per esempio, in una casa di riposo, allโinizio gli anziani stanno cosรฌ [titubanti], ma poi incominciano a muoversi, entrano in dialogo, incominciano a sognare โ come dice Gioele. E questi sogni fanno sรฌ che i giovani escano diversi, differenti. Non รจ poesia, questo che dico, credo che sia una rivelazione del Signore per il nostro tempo. Eโ una speciale vocazione per noi sacerdoti che stiamo in questa etร . Con i giovani, per essere sognatori con i giovani.
Anchโio avrei una domanda, qui: โCi piacerebbe sapere come Lei ha vissuto il passaggioโฆโ. Ma a chi piace sapere questo? Voi non siete chiacchieroni, io non credo che a voi piacciaโฆ [ride, ridono] Eโ curioso, questa tappa mi ha trovato in un momento di lasciare una carica di governo. Appena ordinato, sono stato nominato superiore lโanno dopo, maestro dei novizi, poi provinciale, rettore della facoltร โฆ Una tappa di responsabilitร che รจ incominciata con una certa umiltร perchรฉ il Signore รจ stato buono ma poi, con il tempo, tu ti senti piรน sicuro di te stesso: โCe la faccio, ce la faccioโฆโ รจ la parola che piรน viene. Uno sa muoversi, come fare le cose, come gestireโฆ Ed รจ finito, tutto questo, tanti anni di governoโฆ E lรฌ รจ incominciato un processo di โma adesso non so cosa fareโ. Sรฌ, fare il confessore, finire la tesi dottorale โ che era lรฌ, e che non ho mai difeso โ. E poi ricominciare a ripensare le cose. Il tempo di una grande desolazione, per me. Io ho vissuto questo tempo con grande desolazione, un tempo oscuro. Io credevo che fosse giร la fine della vita, sรฌ, facevo il confessore, ma con uno spirito di sconfitta. Perchรฉ? Perchรฉ io credevo che la pienezza della mia vocazione โ ma senza dirlo, adesso me ne accorgo โ fosse nel fare le cose, queste. Eh no, cโรจ unโaltra cosa! Non ho lasciato la preghiera, questo mi ha aiutato tanto. Ho pregato tanto, in questo tempo, ma ero โsecco come un legnoโ. Mi ha aiutato tanto la preghiera lรฌ, davanti al tabernacolo. E poi, una chiamata telefonica del Nunzio ha aperto unโaltra porta. Ma gli ultimi tempi di questo tempo โ di anni, non mi ricordo se era dallโanno โ80โฆ dallโโ83 al โ92, quasi 10 anni, nove anni pieni โ nellโultimo tempo la preghiera era molto in pace, era con molta pace, e io mi dicevo: โCosa accadrร adesso?โ, perchรฉ io mi sentivo diverso, con molta pace. Facevo il confessore e il direttore spirituale, in quel tempo: era il mio lavoro. Ma lโho vissuto in modo molto oscuro, molto oscuro e sofferente, e anche con lโinfedeltร di non trovare il cammino, e compensazione, compensare [la perdita] di quel mondo fatto di โonnipotenzaโ, cercare compensazioni mondane. E ancora il Signore, alla fine di questo tempo, mi ha preparato a quella chiamata telefonica che mi ha messo su unโaltra strada. Cosรฌ: oscuro, non facile, sรฌ, molta preghiera, molta preghiera, e compensazione. Cosรฌ, lโultima domanda, come ho vissuto questo. E poi lโultimo [passaggio], dal โ13, non mi sono accorto cosa รจ successo lรฌ: ho continuato a fare il vescovo, [dicendo:] โPensaci Tu che mi hai messo qui!โ.
E poi, lโultima domanda: ยซIl presbitero si spende totalmente (e non potrebbe fare diversamente) perchรฉ appartiene al Regno: ama la terra, che riconosce visitata ogni mattina dalla presenza di Dio. Eโ uomo della Pasqua, dallo sguardo rivolto al Regno verso cui si sente che la storia umana cammina, nonostante i ritardi, le oscuritร e le contraddizioniยป. Questa รจ una citazione. ยซAlla Conferenza Episcopale italiana, Santitร , con queste parole ha descritto il presbitero come uno che appartiene al Regno, che sa cogliere la presenza e lโazione dello Spirito di Dio nel mondo e in particolare nelle culture che si forgiano nelle nostre cittร . Ci aiuti, Papa Francesco, a discernere i segni dei tempi, perchรฉ spesso il nostro sguardo รจ tentato di vedere in questo nostro mondo solo realtร negative, lontane dal Vangelo. Quali dimensioni, attese e aperture suscitate dallo Spirito Lei coglie negli uomini del nostro tempo, che rappresentino grandi opportunitร per lโevangelizzazione? Ci aiuti a riconciliarci con loro, a non vedere solo dei nemici ma dei compagni di cammino con i quali realizzare un dialogo fecondo o, come ha scritto in Evangelii gaudium, โun santo pellegrinaggio, una carovana solidaleโยป.
