Grazie Tommaso per quella tua bella domanda che non dร nulla per scontato. Grazie Tommaso, nostro gemello, che non dai nulla per scontato. Tu evidenzi il problema, tu esprimi la domanda che alberga nel tuo cuore, aprendoti, in tal modo, al mistero. Non vuoi elucubrazioni mentali. Non vuoi eliminare il mistero. Semplicemente lo evidenzi attraverso la via vera che conduce alla veritร e apri le porte ad accoglierlo.
Non ti accontenti delle pseudo testimonianze degli altri apostoli, vuoi mettere il dito nelle piaghe e la mano nel costato aperto, semplicemente perchรฉ evidenzi una veritร dove la risurrezione non รจ negazione della nostra quotidianitร e della nostra umanitร : รจ vita nella quotidianitร e nella nostra umanitร .
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Grazie Tommaso per la tua domanda che fa emergere il dubbio aprendo la via al mistero, quella via vera che diventa vita semplicemente perchรฉ รจ Gesรน.
Se la santitร , come ci dice Papa Francesco, รจ la nostra felicitร ricercata e perseguita, il mistero non รจ nulla di magico ma รจ espressione di quella profonditร che รจ pudore bello e vitale dellโintero creato, oltre che di noi stessi. Troppo a lungo abbiamo pensato di risolvere i nostri problemi di fede con dei bei ragionamenti e con una teologia sempre piรน affinata. Abbiamo vissuto la teologia, e chi la studiava, come una via per vivere quel senso di superioritร di cui abbiamo tanto bisogno. Ci siamo dimenticati di viverla come una via per potere accogliere Dio e rispondere al suo amore. Ci siamo dimenticati del fatto che una teologia o รจ vita santa o non รจ, รจ semplice razionalismo e gnosticismo. Ci meraviglia che la gente si allontani da tutto ciรฒ? Meno male, il senso della fede della gente รจ cosa viva e divina. Non possiamo accontentarci di dire che la gente fa cosรฌ perchรฉ รจ ignorante. Credo fermamente che i veri ignoranti siamo noi teologi che ci dimentichiamo di essere mistero e pensiamo di risolvere ogni mistero facendolo rientrare in sterili ragionamenti anche biblici.
San Francesco lo dice chiaramente a santโAntonio di Padova: sono contento che tu insegni la sana teologia ai fratelli: stai attento che perรฒ, tramite lo studio, possa venire spenta la fede e la preghiera, il rapporto con Dio.
Tommaso รจ allora lโuomo della sinceritร che ci apre lo sguardo perchรฉ possiamo riconoscere ancora una volta, oggi, la via. Non sappiamo quale sia, nonostante le nostre programmazioni. Sappiamo solo che anche oggi dobbiamo essere dei seguaci per scoprirla non tanto in teoria, quanto nella concretezza della vita.
Tommaso รจ disposto a perdere la vita con Gesรน, vuole dare la vita per lโamico. Tommaso รจ chiamato a scoprire e a vivere che lโamore รจ piรน forte della morte. ร lโamore la realtร prima e ultima, non la morte. Lโandarsene di Gesรน, che Tommaso vuole seguire, รจ il compimento del dono di sรฉ, non la fine di tutto. La domanda, la domanda รจ comune a tutti noi. Quando non cโรจ piรน domanda, cominciamo a preoccuparci perchรฉ lโassenza della domanda รจ, normalmente, la morte della nostra interioritร e della nostra umanitร . La morte che รจ stipendio del peccato non voluta da Dio, รจ via attraverso la quale Gesรน ci porta sulla via della veritร e della vita.
Il mistero da vivere a questo riguardo, non ha nulla nรฉ di magico nรฉ di incomprensibile. Il mistero รจ vita da penetrare col dono di amore. Fino a che lo analizziamo non lo capiremo. Fino a che non lo amiamo non ci rimarrร che il dire che tale mistero รจ roba da zotici e da ignoranti, รจ roba magica che disumanizza lโuomo. Mentre tale mistero รจ il chicco di frumento che anche oggi cade per terra per morire e dare la vita, quel chicco che siamo chiamati a riconoscere magari semplicemente odorandone il profumo. Tale mistero รจ presenza piena di pudore, che non ama lโostentazione e lโapparenza; รจ vita che batte dentro di noi e in mezzo a noi come cuore di amore.
Noi che siamo gemelli di Tommaso, lโuomo della domanda, siamo chiamati a diventare gemelli di Gesรน, lโuomo del dono gratuito di sรฉ. Lโamore รจ la via della veritร e della vita, per quanto delusi noi ne possiamo essere.
Potremo con Tommaso cantare lโinno della vita gridando nel canto โMio Signore e mio Dio!โ. E lo faremo col dito che tocca il cielo divenendo ponte, come Gesรน, fra cielo e terra. Quel canto diventerร luogo di incarnazione perchรฉ Dio oggi si fa come noi perchรฉ noi possiamo essere come Lui, viventi della sua vita di amore. Piรน bellezza di questo si muore. Una bellezza che si tramuta in felicitร di beatitudine che canta la sapienza della croce, del dono gratuito di sรฉ.
Cosรฌ risuona anche oggi nelle nostre strade la bellissima domanda di Tommaso: ยซSignore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?ยป. Gli disse Gesรน: ยซIo sono la via, la veritร e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di meยป.
AUTORE: p. Giovanni Nicoli
FONTE: Scuola Apostolica
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