Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Commento al brano del Vangelo di Gv 1, 1-18 – Messa del giorno.
Un inno alla vita. Il Natale del Signore ci fa gustare la bellezza di una vita che spunta, di un’esistenza che fiorisce. Il Prologo dell’evangelista Giovanni ci mette in uno stato di contemplazione, restando incantati dalla profondità della Parola che si fa vita e dal bagliore della luce che dona la vita.
Ha dato alla luce, si dice di una mamma che partorisce. È venuto alla luce, si dice di un bambino che è nato. È ciò che ci dice l’apostolo e l’evangelista in questo giorno natalizio: Gesù è venuto alla luce! Gesù ha portato una luce nuova alla tua povera vita! Gesù, con il suo pianto di neonato, ti dice una parola tanto antica quanto nuova: Dio ti ama! Il vagito di quel Bambino che ogni giorno viene alla luce è la parola tenera e accarezzante di un Dio che ci ama.
È questa la lieta notizia del Natale. Di un Natale che oggi si fa fatica a celebrare: le guerre imperversano prepotentemente; le sofferenze piegano gli uomini; la mancanza di pace frustra l’umanità; bambini e anziani vengono ingiustamente e violentemente uccisi dall’indifferenza umana, oltre che dalle bombe a lunga gittata di ultima generazione; i giovani, depressi e demotivati, faticano a trovare un senso alla loro vita, al loro futuro; gli ammalati non possono accedere tutti alle cure perché non hanno il di più per sovvenire alle loro naturali necessità; le famiglie si disgregano e fanno fatica a reggere di fronte alle difficoltà relazionali; gli immigrati devono affrontare la brutalità di una cultura che li respinge e non li fa sentire accolti e parte integrante dell’umanità tutta.
Altro che vita! Altro che luce! Eppure, ci ricorda Giovanni l’evangelista, il Verbo era la luce degli uomini che splende nelle tenebre e queste non potranno spegnere il suo fulgore, non potranno offuscare la sua bellezza, non potranno silenziare il suo cantico.
A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio.
Abbracciamo la vita, inondiamola di baci, stringiamola con forza, accarezziamola con tenerezza. Prendiamo tra le braccia un neonato, avviciniamoci ad una persona anziana, visitiamo i sofferenti, troviamo il tempo di accogliere chiunque e allora, soltanto allora, sarà Natale, avremo cioè preso tra le braccia il Bambino Gesù.
Commento a cura di p. Onofrio Farinola. FONTE: Diario di Avvento (Alumera)
