p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 21 Febbraio 2022

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Signore, aiuta la mia incredulitร ! La mia incredulitร  รจ data dalla mia sorditร , prima ancora che dal mio esser muto, dal mio non essere capace di dire Dio.

Se siamo sordi, come era sordo lo spirito che albergava in quel fanciullo, come possiamo ascoltare la voce di Colui che ci salva, di Colui che ci invita alla liberazione e alla salvezza?

Di fronte alle problematiche della vita, la nostra reazione รจ quella di guardarci in giro in cerca di una soluzione. Meno troviamo una soluzione e piรน ci incaponiamo a ricercarla entrando, molte volte, in un vortice di pensamenti e ripensamenti che si avvolgono in volute sempre piรน involute non giungendo a nulla.

Siamo sordi, siamo stolti. Ricerchiamo una soluzione saggia in un luogo dove saggezza non cโ€™รจ. Non possiamo scacciare lo spirito muto di quel ragazzo, perchรฉ non ci accorgiamo che quello spirito รจ innanzitutto sordo, non ci puรฒ sentire, non ci puรฒ ascoltare. Non possiamo scacciare certi spiriti muti che albergano le nostre giornate fino a che non ci accorgiamo che questi spiriti sono innanzitutto sordi, non possono sentire. E cosa non possono sentire se non la voce di Dio?

Certe sorditร  si bucano con la preghiera e la preghiera รจ apertura, apertura del cuore, apertura dellโ€™orecchio. Posso ritrovare la saggezza, posso ritrovare la via per risolvere certe situazioni, posso farlo se mi metto in ascolto. Posso mettermi in ascolto se ammetto la sorditร  del mio essere muto. Il primo passo รจ proprio questo: mettermi in preghiera, mettermi, cioรจ, aperto davanti a Dio; mettermi con lโ€™orecchio otturato con la preghiera che Lui lo sturi. Allora si aprirร  anche il cuore e la via della saggezza ritroverร  la sua strada.

La non preghiera quotidiana puรฒ diventare la nostra disperazione a causa della nostra sorditร . La preghiera diventa luogo e motivo per gridare: โ€œcredo, aiutami nella mia incredulitร !โ€.

Nella sorditร  e nel mutismo, nella mancanza di fede e nel credere, nella preghiera che ci mette in ascolto di Dio, noi possiamo trovare la via per ammettere la nostra povertร  e per lasciarci aiutare. Allora il nostro cuore diventerร  ancora capace di ascoltare la disperazione di un padre a causa del proprio figlio. Allora ritorneremo capaci di non passare accanto ai tanti disperati del nostro mondo, passando oltre come il sacerdote e il levita. Allora il nostro cuore sarร  toccato dalla compassione per lโ€™uomo lasciato mezzo morto dai briganti della vita lungo la strada: troveremo tempo e passione per fermarci a prenderci cura di lui. Allora lo spirito muto e sordo sarร  luogo della nostra prossimitร  al fratello, non piรน luogo del nostro disinteresse e della nostra incapacitร .

Morirร  lo spirito muto e sordo perchรฉ il ragazzo possa risorgere. Agli occhi della gente sembrerร  morto, quel ragazzo sanato. Ma Gesรน lo prenderร  per mano e lo farร  alzare perchรฉ possa stare in piedi come starร  in piedi il Risorto. Sembrerร  morto, ma sarร  morto alla sorditร  e alla mancanza di saggezza del nostro mondo. Per questo non sarร  piรน morto ma sarร  risorto.

รˆ il mistero della rinascita che, come ci dice san Giacomo nella sua lettera, diventa dono di sapienza divina alla quale non saremo piรน sordi. Infatti saremo sordi โ€œse avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la veritร โ€. La sapienza che viene dallโ€™alto alla quale siamo chiamati ad aprire lโ€™orecchio รจ โ€œpura, poi pacifica, mite e arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sinceraโ€ (Giacomo 3, 17).

A questa sapienza vogliamo aprire lโ€™orecchio chiedendo nella preghiera al Signore che Lui ce lo buchi, per morire alla stoltezza del mondo e rinascere alla sapienza divina.


AUTORE: p. Giovanni Nicoli FONTE SITO WEB CANALE YOUTUBE FACEBOOKINSTAGRAM