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p. Onofrio Farinola – Commento al Vangelo del 22 Dicembre 2024

Benedetto il Signore che viene!

Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
Maria corre incontro ad Elisabetta. È Dio stesso che corre incontro al suo popolo, viene verso di noi per realizzare quell’abbraccio mistico che sancisce un’alleanza, un patto di amore, un accordo di pace. È Dio che, in Maria, prende l’iniziativa per venirci incontro.

Il Natale, ormai alle porte, è la storia di un Dio che decide di intraprendere un viaggio per le strade del mondo e incontrare ogni uomo, stringergli la mano, abbracciarlo, chiamarlo alla sua sequela, donargli la sua misericordia, infondergli la speranza, contagiarlo di pace, inondarlo di letizia.

Maria che, in tutta fretta, con celerità, con passi spediti e decisi, attraversa le regioni montuose, è l’icona del Dio che non perde tempo per attraversare le strade impervie e montuose della nostra umanità, le strade ripide della nostra miseria, le strade erte della nostra fragilità, le strade scoscese del nostro peccato.

Dio viene ad appianare le nostre strade umane, a colmare le buche provocate dalla nostra indifferenza, ad allivellare i dossi generati dalla nostra incoerenza.

Maria va incontro ad Elisabetta. Il divino va incontro all’umano.
Maria visita Elisabetta. Il Signore visita il suo popolo.
Maria si mette in viaggio per andare a trovare Elisabetta. Il nuovo irrompe nel vecchio.
Maria si dirige verso la sua anziana cugina. La fecondità irriga la sterilità.

Maria ed Elisabetta, due icone di una speranza che si realizza; di una speranza che si fa carne; di una speranza che si concretizza in storie umane; di una speranza che s’intreccia con la fatica quotidiana dell’uomo.

Il cammino della Vergine Donna di Nazaret oggi ci dice che Dio viene, sta attraversando le valli montuose della nostra umanità, sta colmando le vie tortuose di ciò che siamo, è già alla porta del nostro cuore e attende che riconosciamo i suoi passi e la sua voce per aprirgli finalmente le porte della nostra povera esistenza e prorompere in un inno di gioia: benedetto il Signore che viene!

Commento a cura di p. Onofrio Farinola. FONTE: Diario di Avvento (Alumera)