Il brano evangelico che oggi la liturgia propone per la festa Pentecoste รจ tratto dalla conclusione del Quarto vangelo. Siamo nello stesso giorno di Pasqua, quello della risurrezione, Giovanni ha appena finito di raccontare lโincontro di Gesรน con la Maddalena, ed ecco che il Risorto appare per la prima volta ai suoi discepoli chiusi nel cenacolo.
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Stette ritto. ร questo uno dei modi possibili, e molto suggestivi, utilizzati nel Nuovo Testamento per esprimere la presenza viva del Risorto. Histemi โ stare ritto in piedi โ รจ il verbo che viene usato per descrivere Gesรน che si ferma e sta con i discepoli di Emmaus (Lc 24,36), รจ quello con cui Stefano dice di vedere Gesรน stare alla destra di Dio (At 7,55), ma รจ soprattutto il verbo che nellโApocalisse significa lo stare ritto dellโagnello, quello โcome immolatoโ (Ap 5,6), ma vivente. Gesรน sta ritto in piedi alla porta e bussa, scrive, ancora, lโApocalisse (3,20), e ora, dopo i giorni della passione e della sofferenza, torna dai suoi, entra nel cenacolo, e stando ritto in mezzo ai suoi si rivolge a loro.
La prima parola del Risorto alla Chiesa รจ sulla pace. Come scriveva Raymond Brown, il saluto di Gesรน ยซpace a voiยป (qui, Gv 20,21, e poi ripetuto altre due volte, in 20,21.26) non รจ un semplice augurio: รจ un dono. Il Risorto porta la pace, quella, scrive Paolo, che il Messia ha stabilito tra il cielo e gli uomini (cfr. Col 1,20), e chi ancora oggi incontra il Signore nella Chiesa รจ sicuro di poterla ricevere. La seconda parola del Risorto riguarda la missione. Gesรน รจ il primo apostolo del Padre (cโรจ qui infatti il verbo apostello โ reso con โmandareโ โ da cui โapostoloโ, ovvero โquello mandatoโ; cfr. anche Gv 3,17: ยซDio ha mandato il suo figlio nel mondoยป), come i discepoli sono ora inviati da Gesรน. La missione viene dallโalto, non รจ iniziativa umana, ma prende lโavvio da Dio stesso, e quindi รจ la continuazione della missione del Figlio.
Lโultima parola di questa pericope รจ invece sul peccato perdonato, ed รจ strettamente collegata al dono dello Spirito.
Il soffio dello Spirito. Il modo in cui il Quarto vangelo descrive il dono dello Spirito รจ unico in tutto il Nuovo Testamento. Solo Giovanni, infatti, e solo qui, nel versetto 20,22, dice che Gesรน โalitรฒโ sui discepoli. Viene usato un verbo, emphysao, โinsufflare, alitareโ, utilizzato per la prima volta nel libro della Genesi, durante il racconto della creazione dellโuomo e della donna. Tutta la realtร creata โ si racconta lรฌ โ รจ fatta con la parola di Dio, ma per fare lโuomo questo non basta: Dio deve alitare dentro le sue narici. Deve cioรจ chinarsi su di lui, avvicinarsi a lui, deve โguardarlo negli occhiโ per dargli la vita.
Elia, Ezechiele, la Sapienza. Lo stesso accade quando viene utilizzato ancora il nostro verbo โ in 1Re 17,21 โ nel racconto di Elia che compie il miracolo della risurrezione del figlio della vedova a Zarepta. ยซElia si distese (traduce la CEI, ma qui abbiamo lo stesso verbo, โalitรฒ sopraโ) tre volte sul bambino e invocรฒ il Signore: Signore Dio mio, lโanima del fanciullo torni nel suo corpoยป. Nel libro di Ezechiele ritorna il nostro verbo nella scena di quel grande quadro delle ossa inaridite, quelle che sono il simbolo del popolo dellโalleanza oramai allo stremo. Questo popolo puรฒ risorgere solo se viene lo Spirito dai quattro venti a โsoffiareโ la vita su quei morti (cfr. Ez 37,9). Piรน tardi, nella letteratura post-profetica, si userร ancora una volta il verbo โalitare, insufflareโ, per dire di nuovo la creazione dellโuomo, rinarrata nel libro della Sapienza (Sap 15,11); ancora, lรฌ Dio รจ ritratto come colui che โinsufflรฒ uno spirito vitaleโ nellโuomo.
Emerge dallโuso veterotestamentarie del nostro verbo una costante che ora possiamo applicare al racconto di Giovanni. Questi ยซproclama simbolicamente che, proprio come nella prima creazione Dio alitรฒ nellโuomo uno spirito vitale, cosรฌ adesso, nel momento della nuova creazione, Gesรน alita il suo proprio Spirito Santo nei discepoli, dando loro la vita eterna. Nel simbolismo battesimale secondario di Giovanni 3,5, ai lettori del Vangelo viene detto che da acqua e Spirito essi nascono come figli di Dio; la scena presente serve da battesimo per gli immediati discepoli di Gesรน e da pegno di nascita divina per tutti i credenti del futuro, rappresentati dai discepoli. Cโรจ poco da meravigliarsi che lโusanza di alitare sopra le persone da battezzare sia entrata nel rito del battesimo. Ora essi sono veramente fratelli di Gesรน e possono chiamare suo Padre loro Padre (20,17). Il dono dello Spirito รจ lโacme finale delle relazioni personali fra Gesรน e i suoi discepoliยป (R. Brown).
Lo Spirito del Signore, che ha riempito lโuniverso (cfr. Sap 1,7) e ha dato la vita agli uomini, guidi ancora oggi la Chiesa e ogni credente, perchรฉ ci solleviamo dalla polvere da cui siamo stati presi e, come lโAgnello, anche noi possiamo, ritti in piedi, dare lode a Dio e per la Sua salvezza.
- Fonte del commento – il sito “La Parte Buona”
- Commento a cura di p. Giulio Michelini
