VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE
IN LITUANIA, LETTONIA ED ESTONIA
[22-25 SETTEMBRE 2018]
SANTA MESSA
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Piazza della Libertร a Tallinn (Estonia)
Martedรฌ, 25 settembre 2018
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Ascoltando, nella prima Lettura, lโarrivo del popolo ebraico โ giร ย libero dalla schiavitรน dโEgitto โ al Monte Sinai (cfr Es 19,1) รจ impossibile non pensare a voi come popolo; รจ impossibile non pensare allโintera nazione dellโEstonia e a tutti i Paesi Baltici. Come non ricordarvi in quella โrivoluzione cantataโ, o in quella catena di due milioni di persone da qui a Vilnius? Voi conoscete le lotte per la libertร , potete identificarvi con quel popolo. Ci farร bene, quindi, ascoltare quello che Dio dice a Mosรจ, per capire quello che dice a noi come popolo.
Il popolo che arriva al Sinai รจ un popolo che ha giร visto lโamore del suo Dio manifestato in miracoli e prodigi; รจ un popolo che decide di stringere un patto dโamore perchรฉ Dio lo ha giร amato per primo e gli ha manifestato questo amore. Non รจ obbligato, Dio lo vuole libero. Quando diciamo che siamo cristiani, quando abbracciamo uno stile di vita, lo facciamo senza pressioni, senza che questo sia uno scambio in cui noi facciamo qualcosa se Dio fa qualcosa. Ma, soprattutto, sappiamo che la proposta di Dio non ci toglie nulla, al contrario, porta alla pienezza, potenzia tutte le aspirazioni dellโuomo. Alcuni si considerano liberi quando vivono senza Dio o separati da Lui. Non si accorgono che in questo modo viaggiano attraverso questa vita come orfani, senza una casa dove tornare. ยซCessano di essere pellegrini e si trasformano in erranti, che ruotano sempre intorno a sรฉ stessi senza arrivare da nessuna parteยป (Esort. ap. Evangelii gaudium, 170).
Spetta a noi, come al popolo uscito dallโEgitto, ascoltare e cercare. A volte alcuni pensano che la forza di un popolo si misuri oggi da altri parametri. Cโรจ chi parla con un tono piรน alto, cosรฌ che parlando sembra piรน sicuro โ senza cedimenti o esitazioni โ; cโรจ chi, alle urla, aggiunge minacce di armi, spiegamento di truppe, strategie… Questo รจ colui che sembra piรน โforteโ. Questo perรฒ non รจ cercare la volontร di Dio, ma un accumulare per imporsi sulla base dellโavere. Questo atteggiamento nasconde in sรฉ un rifiuto dellโetica e, con essa, di Dio. Perchรฉ lโetica ci mette in relazione con un Dio che si aspetta da noi una risposta libera e impegnata verso gli altri e verso il nostro ambiente, una risposta che รจ al di fuori delle categorie del mercato (cfr ibid., 57). Voi non avete conquistato la vostra libertร per finire schiavi del consumo, dellโindividualismo o della sete di potere o di dominio.
Dio conosce i nostri bisogni, quelli che spesso nascondiamo dietro il desiderio di possedere; anche le nostre insicurezze superate grazie al potere. Quella sete, che abita in ogni cuore umano, Gesรน, nel Vangelo che abbiamo ascoltato, ci incoraggia a superarla nellโincontro con Lui. ร Lui che puรฒ saziarci, colmarci con la pienezza della feconditร della sua acqua, della sua purezza, della sua forza travolgente. La fede รจ anche rendersi conto che Egli รจ vivo e ci ama; che non ci abbandona e, perciรฒ, รจ capace di intervenire misteriosamente nella nostra storia; Egli trae il bene dal male con la sua potenza e la sua infinita creativitร (cfr ibid., 278).
Nel deserto, il popolo dโIsraele cadrร nella tentazione di cercare altri dei, di adorare il vitello dโoro, di confidare nelle proprie forze. Ma Dio lo attrae sempre di nuovo, ed essi ricorderanno ciรฒ che hanno ascoltato e veduto sulla montagna. Come quel popolo, anche noi sappiamo di essere un popolo โeletto, sacerdotale e santoโ (cfr Es 19,6; 1 Pt 2,9), รจ lo Spirito che ci ricorda tutte queste cose (cfr Gv 14,26).
