p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 12 dicembre 2025

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Lโ€™atteggiamento che spesso mettiamo in campo quando ci avviciniamo ad una realtร  piรน o meno nuova, รจ un atteggiamento di presa di distanza. Il nostro senso critico va alle stelle e vogliamo subito cogliere il negativo o il difetto che alberga nellโ€™altro. Noi religiosi poi, condiamo tutto questo con un bel sugo che si chiama fariseismo. Attraverso questo sugo andiamo a giudicare se quanto sta avvenendo รจ secondo le regole oppure no.

Il mondo danza ed รจ un godereccio come Gesรน; il mondo รจ triste ed รจ un mondo negativo e senza speranza come il Battista.

โ€œMa la sapienza รจ stata riconosciuta giusta per le opere che essa compieโ€: cosรฌ termina il vangelo di questโ€™oggi. Noi sappiamo che la sapienza รจ Gesรน, lโ€™unico che ha realizzato fino in fondo lโ€™essere umano. Siamo dunque chiamati a riscoprire quale รจ stato lโ€™atteggiamento di Gesรน nei confronti della vita. Non รจ stato di giudizio se non nei confronti di coloro che presumevano di essere giusti e giudicavano gli altri. Giusti giudicati ciechi da Gesรน stesso, con la pretesa di guidare altri ciechi.

Gesรน sapienza opera con giustizia incarnandosi non solo nel Natale ma anche in ogni giorno della sua esistenza. Gesรน si avvicina allโ€™uomo cosรฌ come egli รจ. Danza se รจ allegro e piange se รจ nel pianto: non fa la predica nรฉ allโ€™uno nรฉ allโ€™altro.

Credo che questa sia la vera sapienza, credo che questo sia il vero e unico atteggiamento di fede che non vive per ricercare ciรฒ che nella vita dellโ€™altro non va, come sembra essere lo scopo di tanti preti e di tanti cristiani, ma vive per ricercare il bene dellโ€™altro.

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Il bene dellโ€™altro lo possiamo cogliere solo accogliendo lโ€™altro cosรฌ come รจ, cercando di trovare il punto di incontro fra noi e lui, fra la parola e la sua vita. Da lรฌ e solo da lรฌ si parte e si puรฒ partire, tutto il resto รจ falsitร , non รจ veritร  totale nรฉ tantomeno caritร . Cogliere la situazione dellโ€™altro รจ utile solo se viviamo un servizio alla sua vita perchรฉ lui possa crescere.

Sapienza dunque significa non giustificare, come tanti pensano si faccia quando non si giudica, ma significa attendere perdendo ogni aspettativa. Le aspettative creano una relazione negativa perchรฉ aperta solo alla critica e al giudizio quando senzโ€™altro lโ€™altro non risponde appunto alle nostre aspettative.

La capacitร  di attesa provoca una relazione educativa dove si sa dove siamo, si sa dove stiamo andando ma si attende il tempo della maturazione. รˆ da pazzi pensare che un albero possa dare frutti a dicembre o a gennaio. รˆ una cosa non vera che noi continuamente rischiamo di mettere in atto nei confronti dei nostri fratelli che giudichiamo inadeguati alla nostra religione.

Essere sapienti come Gesรน significa sapere attendere con saggezza e perseveranza, senza alcuna fretta nรฉ giustificazione, senza pretese nรฉ attese, ma fiduciosi che la primavera prima o poi verrร  e che il germe di bene che รจ in ognuno di noi germoglierร .

Quando? Solo Dio lo sa. A noi danzare la vita, danzare la morte, gioire e fare lutto, ma sempre in veritร , cioรจ in Lui amore infinito.

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