Discernere i segni del tempo. Questo รจ ciรฒ che Gesรน rimproverava ai dottori della legge di non saper fare: discernere i segni del tempo. Nella realtร , vedere la realtร , ma la realtร nascosta, perchรฉ la realtร nasconde sempre qualcosa di sublime. Vedere la realtร , non avere paura della realtร . La realtร , mi piace dire, รจ piรน grande delle idee. Sempre. Eโ superiore alle idee, la realtร . Non avere paura della realtร . Sรฌ, ci sono condotte, anche condotte morali, che non sono quelle che noi siamo abituati a vedere. Pensiamo soltanto nella vita matrimoniale: oggi non molti si sposano, preferiscono convivere. E questa realtร , come la prendo? come lโaccompagno? come la spiego e aiuto a maturare e ad andare avanti? Non so, รจ una realtร pastorale che noi non possiamo dimenticare o lasciare da parte. E come faccio in modo che questa coppia, che si ama, faccia il passo verso la maturitร spirituale grande? O come rispetto questo? Ci sono sfide, ma realtร anche buone ci sono. E su questo mi รจ venuto in mente un articolo di un sacerdote argentino che si intitola โLo bueno de vivir en esta รฉpocaโ, โLe cose buone da vivere in questo tempoโ [di Vรญctor Manuel Fernรกndez]. In questo tempo ci sono cose buone, non ci sono solo calamitร . Non ci sono soltanto realtร negative: ci sono cose buone. E lui ne fa vedere alcune: una piรน grande coscienza dei diritti umani e della propria dignitร ; oggi nessuno puรฒ imporre le idee; oggi la gente รจ piรน informata; oggi si dร tanto valore allโuguaglianza; oggi cโรจ piรน tolleranza e anche libertร di manifestarsi come uno รจ; oggi la convivenza sociale รจ piรน sincera, piรน spontanea; oggi cโรจ grande apprezzamento per la pace; anche il valore umano della solidarietร รจ venuto suโฆ E cosรฌ, tante cose buone che sono nel mondo di oggi e che dobbiamo prendere. E cercare di non spaventarsi delle difficoltร , dei โnuovi valoriโ โ nuovi valori tra virgolette. Le cose vanno cosรฌ: cosa posso fare io con questo? Quella cosa ha questo di buono; quella non รจ buonaโฆ discernere. Discernere i segni e prendere quello che si puรฒ portare avanti, aiutare gli altri.
Non so, queste sono le cose che mi vengono in mente. Non vorrei chiudere in negativo, ma, per favore, ai giovani: non perdersi nelle circostanze ma andare al nocciolo; a quelli di mezza etร : non cadere nelle โragazzateโ; a quelli della nostra etร , piรน grandi, della maturitร : per favore non siate โvecchi verdiโ; e a tutti: in dialogo con il mondo di oggi, discernere i segni dei tempi e vedere le cose buone, le cose che vengono dallo Spirito. Eโ vero, il mondo รจ peccatore in sรฉ stesso e mondanizza tante cose, ma forse il nocciolo viene dallo Spirito e si puรฒ prendere questo. Discernere bene i segni del tempo.
Vi ringrazio della pazienza, di questo ascolto.
Mons. De Donatis
Adesso, prima della benedizione, ringraziamo Papa Francesco di questo momento molto intenso, bello, di questa mattinata e riceviamo un piccolo testo nel quale sono state raccolte delle meditazioni da Paolo VI a Papa Francesco: sono delle letture da utilizzare in questo tempo di Quaresima come seconda lettura del Breviario, in modo che lโimpegno della preghiera possa essere comune. E rifletteremo un poโ su quello che i nostri Vescovi, in questi anni, ci hanno consegnato proprio sulla vita sacerdotale. Credo che ci farร bene, perchรฉ poi questo ci preparerร ad altri passaggi che vivremo โ spero โ in futuro sullโapprofondimento del nostro essere preti a Roma, oggi.
Adesso i Prefetti possono prendere i testi, cosรฌ li distribuiscono, e poi riceviamo la benedizione.
Papa Francesco
Io lโho visto e mi รจ piaciuto tanto. Ci sono due Vescovi di Roma [recenti] giร Santi [Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II]. Paolo VI sarร santo questโanno. Uno con la causa di beatificazione in corso, Giovanni Paolo I, la sua causa รจ aperta. E Benedetto e io, in lista di attesa: pregate per noi!
[canto]
[benedizione]
E pregate per me, per favore! Grazie tante.