Elettiย non significa esclusivi nรฉ settari; siamo la piccola porzione che deve far fermentare tutta la massa, che non si nasconde nรฉ si separa, che non si considera migliore o piรน pura. Lโaquila mette al riparo i suoi aquilotti, li porta in luoghi scoscesi finchรฉ non riescono a cavarsela da soli, ma deve spingerli a uscire da quel posto tranquillo. Scuote la sua nidiata, porta i suoi piccoli nel vuoto perchรฉ mettano alla prova le loro ali; e rimane sotto di loro per proteggerli, per impedire che si facciano male. Cosรฌ รจ Dio col suo popolo eletto, lo vuole in โuscitaโ, audace nel suo volo e sempre protetto solo da Lui. Dobbiamo vincere la paura e lasciare gli spazi blindati, perchรฉ oggi la maggior parte degli estoni non si riconoscono come credenti.
Uscire come sacerdoti: lo siamo per il Battesimo. Uscire per promuovere la relazione con Dio, per facilitarla, per favorire un incontro dโamore con Colui che sta gridando: ยซVenite a meยป (Mt 11,28). Abbiamo bisogno di crescere in uno sguardo di vicinanza per contemplare, commuoverci e fermarci davanti allโaltro, ogni volta che sia necessario. Questa รจ lโarte dellโaccompagnamento, che si attua con il ritmo salutare della prossimitร , con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione che รจ capace di guarire, di sciogliere nodi e far crescere nella vita cristiana (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 169).
E infine dare testimonianza di essere un popolo santo. Possiamo cadere nella tentazione di pensare che la santitร sia solo per alcuni. In realtร , ยซtutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lรฌ dove si trovaยปย (Esort. ap. Gaudete et exsultate, 14). Ma, come lโacqua nel deserto non era un bene personale ma comunitario, come la manna non poteva essere accumulata perchรฉ si sarebbe rovinata, cosรฌ la santitร vissuta si espande, scorre, feconda tutto ciรฒ che le sta accanto. Oggi scegliamo di essere santi risanando i margini e le periferie della nostra societร , lร dove il nostro fratello giace e patisce la sua esclusione. Non lasciamo che sia quello che viene dopo di noi a fare il passo per soccorrerlo, e nemmeno che sia una questione da risolvere da parte delle istituzioni; siamo noi stessi quelli che fissiamo il nostro sguardo su quel fratello e gli tendiamo la mano per rialzarlo, perchรฉ in lui cโรจ lโimmagine di Dio, รจ un fratello redento da Gesรน Cristo. Questo significa essere cristiani e la santitร vissuta giorno per giorno (cfr ibid., 98).
Voi avete manifestato nella vostra storia lโorgoglio di essere estoni, lo cantate dicendo: ยซSono estone, resterรฒ estone, estone รจ una cosa bella, siamo estoniยป. Comโรจ bello sentirsi parte di un popolo! Comโรจ bello essere indipendenti e liberi! Andiamo al monte santo, a quello di Mosรจ, a quello di Gesรน, e chiediamo a Lui โ come dice il motto di questa visita โ di risvegliare i nostri cuori, di darci il dono dello Spirito per discernere in ogni momento della storia come essere liberi, come abbracciare il bene e sentirsi eletti, come lasciare che Dio faccia crescere, qui Estonia e nel mondo intero, la sua nazione santa, il suo popolo sacerdotale.
RINGRAZIAMENTO AL TERMINE DELLA MESSA
Cari fratelli e sorelle,
prima della benedizione finale, e di concludere questo Viaggio Apostolico in Lituania, Lettonia ed Estonia, desidero esprimere la mia gratitudine a tutti voi, a partire dallโAmministratore Apostolico dellโEstonia. Grazie per la vostra accoglienza, espressione di un piccolo gregge con il cuore grande! Rinnovo la mia riconoscenza alla Signora Presidente della Repubblica e alle altre Autoritร del Paese.
Uno speciale pensiero va a tutti i fratelli cristiani, in modo particolare ai Luterani, che, sia qui in Estonia sia in Lettonia, hanno ospitato gli incontri ecumenici. Il Signore continui a guidarci nella via della comunione.
Grazie a tutti!
