p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 22 Maggio 2025

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La relazione tra il Figlio e il Padre ci manifesta una dinamica relazionale che interroga lโ€™esistenza del discepolo.

Come il Padre ama il Figlio, cosรฌ il Figlio ama i discepoli. E come il Figlio ama i discepoli cosรฌ essi sono chiamati ad amare i fratelli. รˆ una cascata di luce discendente dallโ€™alto che avvolge tutto ciรฒ che incontra. รˆ cascata di luce che illumina e rende, tutto ciรฒ che incontra: luce.

Ed รจ una luce che promana dallโ€™amore del Padre, ed รจ una luce che raggiunge ogni uomo. Ciรฒ che esprime maggiormente questa luce, ciรฒ che diventa motivo di concretizzazione di questa luce, รจ la pace e la gioia.

Sembra un atteggiamento impossibile questo da vivere, ma non lo รจ.

La pace e la gioia vanno sdoganate dalla falsa idea che esse dipendano dal fatto che le cose vanno bene o vanno male, che il mondo cambi oppure no, che la Buona Novella arrivi a tutti e rivoluzioni il mondo intero.

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La pace e la gioia sono innanzitutto dono del Risorto e sono conseguenza dellโ€™amore del Figlio per ognuno di noi. La pace e la gioia sono una scelta di vita. Sono un modo di affrontare la vita che si libera da ogni gioco di potere per accentrare tutta la nostra attenzione intorno al dono del Risorto: la pace e la gioia, appunto.

La pace e la gioia non sono dunque conseguenza delle cose che vanno bene, ma la pace e la gioia รจ un modo di essere e di scegliere la vita. La vita puรฒ essere affrontata da arrabbiati o da pacifici, da arroganti o da umili, da tristi o da felici. รˆ grazie a questo dono e a questa scelta di vita che noi possiamo rimanere nella gioia e nellโ€™amore di Dio. Cosรฌ facendo avremo la possibilitร  di instaurare relazioni nuove, relazioni vere, relazioni cristiane, relazioni che diventano evangelizzanti ed evangelizzatrici.

Gesรน che rimane nellโ€™amore del Padre, ci invita a fare lo stesso con Lui: noi tralci che rimaniamo innestati nella vite per potere portare frutti di amore e di gioia. Se cosรฌ vivremo, se cosรฌ vorremo vivere, noi riceveremo continuamente quella linfa vitale che diventa fonte di amore, di gioia e di pace e saremo per i nostri fratelli fonti di amore, di gioia e di pace.

Questa realtร  non smentisce la realtร  quotidiana ma la informa e la riforma, la inonda di uno spirito nuovo, la rivoluziona. Ci fa passare da un atteggiamento da schiavi, gente che subisce ogni situazione, ad un atteggiamento da uomini liberi perchรฉ diventiamo noi protagonisti delle modalitร  di relazione con i fratelli e non rimaniamo dipendenti di asti e lotte che rischiano di annichilire ogni gioia e pace, ogni amore e ogni vita.

La vita del cristiano triste รจ fonte di un triste cristiano. Rimaniamo nellโ€™amore e nella gioia, se vogliamo essere cristiani veri.

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