p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 16 Maggio 2019 – Gv 13, 16-20

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La salvezza, il nostro essere cristiani, non รจ data da quello che noi facciamo per Lui, ma da quanto Lui fa per noi: รจ determinata dal suo amore per noi. Quella salvezza e quellโ€™amore di cui Dio per primo non ne puรฒ fare a meno. Se Dio negasse il suo amore per lโ€™uomo, Lui che รจ amore sarebbe inutile, sarebbe un Dio morto, semplicemente non sarebbe. Dio ha bisogno dellโ€™uomo, ha bisogno di salvarlo, รจ suo desiderio avvolgente poterlo amare. Lโ€™uomo non รจ un accidente per Dio, รจ la sua stessa sostanza, รจ la sua essenza.

Siamo nellโ€™ultima cena e gli apostoli litigano su chi รจ il piรน grande. Gesรน ci ricorda che lo schiavo non รจ piรน del suo padrone, come lโ€™apostolo non รจ piรน grande di chi lo ha inviato. Ne consegue che se vogliamo essere grandi dobbiamo lavare i piedi non prima ai nostri, ma ai fratelli! Se noi cediamo alla tentazione di volere essere come i grandi del mondo, diventiamo semplicemente ridicoli. Facciamo tenerezza? Non lo so. So che il nostro bisogno di essere grandi, di avere un posto nella chiesa, di avere il monsignorato, di essere riconosciuti per quanto facciamo, รจ solo una schiavitรน che ci trasciniamo nella nostra vita, come disumanizzazione della nostra stessa vita e, di conseguenza, come uccisione della nostra fede. Non siamo noi a salvarci, รจ Gesรน che ci lava i piedi che ci salva. Le nostre ricerche di grandezza sono ricerche che uccidono la vita, che ci rendono figli del male.

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Essere grandi รจ, come Gesรน, lavare i piedi nellโ€™eucaristia e celebrare lโ€™eucaristia lavando i piedi. Il piรน grande รจ colui che sa servire, il piรน grande รจ lโ€™umile. Gesรน dando la sua vita per noi ha cambiato i nostri criteri di grandezza e di salvezza.

Chi non sa essere grande nel servire รจ uno scompensato da considerare con molta tenerezza, ma non certo da seguire e imitare, non certo da avere come competitore sul piano della vita.

La ricerca di prestigio, anche nella chiesa, รจ cosa ridicola da prendere in giro, non certo da prendere sul serio.

รˆ cosa ridicola eppure molto umana con un risvolto disumanizzante non da poco. Quanti litigi per il nostro prestigio. E quando perdiamo prestigio e gradimento, mandiamo porta aerei nel Golfo Persico perchรฉ una guerra รจ sempre cosa buona per riportare il gradimento in alto, soprattutto quando una guerra รจ fatta da un gigante contro un piccoletto.

Pensiamo a tutte le liti che mettiamo in campo a causa del nostro prestigio. Nascono dal bisogno di stima, di stima che gli altri debbono avere per me. Se non hanno stima di me, sono un uomo morto!!!

Ma a ben vedere, che me ne faccio della stima degli altri? Come se la grandezza fosse data dal fatto che tutti mi votano e non dal mio servire il bene comune dellโ€™umanitร . Il bisogno morboso della stima degli altri non ci lascia liberi di ricercare il vero bene e ci porta a divenire schiavi dei favori e delle raccomandazioni e delle azioni perverse che dobbiamo mettere in campo per non perdere voti e benevolenza altrui.

Gesรน vive altro e ci dice, coi fatti oltre che con la Parola, che la grandezza sta nel fatto che so lavare i piedi, come Lui! Questo nostro Dio che nessuno voterebbe, neppure gli apostoli, รจ questo. Noi non vogliamo questo Dio, ma Dio รจ questo: Padre che lava i piedi ai propri figli, dal primo allโ€™ultimo, non facendo distinzione. Lava i piedi a Pietro, li lava a Giuda, li lava a tutti, perchรฉ in questo gesto sta il segreto dellโ€™eucaristia che รจ salvezza per ogni uomo. Lavare i piedi diventa messa come messa diventa lavare i piedi.

Lโ€™invito รจ semplice: entrare in questo mistero che non รจ oscuro, รจ luminoso. Mistero che non capiamo ma che possiamo capire. Mistero non perchรฉ non fa vedere le cose ma perchรฉ ci invita a guardare oltre al nostro naso.

La vera grandezza รจ commisurata a quella cosa che chiamiamo amore. La vera grandezza! Come il vero amore รจ capacitร  di farsi piccoli. Il vero amore รจ quando ci abbassiamo allโ€™altezza dei piccoli, dei nostri bimbi. Vera grandezza รจ quando facciamo gli asini per divertirli. Vera grandezza รจ quando giochiamo con loro perchรฉ il gioco รจ il modo di relazionarsi col mondo da parte dei bambini. E noi? E noi se non ritorneremo come bambini non entreremo nel Regno dei cieli. Oggi, non domani. I bambini si accorgono subito se li amiamo, se accettiamo di buon grado di stare con loro e di giocare con loro, se non lo facciamo per obbligo.

Sapendo queste cose, noi saremo beati se le faremo. Nel fare queste cose cโ€™รจ beatitudine semplicemente perchรฉ questa รจ vita, vita vera.

Qui si gioca la vita vera, la vita del regno, la vera grandezza a cui siamo chiamati!

Commento a cura di p. Giovanni Nicoli.

Fonte – Scuola Apostolica Sacro Cuore

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Chi accoglie colui che manderรฒ, accoglie me.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13, 16-20

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesรน] disse loro: ยซIn veritร , in veritร  io vi dico: un servo non รจ piรน grande del suo padrone, nรฉ un inviato รจ piรน grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perchรฉ, quando sarร  avvenuto, crediate che Io sono. In veritร , in veritร  io vi dico: chi accoglie colui che io manderรฒ, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandatoยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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