Mi stupisce sempre positivamente quando vedo qualcuno che sa vedere oltre. Vedere oltre e capire e muoversi a compassione. Come si fa a non vedere il dramma di un anziano che si spegne poco alla volta. Come si fa a non vedere e sentire tutto il dramma di quanto sta avvenendo. Allo stesso tempo come si fa a non vedere la ricchezza e la bellezza dello stargli vicino.
In queste situazioni noi evidenziamo soprattutto la fatica mettendo in luce la difficoltร di fargli capire che รจ ora di chiudere qualche rivolo di vita perchรฉ non รจ possibile tenerli tutti aperti.
Normalmente in queste situazioni noi vediamo la fatica e la difficoltร . In queste situazioni noi vediamo la nostra incapacitร e accolliamo allโanziano la testardaggine, che altro non รจ se non attaccamento alla vita, di volere rimanere legato alla vita.
Piรน ci avviciniamo a un anziano che sta vivendo questa realtร e piรน possiamo scorgere la bellezza e la ricchezza di questo suo vivere. Il rimanergli accanto con passione e con la comprensione di quanto sta avvenendo, il rimanergli accanto vedendolo, come Gesรน vede Gerusalemme, รจ una delle esperienze piรน belle che noi possiamo sperimentare.
ร importante saperci educare a vedere e a vedere oltre. Cosa si puรฒ vedere guardando una cittร dallโalto? Caos, movimento, smog, vita?
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Gesรน vede la meta del suo camminare e la fine del suo camminare che diventerร poi la fine di quella cittร della pace che non accoglie Lui, dono di pace.
E noi cosa vediamo? Un fisico che si disgrega? Una mente che non รจ piรน lucida come una volta? Una volontร che vacilla? Una persona menomata e dimezzata? Possibile che non riusciamo a vedere la bellezza di una vita che, concludendosi, si apre alla vita di Dio definitivamente?
Piangiamo, sรฌ piangiamo per questa vita che ci lascia. Piangiamo di gioia per la ricchezza che vediamo in lei. Piangiamo per il distacco e per la fine. Ma piangiamo anche con passione e solidarietร . Piangiamo non per noi ma per lei. Piangiamo non perchรฉ siamo diventati talmente poveri da non sapere piรน valorizzare la vita in noi, anche e soprattutto quella povera e quella che ci sfugge di mano, ma perchรฉ stiamo vivendo un essere accanto bello, ricco, doloroso ma profondamente umano e quindi altamente divino.
E quando cogliamo questo รจ bello saperci fermare. ร bello rallentare il nostro ritmo per dare tempo, dare tempo alla vita nella pace e nella lentezza dellโanzianitร e della malattia.
Piangiamo su di noi che non sappiamo riconoscere la presenza del Signore della pace nella nostra esistenza. E piangiamo, piangiamo con i nostri anziani, piangiamo con i nostri cari che si avvicinano alla morte. Stiamo vicini alla loro morte per stare accanto alla nostra morte.
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I nemici del tempo stringeranno il nostro corpo fino a non lasciare pietra su pietra, distruggeranno noi e i nostri figli, ma questa non รจ la fine. In tutto questo cโรจ un pianto di speranza che sgorga dal cuore appassionato nostro e del nostro Signore Gesรน. ร un canto di speranza che dice vicinanza, รจ un canto di speranza che dice vita. ร un canto di speranza che ci parla di lacrime, di consolazione e di lacrime appassionate alla vita.
Non temeremo piรน la morte e la vita, ma sia la morte come la malattia saranno luoghi di vita che gridano dentro di noi e fuori di noi tutta la loro carica di risurrezione e la loro carica di umanitร .
La grandezza di una persona malata, la bellezza di un volto di anziano, la meraviglia di coloro che ci stanno precedendo sulla via del sonno della pace รจ un kairos, un tempo favorevole, dove siamo chiamati a stare nel cuore di Dio per gustare e vedere la grandezza della vita che sprigiona fede con una fiducia rinnovata da una situazione drammatica, pur mortale.
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