p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 24 dicembre 2025

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E il giorno della misericordia è ormai vicino, è giunto a noi. Siamo alla vigilia del giorno senza tramonto, il giorno in cui, finalmente, Dio ha trovato la via per ritornare completamente a noi, pur non avendoci mai abbandonato.

È il giorno della misericordia del Misericordioso che manda a noi un Salvatore potente. Non onnipotente secondo gli uomini, vale a dire che può tutto e può fare tutto ciò che vuole, ma potente secondo Dio perché grande nell’amore. Potente perché dona se stesso rifiutando ogni logica umana di contrasto e di lotta cruenta e violenta: è Lui infatti che ci salva e dirige i nostri passi sulla via della pace. Quella via della pace di cui Lui stesso è principe. Lui con questo bimbo, Salvatore potente, realizza le sue promesse fatte ad Abramo. Promesse di liberarci dalle mani dei nemici. E noi sappiamo che il nostro nemico per eccellenza è il male, è il rifiuto dell’amore, dell’amore di Dio incarnato nell’amore dei fratelli.

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Il Salvatore potente ci liberi dalle nostre confusioni interiori, ci salvi dal nostro buon senso insensato, ci salvi da tradizioni che tradiscono la Tradizione. Il Salvatore ci salva dalla nostra malvagità e violenza. Lui che cambia le lance in falci e le spade in aratri, cambia la nostra violenza in mitezza, la nostra rabbia in umiltà. Lo fa Lui, il Mite e Umile di cuore, togliendo quel cuore di pietra che alberga nel nostro sterno e nel nostro spirito, e donandoci un cuore di carne, un cuore simile al suo. Ci salva il nostro Salvatore, dall’odio che rischia di schiacciarci e di travolgerci. Da quell’odio a cui noi diamo molto ascolto e poco cerchiamo di educare.

La misericordia del Padre è questa: tenerezza che viene a noi nella nascita di un bambino che è come Sole che sorge dall’alto, sole che viene a riscaldare i nostri cuori freddi, sole che viene a illuminare i nostri passi così oscuri nelle nostre umane sicurezze e nei nostri passi incerti che noi vogliamo definire certi. Siamo talmente insicuri che anziché vivere l’insicurezza come motivo di cammino e di ricerca e di creatività, la facciamo diventare certezza: altro che casa fondata sulla roccia, più sabbia di così.

Ma il Misericordioso viene a salvarci donandoci un Bimbo, suo Figlio. Quel Bimbo che rinasce in mezzo a noi come Salvatore potente ogni volta che noi accogliamo una vita nuova. Ogni volta che un mezzo morto rinasce alla vita, Lui nasce come Salvatore potente in mezzo a noi. Ogni volta che qualcuno di noi ci lascia e rinasce a vita nuova, alla vita del cielo, Lui nasce in mezzo a noi. Ogni volta che un malato guarisce, ogni volta che uno che sembrava spacciato ritrova modo di vivere e di avere speranza di vita, ogni volta che noi combattiamo per la vita, ogni volta che una guerra termina e lascia spazio alla pace, ogni volta che la speranza rinasce in noi, ogni volta che un bambino non muore di fame, ogni volta…: Lui nasce in mezzo a noi come Salvatore potente, Salvatore che è sole che sorge dall’alto e ci riporta a vita nuova.

Questa è misericordia, questa è Luce che risplende sulle nostre tenebre di morte che coprono la nostra capacità di vedere. E l’ombra luminosa del suo manto ci avvolge e ci chiama a vita nuova. E il muto Zaccaria ritorna a parlare. È riempito di Spirito Santo per questo il suo tacere è profetico e la sua lingua, sciogliendosi, diventa profezia e canto di lode per il dono della vita che il Misericordioso rinnova per noi.

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