Due cortei. Due cortei che si incontrano, meglio sarebbe dire che si scontrano. Un corteo festoso che accompagna lโentrata di Gesรน nella cittร di Nain. Un corteo di lutto che accompagna una vedova a seppellire il proprio figlio, unico figlio, appena morto.
Due cortei inconciliabili. Sembrano due notizie dei nostri telegiornali: si susseguono, quasi accavallandosi, senza alcun senso in quello che dicono. Due realtร che sembrano inconciliabili e che lasciano dentro di noi una sorta di schizofrenia dove non riusciamo a manifestare un sentimento sano nรฉ da una parte nรฉ dallโaltra. Troppo distanti le due notizie, troppo vicini i tempi di successione. E i due cortei rischiano lo scontro. Da una parte si teme che la festa venga rovinata dal lutto. Dallโaltra si manifesta astio e risentimento per la mancanza di rispetto nei confronti di un lutto tanto grande.
ร vero, colei che รจ al centro del corteo รจ solo una donna, ed รจ una donna circondata dalla morte. ร morto il marito, รจ vedova, ed ora รจ morto anche lโunico figlio che aveva. Una donna accompagnata da un alone di morte, una donna che porta sfortuna, una donna da tenere a debita distanza, una donna che ormai non ha piรน alcun senso di esistere. Non ha pensione, non ha un marito che possa mantenerla, non ha un figlio che la possa difendere e dare senso al suo futuro. In altri termini una donna finita.
Gesรน in questa situazione di inconciliabilitร , in questa realtร di opposizione, in questo evento dove le due realtร sono estranee fra di loro, anche perchรฉ non si conoscono, entra in campo e crea relazione. Entra in relazione in un luogo che รจ al limite della conciliabilitร e della rottura: alle porte della cittร . ร il posto dove si entra e si esce; dove chi รจ fuori non รจ detto che abbia diritto di entrare dentro; dove chi รจ in campagna non รจ in cittร e viceversa. ร il luogo della chiusura o della apertura, perchรฉ a questo servono le porte ad esprimere lโapertura o la chiusura dei nostri cuori. Le porte possono essere luogo di ospitalitร oppure luogo di estraneitร . La porta รจ il luogo dove si blocca chi รจ indesiderato oppure รจ il luogo dellโincontro e del benvenuto. ร il luogo dove Gesรน crea uno spazio di incontro tra i vivi e i morti, fra un corteo festante e un corteo in lutto.
Sono due cortei, due cammini opposti, destinati solo ad incrociarsi lasciandosi spazio reciprocamente, ma condotti da Gesรน ad incontrarsi. Gesรน decide lโincontro fra i due, vale a dire che decide di non passare oltre, di non cedere alla tentazione dellโindifferenza. In altre parole decide di compromettersi e di creare uno spazio di comunicazione e di incontro. In quel momento, nel momento in cui Gesรน decide lโincontro, giร lรฌ inizia la vittoria della morte sulla vita.
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Per dare vita Gesรน deve entrare in relazione e per creare relazione deve lui stesso entrare in relazione. Tutto coopera a questo. I suoi sentimenti, i suoi sensi โ vede e tocca- la sua intelligenza e la sua volontร , il suo corpo e il suo cuore, tutto diventa compassione, storia, incontro, dono di vita che diventa vita e luogo di vita.
Tutta la persona di Gesรน converge nel creare senso nellโassurdo della morte dellโunico figlio di una vedova. E vediamo lo sguardo di Gesรน che vede il dolore di una donna, che non รจ ubriacato dalla folla che lo circonda e lo accompagna. Vede il peso insopportabile che avvolge questa donna e la uccide, lei donna della morte, moglie di un marito morto e madre di un figlio morto.
E lo sguardo, la compassione che รจ mossa e muove tutta la persona di Gesรน, diventa parola rivolta coraggiosamente alla donna: vedendola Gesรน le dice โNon piangere!โ. Il non piangere di Gesรน non รจ la falsitร con cui noi trattiamo i nostri lutti: dai su non piangere, vedrai che si aggiusterร tutto, tornandocene subito dopo ai nostri affari.
Il non piangere di Gesรน non รจ una chiacchiera, รจ una parola di incontro accompagnata da un gesto. Gesรน tocca il feretro e parla al morto. Ma ciรฒ che รจ peggio, per i nostri occhi disincantati e ai nostri occhi inariditi, รจ il fatto che Gesรน parla al morto: โRagazzo, dico a te, alzatiโ!
Gesรน sa toccare e raggiungere il tragico dellโesistenza, perchรฉ si lascia coinvolgere dalla tragicitร dellโesistenza. Cosa che noi siamo ben attenti ad evitare che capiti. Al massimo una visitina veloce, ma nulla piรน. Che non ci capiti che lโesistenza ci chieda qualche cosa.
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La parola di Gesรน รจ una parola sentita e partecipata, รจ una parola corporea, una parola che tocca, una parola autorevole, una parola che dice e che dร , una parola che dice il Dio che ama la vita. Non รจ una parola balbettante come รจ spesso la nostra di fronte ai problemi e alle tragedie del mondo. Preferiamo dire che non รจ compito nostro, che sono altri che debbono risolvere il problema. Abbiamo paura di essere contagiati dal dolore e per questo diventiamo portatori di morte. Al massimo siamo disponibili a portare la cassa del morto al cimitero.
Gesรน no! Gesรน crea lโincontro tra la morte e la vita perchรฉ la vita possa trionfare. Gesรน manifesta tutta la sua compassionevole solidarietร , lasciando da parte ogni convenienza sociale. Gesรน fa incontrare i due cortei e crea un ponte fra il lutto e la vita, crea solidarietร . Da lรฌ nasce la chiesa, da lรฌ nasce la comunitร cristiana. Lรฌ noi diveniamo ponte fra vita e morte, fra lutto e gioia, fra chi entra e chi esce, lasciandoci coinvolgere.
Lโunitร nasce e si esprime nel grido di tutti, nel grido della folla che ormai รจ una sola. Non sono piรน due cortei che si sfiorano, sono una comunitร sola che gioisce perchรฉ la vita รจ tornata fra loro.
Infatti: Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: โUn grande profeta รจ sorto tra noiโ, e: โDio ha visitato il suo popoloโ.
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