Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 28 Dicembre 2018

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La Chiesa celebra oggiย laย memoria dei santi martiri innocenti, di quei bambini che furono uccisi dalla ferocia di Erode.

Sono loro, i bambini, le prime vittime dellโ€™assurda ferocia degli adulti. I bambini, ignari, indifesi, impotenti, ieri come oggi, sono travolti dalle follie degli adulti.

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I bambini, lโ€™immagine stessa della natura umana integra, della beatitudine incorrotta, sono le prime vittime delle guerre, delle malattie, delle lotte. Primi fragili fiori recisi dalla falce del potere e dellโ€™arroganza. Cosรฌ, oggi, ricordando questi piccoli, facciamo memoria dei troppi innocenti uccisi dalla barbarie.

Nuovamente una memoria dolorosa quella di oggi, che dona profonditร  e senso alla festa che stiamo celebrando. Non siamo qui a cantareย stille nachtย e a giocare ai buoni sentimenti, ma a vedere quanto lโ€™uomo รจ capace di distruggere e di perdersi, di quanta salvezza profonda, infinita abbiamo necessitร .

E questa salvezza, per noi, ha un volto: Gesรน Cristo rivelatore del Padre, Salvatore del mondo. La Chiesa pone i riflettori sui bambini che furono uccisi dalla cieca furia di Erode, incapace Erode di capire che la regalitร  di Cristo non ha nulla a che vedere con la sua sete di potere.

La Chiesa osa onorare la memoria di queste vittime inermi col titolo piรน impegnativo per un cristiano, quello di martire.

Fonte

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Mt 2, 13-18
Dal Vangelo secondoย Matteo

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: ยซร€lzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta lร  finchรฉ non ti avvertirรฒ: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderloยป.
Egli si alzรฒ, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiรฒ in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perchรฉ si compisse ciรฒ che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
ยซDall’Egitto ho chiamato mio figlioยป.
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriรฒ e mandรฒ a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giรน, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compรฌ ciรฒ che era stato detto per mezzo del profeta Geremรฌa:
ยซUn grido รจ stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perchรฉ non sono piรนยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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