Marta e Maria
Dopo la sosta necessaria per raccontare la parabola delย buon Samaritano, Gesรน continua il suo viaggio verso Gerusalemme, entrando in un villaggio nel quale incontra le sorelle Marta e Maria. Lโepisodio appartiene a quella tradizione o fonte che solo Luca conosce, infatti non รจ riportato altrove nei sinottici; anche il Quarto vangelo perรฒ conosce le due donne, e ci dice che sono residenti di Betania, vicino a Gerusalemme, con il fratello Lazzaro.
La pagina di oggi รจ molto nota, e ha avuto anche un forte influsso nella vita e nella spiritualitร dei cristiani e della Chiesa. Basti pensare, ad esempio, che san Francesco dโAssisi scrisse una โRegolaโย per i romitoriย immaginando che i frati dovessero ispirarsi a queste due sorelle, che presto diventano la rappresentazione della vita attiva e di quella contemplativa. Scrive Francesco: ยซColoro che vogliono condurre vita religiosa negli eremi, siano tre frati o al piรน quattro. Due di essi facciano da madri [โฆ] e seguano la vita di Marta, e i due che fanno da figli quella di Mariaยป. Queste parole ci permettono di osservare che un testo biblico non arriva mai a noi โsemplicementeโ nel suo significato originario, ma porta con sรฉ una storia, quella che viene chiamata la storia dellโinterpretazione o degli effetti (Wirkungsgeschichte). Compito di chi legge la Bibbia รจ anche scoprire se questi effetti sono partiti da presupposti corretti o meno.
Se torniamo al testo, ci accorgiamo che dopo la sosta necessaria per raccontare la parabola delย buon Samaritano, Gesรน continua il suo viaggio verso Gerusalemme, entrando in un villaggio dove incontra le due sorelle. Poco sappiamo di loro, e del fratello: alcuni hanno ipotizzato che fossero celibi, perchรฉ non si parla nรฉ di mariti di Marta e Maria, nรฉ di mogli per Lazzaro, e per qualcuno apparterrebbero al gruppo dei pii israeliti chiamatiย esseni.
Piรน certo รจ il fatto che le due scene, quella della parabola del buon Samaritano e quella dellโincontro di Gesรน con Marta e Maria siano collegate: la parabola serviva a spiegare cosa significhiย amare il prossimo; questa pagina invece ci parla dellโamore per Dio. Luca, come polo contrario a un ideale filantropico troppo elevato, porta lโesempio di Maria e di Marta. Esegeti come G. Rossรฉ vedono proprio una scelta accurata da parte dellโevangelista nel presentare di seguito le due scene: ยซLโinsegnamento contenuto nel racconto รจ da leggere in relazione con la parabola precedente che completa dando fondamento al comportamento di misericordia: importa ascoltare la parola di Gesรน perchรฉ autentica espressione del volere divino espresso nel comandamento dellโamore del prossimo. Lโascolto della parola di Cristo รจ dunque il fondamento del comportamento cristiano e diventa la condizione essenziale per ereditare la vita eternaยป. Le parole di Gesรน a Marta, cosรฌ, ristabiliscono una prioritร e invitano a non perdere di vista lโessenziale, ciรฒ di cui si ha veramente bisogno, ovvero,ย stare ai piedi di Gesรน.
Si tratta dellaย parte buonaย della vita, come dice il testo greco. La versione ufficiale del vangelo di Luca della Conferenza Episcopale Italiana sceglie perรฒ di tradurre con โparte miglioreโ. Come notato recentemente da Matteo Crimella, in questo modo si introduce unaย comparazioneย (poichรฉ migliore suppone qualcosa di meno buono), che invece era assente anche nellโantica e prestigiosa traduzione dellaย Vulgataย di san Girolamo, dove si leggeva che Maria ha scelto la parteย optimamย (Maria optimam partem elegit), in quantoย optimusย รจ superlativo diย bonusย (e non comparativo, che รจ inveceย melior).
Lโaggettivo greco che usa Luca รจย hagathรจnย (daย hagathรณs, โbuonoโ), che nel Nuovo Testamento ยซdesigna innanzitutto lโincomparabile bontร che contraddistingue Dio nella sua essenza, o la sua volontร , il suo comandamento, il โconforto eternoโ e la โbuona speranzaโ, che Dio ha dato alla comunitร e che qualifica la sua consolazione, e ogni dono buono, ogni regalo che discende dallโalto, dal โPadre dei lumiโยป (Balz-Schneider), ma puรฒ avere un uso anche vario, come appunto per ยซla parte buona che Maria ha scelto (Lc 10,42)ยป. Naturalmente si puรฒ discutere ogni traduzione, e infatti un altro esegeta di Luca come il giร citato Rossรฉ, che pure traduce la frase di Gesรน con โparte buonaโ, aggiunge che ยซprobabilmente il positivo โla parte buonaโ sta per il superlativo: la parte migliore, secondo lโuso semitico ed ellenisticoยป, proprio come ritiene anche un altro studioso, Joseph Fitzmyer, che afferma la stessa cosa, e traduceva โla parte miglioreโ, perchรฉ nel greco ellenistico il grado positivo dellโaggettivo (โbuonoโ) รจ usato sia per il superlativo sia per il comparativo (in disuso).
Ma allora qual รจ lโesatta traduzione per dire la scelta di Maria rispetto a quella di Marta, sua sorella? Difficile dirlo, piรน importante sottolineare che lโascolto della parola di Gesรน, la totale disponibilitร alla venuta del Regno di Dio, รจ ciรฒ che importa; tutto il resto non viene condannato, ma relativizzato. Luca vuole sottolineare come lo stare ai piedi di Gesรน per ascoltare la Sua parola sia davvero buono, e un bene, il modo per poter ricevere un dono. Riprendendo ancora Matteo Crimella, possiamo sottolineare che Maria non ascolta semplicemente Gesรน, maย la sua parola, e questo รจ significativo soprattutto per il lettore di oggi: ยซIl lettore non puรฒ piรน accogliere Gesรน sotto il tetto della propria casa. Ma proprio per questa ragione il narratore annota che Maria โascoltava la sua parolaโ (v. 39) invece di dire, con maggiore naturalezza, che โMaria lo ascoltavaโ. Tale sottile ma sostanziale differenza invita il lettore a riconoscere che la medesima esperienza di Maria รจ possibile a lui, molti anni dopo la morte e la risurrezione di Gesรน, nella vicenda di fede cui รจ stato iniziato. Se, infatti, lโascolto diretto di Gesรน รจ negato al lettore, in quanto esperienza legata alla presenza storica del Nazareno, non gli รจ invece sottratto lโascolto della sua parola, accessibile per mezzo della mediazione del testo composto sulla base della trasmissione dei testimoni divenuti ministri di quella medesima parola (cfr. Lc 1,2)ยป.
Insomma, per tornare alla questione posta allโinizio di questo breve commento: Maria รจ modello forse di vitaย attivaย e Marta diย vita contemplativa? Da quanto abbiamo detto, sembrerebbe che nel testo non ci sono elementi per affermarlo: questa interpretazione รจ piuttosto una retroproiezione di quanto accadrร poi nella storia della chiesa. Piuttosto, รจ indubbio che nessuno puรฒ vivere il vangelo, lโamore per Dio e lโamore per il prossimo, se nonย stando ai piediย di Gesรน e non ascoltando la sua Parola, proprio come Maria.



