p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 17 Giugno 2022

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Da qui non si scappa! Qui dobbiamo giocare la nostra libertร  in un senso o nellโ€™altro.ย  O ci giochiamo nella relazione o ci giochiamo nel possesso.

Se ci giochiamo nella relazione il fratello e Dio sono centrali in ogni scelta. Se ci giochiamo nelle cose, centrale diventa il possesso. Se ci giochiamo nella relazione tutto sarร  vissuto con questa attenzione. Se ci giochiamo nel possesso tutto sarร  letto alla luce del possesso.

Se centrale รจ il possesso delle cose, tale atteggiamento pervaderร  anche la nostra โ€œrelazioneโ€ con le persone. E sarร  non piรน relazione ma possesso delle stesse. Quando non ci sarร  possesso ci sarร  delusione, crisi, spaccatura fino a pensare, o a fare, di uccidere lโ€™altro perchรฉ non รจ piรน mio, perchรฉ si rifiuta di essere ancora mio/a.

O il nostro tesoro รจ Dio e noi ci riconosciamo figli e dunque le cose e le persone e gli animali non sono feticci da adorare ma doni del suo amore da condividere, oppure tutto diventa feticcio. Le nostre relazioni con le persone, con le cose, con gli animali perdono la loro reale dimensione e diventano luogo per un morboso attaccamento dove il mondo non esiste, esiste solo ciรฒ che entra nello schemino del mio cervello e solo ciรฒ che serve a confermare lo schemino che il mio cervello applica alla realtร .

Lโ€™appartenenza a qualcuno รจ cosa bella. Ma lโ€™appartenenza io la posso vivere o come possesso o come relazione.ย  Se รจ come possesso le cose, Mammona, lโ€™altro, diventano il mio idolo a cui io immolo la mia libertร , ne diventiamo schiavi; se รจ come relazione noi ci riconosciamo figli di Dio e fratelli fra di noi. La paternitร  di Dio e la fraternitร  con lโ€™altro diventano la luce del mio occhio, la luce a partire dalla quale io leggo e decido come essere e come fare, piรน che cosa essere e cosa fare.

La paternitร  di Dio รจ spinta a vivere il rapporto con le cose come libertร  dallโ€™accumulo quando le cose ci sono e libertร  dallโ€™ansia quando le cose non ci sono. Da qui scaturisce una libertร  di rapporto dove le persone diventano motivo di accoglienza e di amore fraterno.

Avere un cuore da figli ci rende liberi dalle opere. Dalle opere religiose prima โ€“ preghiera, digiuno e elemosina โ€“ e dalle cose e dalle persone poi.

Noi continuiamo a trasferire nei nostri rapporti, anche familiari, la nostra smania di possesso che viviamo nel campo economico e nel campo politico-sociale. Dovremmo mettere al centro di tutto la nostra relazione bella con le persone con cui informare anche il nostro rapporto con le cose e con gli affari. Noi invece continuiamo a fare il rovescio, rovinandoci il fegato negli affari e il cuore negli affetti.

Vivere da figli non รจ orientato a diventare esportatori di capitali allโ€™estero perchรฉ accumuliamo tesori nel cielo. Vivere da figli significa vivere da persone libere, e non schiave, perchรฉ il nostro cuore si arricchisca di vita, vita di oggi che รจ giร  vita eterna, vita in Dio oggi che รจ giร  vita in Dio per sempre.

Siamo chiamati ad orientare la nostra esistenza o al possesso o alla relazione disfandoci, noi comunitร  cristiana per prima, di tutto per essere liberi. Disfarci con gioia perchรจ tutto diventi dono ricevuto dal Padre e condiviso coi fratelli: questa รจ la vera eucaristia, questa รจ la nostra messa quotidiana.

AUTORE: p. Giovanni Nicoli FONTE SITO WEB CANALE YOUTUBE FACEBOOKINSTAGRAM