Padre Giulio Michelini – Commento al Vangelo di domenica 31 Maggio 2020

- Pubblicitร  -

Il brano evangelico che oggi la liturgia propone per la festa Pentecoste รจ tratto dalla conclusione del Quarto vangelo. Siamo nello stesso giorno di Pasqua, quello della risurrezione, Giovanni ha appena finito di raccontare lโ€™incontro di Gesรน con la Maddalena, ed ecco che il Risorto appare per la prima volta ai suoi discepoli chiusi nel cenacolo.

- Pubblicitร  -

Stette ritto. รˆ questo uno dei modi possibili, e molto suggestivi, utilizzati nel Nuovo Testamento per esprimere la presenza viva del Risorto. Histemi โ€“ stare ritto in piedi โ€“ รจ il verbo che viene usato per descrivere Gesรน che si ferma e sta con i discepoli di Emmaus (Lc 24,36), รจ quello con cui Stefano dice di vedere Gesรน stare alla destra di Dio (At 7,55), ma รจ soprattutto il verbo che nellโ€™Apocalisse significa lo stare ritto dellโ€™agnello, quello โ€œcome immolatoโ€ (Ap 5,6), ma vivente. Gesรน sta ritto in piedi alla porta e bussa, scrive, ancora, lโ€™Apocalisse (3,20), e ora, dopo i giorni della passione e della sofferenza, torna dai suoi, entra nel cenacolo, e stando ritto in mezzo ai suoi si rivolge a loro.

La prima parola del Risorto alla Chiesa รจ sulla pace. Come scriveva Raymond Brown, il saluto di Gesรน ยซpace a voiยป (qui, Gv 20,21, e poi ripetuto altre due volte, in 20,21.26) non รจ un semplice augurio: รจ un dono. Il Risorto porta la pace, quella, scrive Paolo, che il Messia ha stabilito tra il cielo e gli uomini (cfr. Col 1,20), e chi ancora oggi incontra il Signore nella Chiesa รจ sicuro di poterla ricevere. La seconda parola del Risorto riguarda la missione. Gesรน รจ il primo apostolo del Padre (cโ€™รจ qui infatti il verbo apostello โ€“ reso con โ€œmandareโ€ โ€“ da cui โ€œapostoloโ€, ovvero โ€œquello mandatoโ€; cfr. anche Gv 3,17: ยซDio ha mandato il suo figlio nel mondoยป), come i discepoli sono ora inviati da Gesรน. La missione viene dallโ€™alto, non รจ iniziativa umana, ma prende lโ€™avvio da Dio stesso, e quindi รจ la continuazione della missione del Figlio.

Lโ€™ultima parola di questa pericope รจ invece sul peccato perdonato, ed รจ strettamente collegata al dono dello Spirito.
Il soffio dello Spirito. Il modo in cui il Quarto vangelo descrive il dono dello Spirito รจ unico in tutto il Nuovo Testamento. Solo Giovanni, infatti, e solo qui, nel versetto 20,22, dice che Gesรน โ€œalitรฒโ€ sui discepoli. Viene usato un verbo, emphysao, โ€œinsufflare, alitareโ€, utilizzato per la prima volta nel libro della Genesi, durante il racconto della creazione dellโ€™uomo e della donna. Tutta la realtร  creata โ€“ si racconta lรฌ โ€“ รจ fatta con la parola di Dio, ma per fare lโ€™uomo questo non basta: Dio deve alitare dentro le sue narici. Deve cioรจ chinarsi su di lui, avvicinarsi a lui, deve โ€œguardarlo negli occhiโ€ per dargli la vita.

Elia, Ezechiele, la Sapienza. Lo stesso accade quando viene utilizzato ancora il nostro verbo โ€“ in 1Re 17,21 โ€“ nel racconto di Elia che compie il miracolo della risurrezione del figlio della vedova a Zarepta. ยซElia si distese (traduce la CEI, ma qui abbiamo lo stesso verbo, โ€œalitรฒ sopraโ€) tre volte sul bambino e invocรฒ il Signore: Signore Dio mio, lโ€™anima del fanciullo torni nel suo corpoยป. Nel libro di Ezechiele ritorna il nostro verbo nella scena di quel grande quadro delle ossa inaridite, quelle che sono il simbolo del popolo dellโ€™alleanza oramai allo stremo. Questo popolo puรฒ risorgere solo se viene lo Spirito dai quattro venti a โ€œsoffiareโ€ la vita su quei morti (cfr. Ez 37,9). Piรน tardi, nella letteratura post-profetica, si userร  ancora una volta il verbo โ€œalitare, insufflareโ€, per dire di nuovo la creazione dellโ€™uomo, rinarrata nel libro della Sapienza (Sap 15,11); ancora, lรฌ Dio รจ ritratto come colui che โ€œinsufflรฒ uno spirito vitaleโ€ nellโ€™uomo.
Emerge dallโ€™uso veterotestamentarie del nostro verbo una costante che ora possiamo applicare al racconto di Giovanni. Questi ยซproclama simbolicamente che, proprio come nella prima creazione Dio alitรฒ nellโ€™uomo uno spirito vitale, cosรฌ adesso, nel momento della nuova creazione, Gesรน alita il suo proprio Spirito Santo nei discepoli, dando loro la vita eterna. Nel simbolismo battesimale secondario di Giovanni 3,5, ai lettori del Vangelo viene detto che da acqua e Spirito essi nascono come figli di Dio; la scena presente serve da battesimo per gli immediati discepoli di Gesรน e da pegno di nascita divina per tutti i credenti del futuro, rappresentati dai discepoli. Cโ€™รจ poco da meravigliarsi che lโ€™usanza di alitare sopra le persone da battezzare sia entrata nel rito del battesimo. Ora essi sono veramente fratelli di Gesรน e possono chiamare suo Padre loro Padre (20,17). Il dono dello Spirito รจ lโ€™acme finale delle relazioni personali fra Gesรน e i suoi discepoliยป (R. Brown).

Lo Spirito del Signore, che ha riempito lโ€™universo (cfr. Sap 1,7) e ha dato la vita agli uomini, guidi ancora oggi la Chiesa e ogni credente, perchรฉ ci solleviamo dalla polvere da cui siamo stati presi e, come lโ€™Agnello, anche noi possiamo, ritti in piedi, dare lode a Dio e per la Sua salvezza.


Altri Articoli
Related

p. Roberto Pasolini, OFM Cap. – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 12 aprile 2026

Se non mostriamo le ferite dell'amore non crederanno al...