La pagina del vangelo di oggi si trova dopo lโinizio del pellegrinaggio verso Gerusalemme (cf. Lc 9,51) e lโinvio dei dodici (Lc 9,1-6): โaltri discepoliโ ora vengono inviati da Gesรน avanti a lui. Si tratta di un numero che la tradizione testuale dei manoscritti antichi trasmette in modo difforme: sono o settantadue (e allora rappresenterebbero i popoli della terra, secondo lโelenco di Genesi 10 (nella traduzione greca; nel testo ebraico i popoli sarebbero settanta) o settanta, ovvero quanti gli anziani scelti da Mosรจ secondo il racconto di Numeri (cap. 11). In ogni caso, si vuol dire che Gesรน invia non solo i Dodici, ma anche altri discepoli, e li invia a tutti.
Se infatti il numero Dodici evocava la missione ad Israele, quella dei settanta/settantadue non puรฒ che richiamare la missione universale della Chiesa. Si tratta, perรฒ, come nota G. Rossรฉ, di teologia: ยซStoricamente, Gesรน non ha organizzato due missioni; non cโรจ stato un invio prepasquale verso le regioni pagane attorno alla Palestinaยป, ovvero รจ un modo per dire che la missione ai pagani โ iniziata storicamente dopo la morte e risurrezione di Gesรน โ รจ giร nella volontร del Signore.
Perchรฉ un invio ai pagani abbia luogo, infatti, saranno necessarie alcune condizioni che non si erano ancora realizzate al tempo in cui Gesรน compie il suo viaggio a Gerusalemme (e come verrร poi detto nel libro degli Atti): la persecuzione della Chiesa, con la morte di Stefano e la dispersione dei discepoli di Gesรน; lโincontro di Paolo con Cristo; la resa da parte di Pietro nel poter andare da Cornelio e stare a tavola con i pagani; lโassemblea di Gerusalemme, che risolve questioni che mai si erano prefigurate prima riguardante la circoncisione o meno dei convertiti.
La pagina si puรฒ suddividere in due parti: nella prima vengono date le istruzioni sulla missione, nella seconda si descrive il ritorno dei settanta/settantadue.
Le disposizioni per la missioneย sono facilmente elencabili: i discepoli devono andare a due a due (forse nel modo in cui si riteneva valesse una testimonianza, ovvero almeno di due persone); non devono portare cose inutili (affidandosi alla Provvidenza), e distinguersi da altri (come gli itineranti cinici, ad esempio); devono dare il dono della pace, che passa attraverso i missionari e la loro accoglienza, in un incontro โda persona a personaโ, con una mediazione data dalla relazione. Lโannuncio della venuta di Gesรน e del Regno, poi, prevede unโurgenza che fa sรฌ che i discepoli non dovranno nemmeno fermarsi per salutare le persone.
Il racconto del ritorno dei missionari, poi, registra una risposta spiazzante di Gesรน nei confronti dei discepoli che si rallegrano per quanto accaduto. Le parole di Gesรน sono giocate sul paradosso (come spesso fa Gesรน, per esempio nelle Beatitudini) e con un linguaggio apocalittico (su Satana che cade dal cielo). Gesรน dice ai suoi di non rallegrarsi perchรฉ i demoni si sottomettono, ma perchรฉ i loro nomi sono scritti in cielo.
La missione infatti non dipende dai missionari, ma dalla forza della Parola e da Dio. Ecco perchรฉ in essa รจ previsto anche un rifiuto. Tra i tanti aspetti del vangelo di oggi emerge infatti lโidea delย fallimento dellโevangelizzazione. Essa รจ segnalata per almeno tre volte nel brano: esplicitamente nellโespressione del v. 6, โaltrimenti (la pace) ritornerร su di voiโ, e del v. 10, โquando entrerete in una cittร e non vi accoglierannoโ. Vi รจ unโallusione nel v. 3, nellโessere โagnelli in mezzo ai lupiโ. E, anche se รจ stata tagliata dal lezionario, nellโammonizione a Corazin e Betsร ida, al v. 16, si parla di Gesรน disprezzato, e dei discepoli che subiscono la stessa sorte.
La storia che divide.ย Il destino del discepolo รจ infatti quello del Maestro: non solo successi, ma anche muri che sbarrano la strada dellโevangelizzazione. Fin dallโinizio del viaggio verso Gerusalemme, di cui abbiamo letto domenica scorsa, Luca presenta Gesรน come ilย non accolto. Ricordiamo che, giunto ad un villaggio di samaritani, โessi non vollero riceverlo, perchรฉ era diretto verso Gerusalemmeโ (Lcย 9,53).
