Mi pare che ciรฒ che questo vangelo ci dice รจ qualcosa di veramente ricco e vitale. Gesรน sta salendo verso Gerusalemme e in questo cammino evidenzia il fatto che Lui sarร condannato a morte. Avviene questo non perchรฉ รจ un criminale. Lui sarร consegnato ai pagani, per questo sarร deriso, sputacchiato e flagellato prima di essere semplicemente ucciso. Guardando Lui possiamo cogliere come il clima che abita coloro che lo seguono, sia un clima di paura e di sgomento.
In questa realtร che preannuncia la morte di Gesรน, incontriamo i due fratelli, Giacomo e Giovanni, che gli si avvicinano. Che bello, potremmo pensare, questo segno di vicinanza, invece loro si avvicinano con una pretesa: quella di godere i posti di onore nella sua gloria. Non ascoltano le parole di Gesรน, sono preoccupati di ben altro, come noi allโinterno della chiesa, della comunitร , della realtร sociale.
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Tra Gesรน e chi lo segue si รจ scavato un abisso come se i due, o meglio i dodici, vivessero una sorta di impermeabilitร alle parole di Gesรน: sembra essere cosa impossibile accogliere quanto Gesรน dice. Giacomo e Giovanni interpretano la gloria di cui Gesรน ha parlato come glorificazione della loro persona. Per loro la morte non รจ un preludio alla resurrezione.
La loro domanda, che tu faccia ciรฒ che ti chiederemo, esprime bene la distorsione della preghiera cristiana. Non piรน una via per fare la volontร del Padre, ma una via per chiedere che Dio faccia ciรฒ che noi chiediamo. La preghiera non รจ un dialogo fra due libertร , quanto invece una imposizione umana ad un Dio che non รจ piรน il Signore, ma colui che deve soddisfare i nostri bisogni. Non รจ piรน il Signore quanto invece un idolo.
La richiesta dei figli di Zebedeo รจ chiara, come chiara รจ la loro incomprensione delle parole di Gesรน. Gesรน ha parlato del suo futuro di sofferenza e morte: non hanno capito. Come non hanno capito che vivere la comunitร non รจ cosa finalizzata alla propria riuscita. Siamo chiamati a passare dal loro โper meโ, โallโ io per loroโ!
In fondo questo รจ un passaggio, non dato per scontato anche se spesso da noi coperto e scelto, dallo stadio infantile e autocentrato in cui gli altri sono visti solamente in riferimento a sรฉ, allo stadio adulto in cui la comunitร e gli altri sono fratelli e sorelle al cui servizio porsi con libertร . Sono, siamo, nella fase immatura di chi si serve della comunitร della famiglia, del gruppo, invece di servire.
Per questo Gesรน risponde ai due fratelli โvoi non sapete quello che chiedeteโ. Vivere lโeucaristia corregge quello che noi pensiamo di Gesรน. Gesรน ci prospetta di partecipare al destino di sofferenza che sarร anche il suo e che loro, e noi con loro, hanno appena rigettato.
Gesรน, con le sue parole non si ferma su Giacomo e Giovanni. Lโinnesto in Gesรน a cui siamo chiamati non รจ una questione di potere, ma di servizio come logica di vita. Lโeucaristia, la messa, va proprio in questa direzione: รจ chiamata a lasciarci plasmare come servi del Signore, ben piรน e ben prima dellโessere persone che fanno dei servizi!
Il vangelo ci mostra come lโiniziativa dei due fratelli abbia suscitato un conflitto allโinterno della comunitร : gli altri dieci, dice il vangelo, si sdegnarono con loro. Concorrenzialitร , gelosie e rivalitร sono cose presenti nel gruppo dei Dodici, tanto che Gesรน li convoca e li istruisce sulla logica che deve abitare le nostre famiglie, le nostre comunitร . La logica รจ lโesatto opposto della logica dei poteri di questo mondo.
La pretesa di due posti da parte dei due discepoli e la reazione degli altri dieci che si sentono feriti dalle pretese dei due, rivela una situazione mondana inaccettabile in una comunitร /famiglia cristiana.
Risuona a questo punto la parola di Gesรน: โtra voi non รจ cosรฌโ! questa parola pone un criterio discriminante tra comunitร e non-comunitร , tra chiesa e non-chiesa. La qualitร allโinterno di una famiglia o di un gruppo la si valuta a partire dalla qualitร delle relazioni.
Ci dice Carlo Maria Martini: โLa chiesa si sente spinta non solo a formare i suoi figli, ma a lasciarsi formare essa stessa vivendo al suo interno secondo modelli di relazioni fondate sul vangelo, secondo quelle modalitร che sono capaci di esprimere una comunitร alternativa. Cioรจ una comunitร che, in una societร connotata da relazioni fragili, conflittuali e di tipo consumistico, esprima la possibilitร di relazioni gratuite, forti e durature, cementate dalla mutua accettazione e dal perdono reciprocoโ.
AUTORE: p. Giovanni Nicoli
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