Cogliere chi รจ Gesรน per noi รจ beatitudine. Non tanto perchรฉ possiamo in tal modo definire la sua identitร . Lungo la storia il bisogno di definire lโidentitร di Gesรน รจ stato motivo di continue contese, di eresie di ogni tipo, di guerre, di divisioni religiose.
Cogliere chi รจ Gesรน non ha uno scopo di perfezione teologica รจ invece finalizzato a vivere la beatitudine: โBeato sei tu, Simone, figlio di Giona, perchรฉ nรฉ carne nรฉ sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che รจ nei cieliโ.
Cogliere lโidentitร di Gesรน significa cogliere la nostra, riuscire a vedere il vero volto della nostra umanitร nellโessere discepoli e compagni di viaggio di Gesรน Cristo nellโannuncio della buona notizia. Ancora: cogliere la nostra identitร grazie allโidentitร di Gesรน, Figlio di Dio, ci riporta al centro della nostra chiamata ad essere figli dello stesso Padre. Non รจ una questione tanto o solo intellettuale, questa รจ una questione soprattutto legata al dono dello Spirito Santo che grida dentro di noi Abbร Padre e che ci fa comprendere tutto quanto il Cristo ci ha comunicato.
Lo Spirito non dice nulla di nuovo rispetto a Cristo, ce lo fa comprendere grazie al suo dono dโamore che ci fa appassionare alla vita del maestro. ร dunque in questa beatitudine che si rivela il desiderio fondamentale dellโamore principio della nostra identitร . Per questo possiamo dire con certezza che il nostro essere cristiani non รจ nรฉ una ideologia, nรฉ una dottrina, nรฉ una morale, ma il nostro rapporto con Gesรน, il mio Signore che amo come Lui mi ama.
Per questo e grazie a questo, posso dire con Paolo: Non sono piรน io che vivo ma รจ Cristo che vive in me. Ciรฒ che differenzia le scelte della nostra vita รจ dunque, o lo specchiarsi nel pane che il Cristo ha moltiplicato nel brano precedente, che assicura una sazietร parziale e momentanea, oppure specchiarsi nel Cristo pane vivo disceso dal cielo, coscienti del fatto che chi mangia di Lui non morirร in eterno, ma avrร la vita del Pane.
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Dunque, Pietro รจ beato perchรฉ in Gesรน si รจ rispecchiato perchรฉ ha accolto la rivelazione del Cristo. Non stupiamoci delle ritrosie di Pietro di fronte alla croce, contempliamo la sua accoglienza dellโidentitร del Figlio. Pietro beato diventa pietra della Chiesa non per una funzione ideologica o di migliore gestione dellโunitร della chiesa stessa, Pietro accogliendo lโidentitร del Figlio, diventa pietra segno della chiamata di ogni cristiano a essere beato e dunque pietra perchรฉ accogliente lโidentitร di Gesรน.
Beatitudine รจ dunque gridare con la nostra vita: Tu sei il Cristo il figlio del Dio vivente! Per evitare qualsiasi trionfalismo, Pietro riceve lโordine, subito dopo la sua professione di fede, di tacere. Beatitudine non ha nulla a che vedere con il lievito dei farisei che รจ condito di successo e di potere. Beati semplicemente perchรฉ mangiando il corpo del Cristo, noi diventiamo Lui e bevendo il suo sangue ci dissetiamo di lui acqua viva, della quale chi beve non avrร piรน sete.
Solo la libertร dal lievito dei farisei e dei sadducei ci rende liberi di riscoprire la nostra vera umanitร , la nostra vera identitร . Ne consegue che solo cosรฌ noi possiamo relazionarci in modo vero con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo. Questa รจ la nostra fede che รจ vita in relazione con la nostra beneamata Trinitร . Solo questa fede puรฒ essere beatitudine per la comunitร cristiana, perchรจ solo questa fede รจ rivelazione del Padre. Solo cosรฌ la chiesa diventa pietra fondante su cui il Signore edifica la sua Chiesa. In fondo una dimensione fondante della nostra fede รจ lasciare mettere in questione il Signore Gesรน e lasciarci mettere in questione da Lui a partire dal suo volto e a partire dalla nostra accoglienza della relazione con Lui. Questo altro non รจ che la nostra chiamata a compiere lโattraversata, abbandonare la riva delle nostre certezze panificanti andando con Lui verso la riva del pane vivo disceso dal cielo, quello che si รจ fatto morte per noi per ridonarci la vita con la sua risurrezione.
La pagina di oggi va accolta camminando piano e sotto la superficie delle parole, provando a scendere in profonditร nei solchi aperti dalle domande. Senza fermarci, perchรฉ quanto descritto non รจ sterile interrogazione di un Messia curioso ma coraggiosa traccia, itinerario, traiettoria possibile per ogni discepolo.