Conosciamo le ragioni storiche che illuminano tale inciso. Lโostilitร risale al ritorno dallโesilio; รจ in quel tempo che il popolo che viene da Babilonia si scontra con i samaritani che non accolgono i profughi (cfr.ย Esdย 4); i rimpatriati reagiscono con durezza e intransigenza, fino al punto che, nel secondo secolo a.C., occupando la Samaria, il giudeo Giovanni Ircano (figlio di Simone Maccabeo), distruggerร il santuario samaritano sul monte Garizim. Lโodio sarร talmente grande che i pellegrini galilei che si recavano al Tempio di Gerusalemme dovevano evitare di entrare nel territorio dei samaritani, per non incorrere nei loro attacchi. Poco dopo la morte di Gesรน accadde un episodio emblematico narrato da Giuseppe Flavio: โSi ebbe poi un violento scontro tra galilei e samaritani. Infatti mentre un gran numero di giudei si recavano alla festa, rimase ucciso un Galileo. Accorse allora dalla Galilea una gran folla con lโintenzione di dare addosso ai samaritani. Quando la notizia del delitto arrivรฒ a Gerusalemme, la folla ne rimase sconvolta, e abbandonata la festa, mosse allโattacco di Samariaโ.
Potremmo dire che i samaritani perdono una opportunitร per ferite nella memoria โ dovute alla storia โ che non sono guarite. ร piรน forte il rancore dellโapertura. Lโodio verso il โnemicoโ fa leggere tutto allo stesso noioso ed identico modo: Gesรน รจ giร classificato, non importa chi sia o cosa dica, รจ un galileo.
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Lโostacolo della divisione รจ alla fine rimosso nella Chiesa delle origini, come racconta il libro degliย Attiย al cap. 8, quando lo Spirito โscardina le chiusure del particolarismo e apre orizzonti sempre piรน vasti. Approfitta della persecuzione, scatenata a Gerusalemme contro i cristiani di cultura greca, per seminare il vangelo tra i samaritani, emarginati e disprezzati dagli ebrei come ereticiโ (Catechismo degli adultiย Cei, 451).
Una evangelizzazione fallita.ย A leggere bene il vangelo di Luca, perรฒ, laย non accoglienzaย รจ imputabile anche ad altri fattori, oltre a quelli visti sopra. Gesรน รจ respintoย sin dallโinizio del suo ministero, giร nel suo paese. La gente della sua cittร , Nazaret, si rifiuta di credere al suo primo annuncio e vuole anzi metterlo a morte (cfr.ย Lcย 4). Questa volta la loro responsabilitร รจ chiara: pur ascoltandolo parlare nella loro sinagoga, non accolgono il Vangelo. Il cardinale Martini parla addirittura di un Gesรน โevangelizzatore mancatoโ, e commenta la scena (Lโevangelizzatore in san Luca, Ancora 2000): โQuesta รจ la prima immagine di Gesรน evangelizzatore che viene presentata: sconfitto, cacciato, non ascoltato, non gradito, ed รจ davvero una scena misteriosa se pensiamo che Gesรนย รจย lโevangelizzatore. Questa non รจ una scena solitaria, e se Luca lโha messa qui, รจ perchรฉ sa di toccare qualche cosa che appartiene a una costante del Regno di Dioโ. La storia si ripete, anche per i discepoli, ed รจ previsto il rifiuto colpevole allโannuncio.
In che modo reagire alla (inevitabile) chiusura? La paceย torna, ma la polvere deve essere scossa dai piedi di chi evangelizza (Lcย 10,11). Lโespressione, giร presente inย Lcย 9,5, a proposito della missione dei Dodici, dice un gesto profetico, che โ anche se non collegato alla tradizione rabbinica di rimuovere la polvere di una terra pagana al ritorno sul suolo della Terra Santa (Nolland) โ significa comunque una rottura di comunione e una profezia di giudizio: sappia bene a cosa va incontro chi non accoglie un discepolo: non accoglie il Messia (cfr.ย Lcย 10,16). Ma i settantadue devono in ogni caso dire a chi li rifiuta che, se la polvere โla scuotiamo contro di voi; sappiate perรฒ che il regno di Dio รจ vicinoโ (Lcย 10,11): che si tratti di unโultima occasione? Che anche a chi rifiuta debba essere offerta una ulteriore possibilitร di conversione? (Rossรฉ).
Sarebbe un segno di grande libertร da parte di chi annuncia. Certo รจ che per lโevangelizzazione โ soprattutto oggi โ viene richiesta attenzione al vissuto di coloro a cui viene fatto lโannuncio, alla loro storia e al loro passato, e anche una estrema misericordia senza alcun giudizio. Quanta comprensione รจ richiesta per quelli cheย non credonoย e per il mistero di non apertura che a volte manifestano.



