Ciรฒ che importa รจ seguire e la strada per seguire รจ lasciare, vale a dire abbandonare la sapienza umana per accogliere la sapienza della croce.
Nudo uscii dal seno materno e nudo vi ritornerรฒ, dice Giobbe (Gb 1,20): questa รจ la veritร della sequela a cui siamo chiamati, questa รจ la veritร per ogni uomo, veritร che si compirร presto o tardi per tutti.
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La perdita della nostra identitร , la perdita della nostra fede, non รจ data dai musulmani o dagli extra comunitari, รจ data invece dalla rapina su cui basiamo la nostra esistenza.
Da principio tutto รจ dono. Possedere e accumulare รจ distruggere la radice stessa della creazione. La violenza per appropriarsi delle cose, infatti, distrugge la fraternitร prima e i beni di cui viviamo poi. La cacciata dallโEden come lโesilio dalla terra promessa, dallโessere discepoli, รจ conseguenza della rapina di ciรฒ che รจ donato.
ร un dato di fatto che le ricchezze tendono ad accumularsi nelle mani di pochi che sono ben poco disinteressati. Lo svantaggio nei confronti di tutti รจ sotto i nostri occhi. Lโanno santo รจ nato per ristabilire la condivisione dei beni: ciรฒ che non era tuo deve ritornare al fratello, soprattutto la proprietร della terra (Lev 25, 18).
Se non abbiamo questa sapienza nel cuore, come non lโabbiamo, la terra diventa luogo inabitabile, un deserto dove regna lโingiustizia e la violenza dei potenti.
Ciascuno porterร con sรฉ โ ricordati che deve morire โ il tesoro vero: le ricchezze condivise. Quelle accumulate e possedute rimarranno qui e diverranno motivo di litigio da parte di coloro che le erediteranno. Ma con noi stessi porteremo solo il condiviso.ย Tutto il resto sarร bruciato come paglia dal fuoco.
Ciรฒ che il vangelo ci offre รจ la perfezione di libertร . Vivere tutto come dono ricevuto e donato, รจ perfezione dellโuomo maturo e completo. Infatti il possesso danneggia se stessi, perchรฉ non ci permette di aprirci alla vita, e i fratelli perchรฉ li obblighiamo a chiuderci a riccio sulla vita se vogliono salvare qualcosa.ย Il possesso ci chiude allโamore e dunque alla maturitร della propria esistenza.
La chiamata alla povertร come vita condivisa e donata, รจ chiamata a cui tutti siamo chiamati. ร infatti un segno profetico che noi siamo chiamati a donare a tutti. Tutti lo seguiranno? Non importa, ciรฒ che importa รจ che noi, pochi o tanti non importa, siamo sale della terra e lievito nella pasta perchรฉ tutto acquisti sapore e perchรฉ la pasta possa lievitare.
Non tutti capiscono questo? Lo sappiamo! Ma questo non รจ motivo sufficiente perchรฉ noi non lo viviamo. Viverlo diventa luce per il mondo di tenebre nel quale troppo spesso viviamo: questo รจ piรน che motivante ed รจ piรน che sufficiente.
AUTORE: p. Giovanni Nicoliย
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