p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 6 Luglio 2022

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Andate e predicate, non convertitevi e rimanete! Ho sempre piรน lโ€™impressione che una conversione possa esservi veramente solo se cโ€™รจ partenza e ripartenza. Mi pare che troppo spesso abbiamo confuso la conversione come un sentirci semplicemente meglio e assicurarci una vita piรน tranquilla e piรน perfetta. Credo che spesso ci capiti di fare sรฌ che la conversione sia solo una sicurezza in piรน nella vita, unโ€™assicurazione sulla vita finalizzata a noi stessi.

Mentre, credo, la conversione รจ un movimento in uscita piรน che un movimento in entrata. La conversione non รจ un entrare nella chiesa ma un uscire per il Regno. La tentazione di contarci รจ uno degli idoli che uccide il movimento di conversione che รจ cosa quotidiana e mai definitiva. Proprio perchรฉ mai definitiva la conversione si realizza nel vivere da pellegrini, non da assicurati. Lo sappiamo che le assicurazioni, quando arriva il momento di pagare, trovano sempre una postilla scritta in piccolo in fondo al contratto che annulla o ribalta tutto quanto avevi creduto prima.

Gesรน chiama a sรฉ i suoi dodici discepoli, i suoi apostoli, i cui nomi sono riportati nel vangelo odierno. Apostoli che chiama a sรฉ per inviarli a camminare e perchรฉ nel camminare โ€“ โ€œstrada facendoโ€ โ€“ possano predicare che โ€œil regno dei cieli รจ vicinoโ€. Andare: solo andando si incontra. Incontri imprevisti, incontri nuovi, che non siano i soliti noti. Andando, pellegrinando, si pone in atto un cammino di conversione perchรฉ si lasciano le false sicurezze che continuamente noi ci costruiamo. Siamo costretti a lasciare i nostri idoli, idoli che appesantiscono e intralciano il cammino.

Quegli idoli che continuamente ci siamo costruiti pensando che piรน possibilitร  avevamo, piรน frutti raccoglievamo, piรน guadagni facevamo e piรน la nostra vita sarebbe stata felice e piena. Niente di piรน falso, ci dice la realtร . Ci illudiamo, costruendoci degli idoli con le nostre mani, che le cose che facciamo siano per il Regno. รˆ falso. I nostri istituti religiosi, le nostre diocesi, hanno passato anni, secoli a costruire strutture per lโ€™annuncio. Il risultato รจ che ora stiamo passando anni per disfarci delle stesse strutture. Negli anni di mezzo sono servite queste strutture? Alcune sรฌ, molte no. Ma ciรฒ che interessa รจ cogliere il fatto che queste strutture erano i nostri idoli, lโ€™orgoglio delle nostre congregazioni e delle nostre chiese: erano il nostro dio. Ora il nostro dio รจ potercene disfare, non utilizzarle per il regno di Dio e per i poveri.

Lโ€™annuncio che i discepoli, mentre camminano, debbono portare รจ semplice: dire che il regno dei cieli รจ vicino. Dire questa vicinanza con le labbra ma soprattutto con le mani e con i piedi. Coi piedi e le mani questa vicinanza del regno รจ annunciata col potere che Gesรน ha dato ai suoi discepoli, cioรจ ad ognuno di noi: โ€œdiede loro il potere sugli spiriti impuri โ€“ quelli che popolano le nostre preoccupazioni e ci spingono a costruirci idoli di prosperitร  โ€“ per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermitร โ€.

Camminare in conversione significa cogliere ogni giorno quali sono i miei idoli, i nostri idoli. Smascherare i nostri idoli รจ il secondo passo. Mettere in atto un gesto correttivo, un gesto di guarigione liberatoria da ogni malattia e infermitร , รจ il terzo movimento che siamo chiamati a concretizzare come annuncio della Buona Novella.

Tutto il resto รจ in sovrappiรน; tutto il resto รจ secondario. Tutto il resto, se diventa primario, diventa idolo: meglio perderlo che trovarlo, anche se, allโ€™apparenza, si manifesta come sicurezza, come conversione, come dono a Dio. Tutto il resto, quando diventa primario, cioรจ idolatrico, non fa che donare a noi un cuore falso. Un cuore falso coperto da altari e da altarini, da preghiere e da madonne da adorare allโ€™occasione. Quando tutto questo diventa idolatria e dimenticanza del mandato del discepolo ad annunciare la vicinanza del Regno che รจ guarigione dalle nostre malattie di idolatria, allora diventa falsitร . Se un muro o una statua o una processione o una festa, diventa motivo di divisione รจ idolatria. Prima ci convertiamo da questa illusione e prima abbandoniamo la nostra falsitร  che ci porta a nasconderci dietro il sacro per non prendere sul serio la nostra vita, la nostra conversione. Quanti macelli e ingiustizie si sono perpetrate lungo la storia in nome di idoli vestiti da dio ma che con Dio ben poco avevano a che fare.

Quando lโ€™annuncio non รจ compassione verso la malattia del fratello ma occasione per mettere il dito nella piaga, stiamo pur certi che altro non รจ che un ulteriore idolo che noi ci costruiamo per non metterci in cammino, per non liberarci dalle nostre false sicurezze, per rinchiuderci nelle nostre belle strutture utili a tenere al sicuro noi, non certo a servire i poveri e a guarire i malati.

Delicatamente ritroviamo la via del Regno, la via della guarigione, la strada della compassione, il cammino della comprensione di ciรฒ che Dio รจ e di ciรฒ che รจ invece idolatria.

AUTORE: p. Giovanni Nicoli FONTE SITO WEB CANALE YOUTUBE FACEBOOKINSTAGRAM