p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 18 Settembre 2021

904

Fondamentale รจ scorgere che anche questa mattina il Signore esce a seminare e a seminare con abbondanza. Il campo in cui esce a seminare siamo noi, รจ il mondo.

In noi, come nel mondo, vi sono terreni buoni e terreni meno buoni. Vi sono parti dove ritroviamo spine, vi sono parti dove il terreno รจ un cuore integro e buono, vi sono parti dove il terreno รจ refrattario e parti dove il terreno รจ roba da entusiasmo che dura lโ€™arco di una giornata, quando va bene.

- Pubblicitร  -

Noi siamo questo terreno, meglio noi siamo questi terreni. Non siamo mai un terreno unico. Quello di catalogare noi identificandoci in un terreno unico e quello di catalogare gli altri in un terreno unico, รจ una tentazione farisaica finalizzata a mistificare la realtร . รˆ atteggiamento che prima o poi cade nel giudizio sugli altri che sono sempre terreno non buono per giustificare il nostro essere terreno buono, almeno in apparenza.

Noi siamo terreno buono e terreno meno buono. Compiere questo passo significa metterci nella condizione di non considerarci nรฉ a posto e neppure senza speranza: il dire โ€œsono fatto cosรฌโ€ รจ una brutta abitudine a scusare quello che siamo e a non sentirci in cammino.

Scorgere le bontร  che sono in noi e con esse le criticitร , รจ atteggiamento sano per potere comprendere ciรฒ che possiamo: fare e decidere ciรฒ che possiamo fare, sentendoci comunque in cammino.

Oltre a riconoscere questo dato, รจ importante riconoscere il fatto che anche oggi il Signore esce a seminare e a seminare con abbondanza. Vederlo, riconoscerlo, accoglierlo significa preparare anche oggi il nostro cuore ad essere buono e integro. รˆ vero che il passato ha un suo peso nella nostra esperienza, ma รจ altrettanto vero che ogni giorno il sole sorge e ogni giorno la vita rinasce.

Essere fiduciosi che questo avvenga รจ un dono di speranza che lancia il nostro sguardo su un futuro che รจ tutto da vivere, cominciando da ora. Non ci puรฒ essere futuro scuro se riconosciamo il Signore che esce a seminare e ci mettiamo nella disposizione di potere accogliere anche oggi i semi della sua Parola. Sappiamo che parte di questi semi cadranno su un terreno buono, come parte degli stessi cadranno su un terreno non buono. Siamo realisti e allo stesso tempo gente di fede che accoglie la vita cosรฌ come รจ, ma con uno sguardo che ci spinge ad andare oltre.

Essere missionari significa proprio questo: camminare sulla via della vita, accogliere il dono che ogni giorno il Signore ci fa, portare frutto perchรฉ i nostri fratelli possano rallegrarsi dei doni che il Signore ha seminato in noi.

Noi siamo il campo di Dio. Non serve a nulla catalogarci. Serve invece il coraggio rinnovato di esporci alla semina di Figlio, al vento dello Spirito, alla rugiada del Padre. Il nostro cuore buono e ben disposto porterร  frutto se aperto a questo incontro con Dio. Ne conseguirร  una apertura nuova verso i fratelli, terreno buono della semina di Dio e terreno buono per una condivisione di tale semina che non รจ piรน cosa personale, ma sarร  cosa comunitaria e vitale.

Evidenziamo oggi gli ostacoli che noi personalmente e come comunitร  frapponiamo allโ€™ascolto della Parola โ€“ non ho tempo, non posso ascoltarla sempre, non posso farla mia, sono preso da tante cose, spero che quando andrรฒ in pensione forse riuscirรฒ a fare โ€ฆ โ€“ cercando di porre delle azioni buone perchรฉ il nostro terreno possa divenire buono, accogliente e perseverante nella sua essenza.


AUTORE: p. Giovanni Nicoli FONTE SITO WEB CANALE YOUTUBE FACEBOOKINSTAGRAM