โLa gente chi dice che sia il Figlio dellโuomo?โ
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Perchรฉ รจ normale che la nostra fede, quando muove i primi passi, si appoggi al credo di gente che abbiamo amato. Non รจ vero che non importa, donava sicurezza sapere che persone amate, stimate, di fiducia avessero scelto il Vangelo come orizzonte di senso. Rassicurava e spesso bastava. Ci si sentiva piccoli di fronte alle domande e non certo allโaltezza di mettere in dubbio quello che altri piรน saggi di noi, credevano
Risposero โAlcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profetiโ
I discepoli hanno ottime frequentazioni, non cโรจ dubbio. Oppure censurano bene e riportano il meglio del repertorio. Forse imparare la fede รจ anche prima di tutto selezionare i testimoni, scegliere quelli che sembrano piรน affidabili. Eppure le risposte degli altri non possono bastare. Sono risposte giร concluse, di vite giร arrivate a compimento. Gesรน ama le domande. E nellโitinerario di fede รจ proprio la domanda che aiuta a procedere.
โMa voi, chi dite che io sia?โ
Questa รจ la domanda radicale per il discepolo, questa รจ lo spartiacque tra una fede bambina e una fede adulta. E certo, qui si rischia anche di annegare. Ma non esiste itinerario di fede senza rischio di smarrimento.
Quando arriviamo a sentire che il rapporto con lโInfinito si fa serio, quando arriviamo a sentirci interpellati, quando sentiamo che non possiamo piรน fingere: cโรจ quel โmaโ che รจ una spada, una provocazione, una rottura.
โMaโ io cosa dico di te? Non solo con le parole, non tanto con le parole, cosa dico di chi nomino ogni giorno? โMaโ sei ancora tu il filo rosso che lega i miei tentativi di vita buona?
Perchรฉ รจ tutto qui, in quel โmaโ. Segna poi anche una distanza tra me e qualsiasi altra interpretazione di Lui. Io in quel โmaโ ci trovo davvero โmeโ, ci trovo tutti i tentativi di ogni persona che prova a rispondere in modo personale allโappello di Dio nella sua di storia. Senza la paura del dubbio e delle domande. Una fede adulta.
โTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeโ.
Pietro non รจ che indovina lโunica risposta possibile รจ che non sbaglia il finale, che รจ perfetto, perchรฉ รจ aperto. โViventeโ, la sua risposta non chiude ma riconsegna alla vita.
Se dico che la risposta รจ โviventeโ non sto fissando il volto di Dio ma sto dicendo che finchรฉ cโรจ vita ci sarร sempre una crescita, un cammino, un tradimento, un ripensamento, un perdono, ci saranno cambiamenti. Cristo รจ il Figlio del Dio che vive e cresce dentro i nostri cambiamenti. La vita รจ qualcosa che non si puรฒ mai fermare, fissare. Il Dio che sceglie di allearsi alla vita รจ un volto in costante mutazione.
Gesรน dice che รจ il Padre che รจ nei cieli ad aver rivelato questo sguardo a Pietro, non il sangue, non la carne, non la semplice riproposizione dellโesistente ma una grandissima capacitร di mettersi in ascolto e di sentirsi come parte della rivelazione del mistero della vita. Pietro fa esperienza di mettersi in ascolto di questo Dio che chiede vita per potersi manifestare.
Quando crediamo, quando ci lasciamo attraversare dalla vita, noi diventiamo rivelazione dellโAmore. Come se riuscissimo a strappare il velo dellโabitudine che ci fa ragionare solo per nessi tra cause ed effetti. Siamo esseri rivelatori quando permettiamo al Cielo di raccontarsi qui, sulla terra. Come quando una nuvola sussurra dal cuore di una pietra. Pietro, appunto.
Unico primato dellโuomo รจ quello di essere rivelatore che non si adagia attorno a facili risposte ma osa mostrare la gratuitร dellโAmore dentro lo scorrere degli eventi. Figlio dellโuomo che ama รจ il volto di Dio, figlio del Dio vivente nelle storie misere e splendide degli uomini. Figlia del cielo questa terra che diventa riflesso dellโinfinito.
Ma adesso basta, รจ meglio far silenzio. Ci si รจ esposti troppo. Si rischia lo smarrimento come quello di quando Pietro pensa ad alta voce che lโamore sia qualcosa di tenero e gioioso.
Ma lโamore ha la forma della croce che tiene insieme terra e cielo, uomo e Dio. Non smetteremo mai di impararlo.
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